{"id":1266,"date":"2019-01-24T16:27:24","date_gmt":"2019-01-24T16:27:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.assemblaggio-online.it\/?p=1266"},"modified":"2019-03-18T14:00:50","modified_gmt":"2019-03-18T14:00:50","slug":"si-scrive-certificazione-ma-si-legge-garanzia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/si-scrive-certificazione-ma-si-legge-garanzia\/","title":{"rendered":"Si scrive certificazione ma si legge garanzia"},"content":{"rendered":"<p>Le certificazioni garantiscono il rispetto da parte di professionisti, imprese e organizzazioni pubbliche e private dei requisiti previsti dalle norme e dagli standard internazionali riguardo la rispettiva conformit\u00e0 di persone, prodotti, servizi, processi e sistemi. A tal riguardo, T\u00dcV Italia, filiale italiana di <strong><a href=\"https:\/\/www.tuev-sued.de\/home_en\">T\u00dcV S\u00dcD<\/a><\/strong>, \u00e8 un ente indipendente di certificazione, ispezione, testing, collaudi e formazione, di riferimento per i servizi certificativi in ambito qualit\u00e0, energia, ambiente, sicurezza e prodotto. In un\u2019epoca di cos\u00ec importanti cambiamenti come quella che stiamo vivendo, abbiamo incontrato Alberto Macchi, Business Line Manager Direttiva Macchine di T\u00dcV Italia, per fare il punto sulla realt\u00e0 italiana alla luce dei nuovi paradigmi produttivi imposti dall\u2019Industria 4.0.<\/p>\n<p><em>by Cesare Pizzorno e Lorenzo Benarrivato<\/em><\/p>\n<p><strong>Quanto conta per un ente certificatore, oggi, la reputazione? Cosa si pu\u00f2 fare per mantenere una buona reputazione e quali sono i principali pericoli da scongiurare in questo senso?<\/strong><br \/>\n\u201cAggiungi valore. Ispira fiducia\u201d \u00e8 il motto che affianca il logo di T\u00dcV Italia, molto pi\u00f9 di uno slogan, perch\u00e9 rappresenta l\u2019impegno che ci assumiamo di trasparenza, obiettivit\u00e0 e professionalit\u00e0 verso i nostri clienti e verso il mercato nello svolgimento delle nostre attivit\u00e0. Lo stesso impegno della nostra casa madre T\u00dcV S\u00dcD, che da oltre 150 anni fornisce, con un know how tecnico altissimo e riconosciuto, soluzioni per aumentare la qualit\u00e0 e la sicurezza di processi, prodotti e impianti. Noi siamo impegnati a difendere la reputazione che l\u2019ente si \u00e8 costruita negli anni, non derogando ai principi che ho elencato in precedenza. Se li tradissimo, tradiremmo l\u2019ottagono blu, il nostro logo che perderebbe reputazione, credibilit\u00e0 e rispetto, valori che il mercato ci riconosce e verrebbe meno quel legame di fiducia costruito in oltre un secolo e mezzo che, se dovessimo ricostruirlo, occorrerebbero anni.<\/p>\n<p><strong>A prescindere da situazioni contingenti come, per esempio, le agevolazioni fiscali, perch\u00e9 \u00e8 importante che i costruttori di macchine e sistemi di produzione si rivolgano a enti che possano certificare i loro prodotti?<\/strong><br \/>\nI fabbricanti di quasi macchine, macchine o assiemi di macchine rientranti nel campo d\u2019applicazione della Direttiva Macchine, a esclusione delle tipologie di macchine descritte all\u2019allegato IV della Direttiva stessa, possono marcare CE e immettere sul mercato (o utilizzare all\u2019interno del proprio stabilimento) la macchina\/linea senza la necessit\u00e0 della verifica di un ente terzo, seguendo quanto previsto dalla procedura descritta all\u2019allegato VIII \u201cValutazione della conformit\u00e0 con controllo interno sulla fabbricazione delle macchine\u201d. Riteniamo per\u00f2 molto importante che i fabbricanti richiedano sempre a un ente terzo una certificazione su base volontaria della quasi macchina, macchina o linea per molteplici motivi. Da un punto di vista tecnico, si ha sicuramente il vantaggio di aver un confronto con un ente indipendente sulle soluzioni tecniche adottate e la verifica di eventuali carenze (o anche sovradimensionamenti) che devono essere colmate o efficientate; a volte, il rischio per molti fabbricanti \u00e8 quello di \u201cfossilizzarsi\u201d su delle prassi ormai obsolete.