{"id":1287,"date":"2019-01-25T09:28:04","date_gmt":"2019-01-25T09:28:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.assemblaggio-online.it\/?p=1287"},"modified":"2019-01-25T09:29:23","modified_gmt":"2019-01-25T09:29:23","slug":"star-bene-in-fabbrica-grazie-anche-ai-robot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/star-bene-in-fabbrica-grazie-anche-ai-robot\/","title":{"rendered":"Star bene in fabbrica, grazie (anche) ai robot"},"content":{"rendered":"<p>Stando alle esperienze dirette di alcuni imprenditori che utilizzano ogni giorno i robot nelle loro fabbriche, ma anche ai risultati di un\u2019indagine condotta di recente dalla Doxa, sembra esserci una correlazione positiva tra robotizzazione di fabbrica e miglioramento delle condizioni di salute degli operatori. SIRI, PubliTec e Fondazione UCIMU hanno organizzato su questo tema un convegno che ha permesso di affrontare il tema sotto molteplici punti di vista.<\/p>\n<p><em>di Leonardo Albino<\/em><\/p>\n<p>Lo scorso 7 novembre, <strong><a href=\"http:\/\/www.robosiri.it\/\">SIRI<\/a><\/strong> (Associazione Italiana di Robotica e Automazione), PubliTec e Fondazione UCIMU hanno promosso presso la sede di UCIMU &#8211; Sistemi per Produrre a Cinisello Balsamo (MI) un convegno dal titolo \u201cRobot, salute e benessere. L\u2019impatto dell\u2019automazione industriale 4.0 sul lavoro nelle fabbriche\u201d. Obiettivo fondamentale dell\u2019incontro era identificare le ricadute della sempre pi\u00f9 marcata robotizzazione di fabbrica sulla salute e sul benessere di chi, in fabbrica, lavora quotidianamente. Si \u00e8 scelto di farlo coinvolgendo quattro imprenditori attivi nel settore manifatturiero e utilizzatori di robot, ma anche facendo un passo in pi\u00f9, e cio\u00e8 interpellando esperti di medicina, sociologia, ricercatori e altre figure professionali in grado di offrire una prospettiva diversa e interessante.<br \/>\nCi\u00f2 che \u00e8 emerso, in estrema sintesi, dalle parole di Antonio Bevacqua dell\u2019azienda San Grato High-Tech Forging (stampaggio, San Grato Canavese, TO), Raffaele Colleoni delle Fonderie Mario Mazzucconi (fusione e lavorazione dei metalli, Ponte San Pietro, BG), Carlo Gai della Gai Macchine Imbottigliatrici con sede a Cappelli (CN) e Matteo Vailati di Intercos Group (cosmetica, Agrate Brianza, MB) \u00e8 che i robot installati nelle linee di produzione delle loro aziende &#8211; dai collaborativi ai robot di saldatura e movimentazione ad alto payload &#8211; hanno dato risultati positivi in termini di incremento della produttivit\u00e0, aumento dell\u2019occupazione e, dato per nulla trascurabile, netto calo degli infortuni sul lavoro. In alcuni casi, gli eventi avversi riguardanti gli operatori si sono praticamente azzerati grazie al fatto che sono i robot a occuparsi delle mansioni a pi\u00f9 alto rischio.<\/p>\n<p><strong>L\u2019indagine Doxa sull\u2019impatto dell\u2019automazione sul lavoro<\/strong><br \/>\nDell\u2019impatto di robot e automazione industriale sul lavoro si \u00e8 occupata anche la Doxa, che con Massimo Sumberesi, Head of Doxa Marketing Advice, ha presentato uno studio condotto la scorsa primavera sia su un campione di manager\/imprenditori che su un campione di dipendenti. I risultati mostrano un sentimento sostanzialmente favorevole sia tra manager e imprenditori che tra i lavoratori, con differenze importanti tra chi opera in un contesto di robotizzazione e chi, invece, non ne ha esperienza. Il contatto con i robot o i sistemi di intelligenza artificiale ne mette evidentemente in luce gli aspetti positivi, ed \u00e8 interessante notare come le ricadute dell\u2019automazione sull\u2019attivit\u00e0 lavorativa siano considerate in modo pi\u00f9 positivo tra gli operai (78%) che tra gli impiegati (60%) o i quadri (66%). Il bilancio, comunque, \u00e8 decisamente positivo per entrambe le categorie.