{"id":16220,"date":"2025-12-23T09:39:45","date_gmt":"2025-12-23T09:39:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/?p=16220"},"modified":"2025-12-23T09:43:15","modified_gmt":"2025-12-23T09:43:15","slug":"lindustria-italiana-del-bene-strumentale-fa-i-conti-con-il-difficile-contesto-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/lindustria-italiana-del-bene-strumentale-fa-i-conti-con-il-difficile-contesto-internazionale\/","title":{"rendered":"L\u2019industria italiana del bene strumentale fa i conti con il difficile contesto internazionale"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nel 2025 l\u2019industria italiana dei beni strumentali registra un ulteriore calo del fatturato (-2,1%), dovuto soprattutto alla flessione dell\u2019export, mentre il mercato interno mostra segnali di ripresa. Le previsioni per il 2026 indicano una fase di stazionariet\u00e0, con esportazioni ancora deboli e una lieve crescita della domanda domestica. FEDERMACCHINE segnala come principali criticit\u00e0 l\u2019instabilit\u00e0 geopolitica e le tensioni commerciali, auspicando misure nazionali ed europee a sostegno della competitivit\u00e0 e dell\u2019export.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo un gi\u00e0 difficile 2024, l\u2019industria italiana costruttrice di beni strumentali nel 2025 ha visto <strong>calare ulteriormente il dato di fatturato<\/strong>. Le previsioni per il 2026 sono di <strong>sostanziale stazionariet\u00e0<\/strong>, a conferma di quanto l\u2019incertezza del contesto stia impattando sull\u2019attivit\u00e0 delle imprese del comparto; su tutto pesa la riduzione dell\u2019attivit\u00e0 di export. Questo \u00e8, in sostanza, quanto emerge dalle rilevazioni appena effettuate dal Gruppo Statistiche <strong><a href=\"https:\/\/www.federmacchine.it\/home\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">FEDERMACCHINE<\/a><\/strong>, la federazione delle imprese costruttrici di beni strumentali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo i preconsuntivi, nel 2025, <strong>il fatturato<\/strong> dell\u2019industria italiana di settore si fermer\u00e0 <strong>a 51.840 milioni di euro, il 2,1% in meno rispetto al 2024<\/strong>. Sul risultato pesano i negativi riscontri raccolti dalle imprese sul mercato estero. <strong>L\u2019export<\/strong> \u00e8 sceso a <strong>34.760 milioni di euro (-5,4%).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In particolare, secondo l\u2019elaborazione del Gruppo Statistiche a partire dai dati ISTAT,principali mercati di sbocco del Made in Italy di comparto, nel periodo gennaio-settembre 2025 (ultimo dato disponibile), sono risultati: Stati Uniti (2.384 milioni di euro, -3,1%); Germania (1.703 milioni, -7,9%), Francia (1.153 milioni, &#8211; 4,8%), Spagna (752 milioni, +3,2%), Polonia (730 milioni, +18,8%).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le <strong>consegne sul mercato interno<\/strong> <strong>sono tornate a crescere attestandosi a 17.080 milioni di euro (+5,3% <\/strong>rispetto all\u2019anno precedente), sostenute dalla ripresa del <strong>consumo domestico di macchinari<\/strong> cresciuto a <strong>27.270 milioni di euro (+4,8%)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le previsioni per il 2026<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il 2026 dovrebbe essere stazionario<\/strong>. Secondo le previsioni, infatti, il <strong>fatturato<\/strong> si attester\u00e0 a <strong>51.850 milioni di euro, dunque perfettamente in linea con il valore del 2025<\/strong>. <strong>L\u2019export<\/strong> rester\u00e0 in campo negativo, scendendo a <strong>34.550 milioni di euro (-0,6%).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le <strong>consegne dei costruttori italiani registreranno una debole crescita, dell\u20191,3%, a 17.300 milioni di euro<\/strong>, trainate dal <strong>consumo domestico<\/strong> che, in virt\u00f9 di un <strong>incremento, dell\u20191,2%<\/strong>, <strong>salir\u00e0 a 27.600 milioni di euro<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il problema dell&#8217;instabilit\u00e0 geopolitica<\/h3>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"740\" src=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Gian-Paolo-Crasta.jpg\" alt=\"Il Consiglio Generale di FEDERMACCHINE  ha deliberato \nla nomina a Segretario Generale di Gian Paolo Crasta.