<br \/>\nSotto l\u2019aspetto legale, il rappresentante dell\u2019azienda che firma la dichiarazione CE di conformit\u00e0 ha sicuramente una garanzia di aver rispettato lo stato dell\u2019arte per la messa in commercio o messa in servizio della macchina.<br \/>\nDa un punto di vista commerciale, invece, la certificazione consente di acquisire pi\u00f9 credibilit\u00e0 sul mercato e incrementare le relative vendite; tra l\u2019altro, alcune multinazionali hanno iniziato a inserire la richiesta di certificazione da ente terzo come requisito contrattuale nei bandi di gara per l\u2019acquisto di macchine\/linee di produzione.<\/p>\n<p><strong>Gli incentivi stabiliti dal Piano Industria 4.0 hanno dato dei risultati importanti in termini di investimenti in attrezzature di produzione interconnesse. \u00c8 per\u00f2 corretto dire che la consapevolezza delle potenzialit\u00e0 della digitalizzazione sia ancora generalmente scarsa tra gli imprenditori del manifatturiero italiano?<\/strong><br \/>\nSicuramente l\u2019introduzione degli incentivi stabiliti dal Piano Industria 4.0 hanno portato a un incremento sostanziale delle spese per macchinari, apparecchiature elettriche ed elettroniche; ma, da quanto abbiamo potuto constatare in questi due anni, la maggior parte degli imprenditori italiani hanno effettuato investimenti nella digitalizzazione solo per poter aver accesso alle agevolazioni fiscali. Ci\u00f2 \u00e8 confermato anche dall\u2019andamento delle richieste di perizie I4.0, il picco delle richieste (circa il 70%) si \u00e8 concentrato tra la fine di novembre e l\u2019inizio di dicembre, dandoci cos\u00ec delle tempistiche molto strette per svolgere l\u2019attivit\u00e0 (la nostra perizia era richiesta entro il 31 dicembre del 2018). Questo ci dimostra che gl\u2019imprenditori del settore manifatturiero italiano, soprattutto di aziende medio-piccole, conoscono solo marginalmente i requisiti legislativi in ambito Industria 4.0 e in particolare non vi \u00e8 consapevolezza dell\u2019impatto che un processo di interconnessione e digitalizzazione pu\u00f2 avere sulla propria realt\u00e0 aziendale.<\/p>\n<p><strong>Secondo molti, il testo della Legge di Bilancio 2017 che norma i requisiti per l\u2019accesso ai benefici del Piano Industria 4.0 non \u00e8 sufficientemente dettagliato e lascia alcune zone d\u2019ombra, specialmente riguardo sistemi di produzione diversi dalle macchine utensili. \u00c8 d\u2019accordo con questa tesi?<\/strong><br \/>\nAssolutamente, vi sono diversi punti all\u2019interno della Legge di Bilancio 2017 che si prestano a interpretazioni e ci\u00f2 pu\u00f2 comportare diverse problematiche. Per esempio ci siamo trovati ad affrontare un caso in cui un produttore di macchine \u00e8 riuscito ad avere un vantaggio commerciale sfruttando queste zone d\u2019ombra assumendosi un rischio d\u2019impresa. Quando un produttore di macchine ci chiede di esprimere un parere, suggeriamo sempre di sottoporre il quesito all\u2019unico organo preposto per fare chiarezza in queste situazioni, il Ministero per lo Sviluppo Economico. Infatti, solo a valle di una risposta da parte del Mise possiamo decidere se procedere con la perizia o meno. Purtroppo a volte questo processo pu\u00f2 richiedere anche diversi mesi e c\u2019\u00e8 il rischio concreto che un competitor possa avvantaggiarsi in questo lasso temporale andando a proporre delle soluzioni che sono basate solo su una loro interpretazione della legge, assumendosi quindi un notevole rischio.