<\/p>\n<p><strong>La percezione diffusa di un miglioramento della sicurezza<\/strong><br \/>\n\u201cDall\u2019indagine &#8211; ha aggiunto Massimo Sumberesi &#8211; emerge un saldo positivo tra aziende che hanno aumentato il numero dei dipendenti e quelle che lo hanno visto diminuire in seguito all\u2019introduzione di robot o sistemi di intelligenza artificiale. Inoltre, le realt\u00e0 che hanno investito in robotica dichiarano generalmente che intendono proseguire su questa linea anche in futuro\u201d.<br \/>\nIl quadro, dunque, sembra piuttosto delineato e incoraggiante e pu\u00f2 certamente contribuire al superamento di alcuni pregiudizi: solo il 16% dei lavoratori si dichiara contrario all\u2019uso dei robot, quota che scende sotto il 10% tra i dipendenti di aziende gi\u00e0 robotizzate. Circa il 30% delle aziende attive in Italia utilizzano sistemi, soluzioni e processi basati sull\u2019impiego dei robot. Di queste, quasi 1\/3 ha aumentato il numero di dipendenti, mentre appena il 5% dichiara di aver ridotto in modo significativo il proprio personale. Oltre il 70% dei lavoratori dichiara di aver notato un miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro.<\/p>\n<p><strong>\u201cL\u2019operaio aumentato\u201d e i suoi livelli pi\u00f9 alti di soddisfazione<\/strong><br \/>\nIl professor Massimo Pagani della Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano ha affrontato l\u2019argomento sotto l\u2019aspetto della gestione dello stress. I robot non sono &#8211; secondo il professore &#8211; da considerarsi come \u201cstressor\u201d, cio\u00e8 come elementi che generano stress producendo effetti sulla salute, bens\u00ec come una opportunit\u00e0 per favorire il cambiamento e, di conseguenza, il miglioramento della propria condizione lavorativa in termini di salute e di benessere. Un altro accademico, il professor Lino Codara, docente di Sociologia dell\u2019organizzazione all\u2019Universit\u00e0 di Brescia, che si \u00e8 focalizzato sul rapporto esistente tra automazione industriale 4.0 e qualit\u00e0 del lavoro, considerata la connessione stretta (anche se non univoca) tra quest\u2019ultimo concetto e quello di benessere.<br \/>\n\u201cRendendo disponibili ai lavoratori maggiori informazioni e offrendo loro strumenti di comunicazione rapida, le moderne tecnologie &#8211; ha detto &#8211; favoriscono il ridisegno delle mansioni, il ridimensionamento delle gerarchie di basso livello (perch\u00e9 si instaurano forme di comunicazione diretta tra gli operai e le funzioni aziendali, saltando i capi intermedi) e forme di coordinamento di tipo orizzontale. Oggi si parla, a tal proposito, di un \u201coperaio aumentato\u201d, cio\u00e8 un operaio creativo, coinvolto, responsabile, in grado di gestire dati, di affrontare il problem solving e di collaborare direttamente con i responsabili delle funzioni di staff (logistica, manutenzione, ecc.), cio\u00e8, in sintesi, capace di svolgere un lavoro intelligente\u201d. Le ricerche sul campo mostrano come in queste realt\u00e0 i lavoratori dichiarino anche livelli pi\u00f9 alti di soddisfazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stando alle esperienze dirette di alcuni imprenditori che utilizzano ogni giorno i robot nelle loro fabbriche, ma anche ai risultati di un\u2019indagine condotta di recente dalla Doxa, sembra esserci una correlazione positiva tra robotizzazione di fabbrica e miglioramento delle condizioni di salute degli operatori. 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