\" class=\"wp-image-16222\" style=\"width:406px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Gian-Paolo-Crasta.jpg 800w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Gian-Paolo-Crasta-300x278.jpg 300w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Gian-Paolo-Crasta-150x139.jpg 150w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Gian-Paolo-Crasta-768x710.jpg 768w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Gian-Paolo-Crasta-200x185.jpg 200w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Gian-Paolo-Crasta-432x400.jpg 432w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il Consiglio Generale di FEDERMACCHINE  ha deliberato <br>la nomina a Segretario Generale di Gian Paolo Crasta.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bruno Bettelli<\/strong>, Presidente FEDERMACCHINE, ha cos\u00ec commentato: \u201cDopo gli anni di grande espansione, l\u2019industria italiana costruttrice di beni strumentali si \u00e8 trovata ultimamente a fare i conti con una <strong>condizione di instabilit\u00e0 geopolitica profonda e generalizzata<\/strong>. Di ci\u00f2 ne ha risentito il nostro export e, di conseguenza, il fatturato di comparto. Crisi della Germania, dazi di Trump, conflitti in Ucraina e in Medioriente, chiusura del mercato cinese e rafforzamento della capacit\u00e0 manifatturiera del Paese del Dragone sono gli elementi che rendono davvero complicata la nostra attivit\u00e0 oltreconfine. Anche per tale ragione c\u2019\u00e8 profonda preoccupazione in merito all\u2019incertezza che aleggia intorno all\u2019accordo UE-Mercosur. L\u2019area rappresenta, infatti, un mercato di oltre 270 milioni di consumatori, con una domanda in crescita di beni strumentali, soluzioni industriali, macchinari, tecnologie per l\u2019energia, l\u2019agroindustria, le infrastrutture e la manifattura avanzata. Rinunciare a questo sbocco significherebbe indebolire la competitivit\u00e0 delle nostre imprese e lasciare spazio ai concorrenti esteri. Per molti prodotti industriali italiani, tra cui quelli ad alto contenuto high-tech come i macchinari, oggi penalizzati da dazi elevati, l\u2019intesa consentirebbe un accesso pi\u00f9 equo e competitivo ai mercati di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, rafforzando le esportazioni e creando valore lungo le filiere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cQuanto all\u2019Italia &#8211; ha concluso <strong>Bruno Bettelli<\/strong> \u2013 l\u2019auspicio \u00e8 che i provvedimenti per la competitivit\u00e0 previsti dalla Legge di Bilancio 2026 possano effettivamente <strong>sostenere la domanda italiana<\/strong> che, come dimostrano i nostri dati, \u00e8 tornata a crescere. Ci\u00f2 che \u00e8 importante \u00e8 che le misure siano chiare, di semplice utilizzo e possano essere fruibili gi\u00e0 dalle prime settimane dell\u2019anno nuovo, evitando i continui posticipi che abbiamo purtroppo conosciuto con Transizione 5.0 e che hanno congelato la domanda per troppi mesi. Pluriennalit\u00e0 della misura e esclusivit\u00e0 di applicazione al Made in EU e ai beni con componenti extra UE a patto siano assemblati in Europa, se confermate, sono, a nostro avviso, ottime scelte, capaci di rispondere, da una parte, all\u2019esigenza delle imprese di pianificare al meglio le proprie attivit\u00e0 e, dall\u2019altra, alla necessit\u00e0 di rafforzare il mercato EU, il nostro vero mercato interno.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati sono stati presentati nell\u2019ultimo Consiglio Generale di FEDERMACCHINE che si \u00e8 riunito presso la sede della federazione e ha deliberato la <strong>nomina a Segretario Generale di Gian Paolo Crasta <\/strong>(ACIMAC e UCIMA). <strong>Gian Paolo Crasta riceve il testimone da Alfredo Mariotti che ha guidato la federazione per oltre 30 anni.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2025 l\u2019industria italiana dei beni strumentali registra un ulteriore calo del fatturato (-2,1%), dovuto soprattutto alla flessione dell\u2019export, mentre il mercato interno mostra segnali di ripresa. 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