<\/p>\n<p><strong>La certificazione di un ente accreditato \u00e8 obbligatoria per i beni del valore superiore a 500.000 euro. Pu\u00f2 essere tuttavia un\u2019opzione vantaggiosa anche per i macchinari di valore inferiore? E perch\u00e9?<\/strong><br \/>\nLa certificazione da parte di un ente accreditato per beni di valore inferiore a 500.000 \u20ac, pi\u00f9 che essere vantaggiosa, \u00e8 fondamentale in quanto la maggior parte delle aziende che richiedono l\u2019accesso alle agevolazioni fiscali non hanno la consapevolezza e la conoscenza necessaria per poter auto-dichiarare il rispetto dei requisiti legislativi. Richiedere la certificazione a un ente accreditato \u00e8 l\u2019unico modo con cui un\u2019azienda pu\u00f2 avere la garanzia di aver rispettato i vincoli legislativi e aver la certezza di poter gestire con la massima tranquillit\u00e0 eventuali controlli da parte dell\u2019Agenzia delle Entrate.<\/p>\n<p><strong>Da quando \u00e8 entrato in vigore il Piano Industria 4.0 siete stati coinvolti nel processo di certificazione di macchine o linee di assemblaggio e\/o collaudo? Se s\u00ec, che tipo di esperienza \u00e8 stata e quali spunti ne avete tratto?<\/strong><br \/>\nLa certificazione volontaria di macchine o linee di produzione \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 che svolgiamo da diversi anni all\u2019interno dei nostri servizi in ambito Direttiva Macchine e quindi abbiamo una conoscenza molto ampia. L\u2019entrata in vigore del Piano Industria 4.0 ha portato alla luce degli aspetti molto preoccupanti a riguardo della marcatura CE, soprattutto delle linee di produzione. Molti utilizzatori di linee, in fase d\u2019investimento in ottica I4.0, ci hanno contattato chiedendoci un supporto per la marcatura CE in quanto secondo loro il Piano Industria 4.0 aveva introdotto questo vincolo per l\u2019accesso all\u2019agevolazione fiscale. Ovviamente l\u2019obbligo della marcatura CE delle linee di produzione non deriva dal Piano Industria 4.0 ma bens\u00ec dalla Direttiva Macchine 2006\/42\/CE (ancor prima dalla Direttiva 98\/37\/CE). La nostra preoccupazione, confermata da esperienze dirette, \u00e8 che vi sia poca conoscenza dei requisiti legislativi non solo in ambito I4.0 ma anche su Direttive Europee in vigore da pi\u00f9 di vent\u2019anni.<\/p>\n<p><strong>Il progetto della divisione Akademie di T\u00dcV Italia<\/strong><br \/>\nva nella direzione della formazione specializzata indirizzata a manager e imprenditori. In questo senso, quali sono i vostri piani per il 2019? E per quali ragioni ritenete cos\u00ec importante investire sulla formazione?<br \/>\nSiamo sempre pi\u00f9 convinti che la formazione sia la premessa a qualsiasi cambiamento, soprattutto se parliamo di Industria 4.0. Le organizzazioni che si impegnano nella formazione dei propri collaboratori, sono aziende pi\u00f9 competitive sul mercato e creano valore per s\u00e9 e per tutti gli stakeholder. Infatti, il contesto nel quale le organizzazioni sono chiamate oggi a operare \u00e8 sempre pi\u00f9 ampio e dinamico. Per governarlo efficacemente \u00e8 necessario mettere in campo profili professionali con conoscenze, competenze e abilit\u00e0 in grado di rispondere in modo adeguato alle esigenze dei mercati di riferimento. I profili professionali devono essere ulteriormente arricchiti dalla capacit\u00e0 di adottare un approccio basato sull\u2019individuazione, analisi e valutazione dei rischi come effetto dell\u2019incertezza sugli obiettivi. Questo pu\u00f2 agevolare la tutela del business e delle parti interessate, prevenendo potenziali impatti negativi e facilitando l\u2019individuazione di sempre nuove opportunit\u00e0. Per il 2019 Akademie, ascoltando le esigenze dei clienti, ha messo a punto un\u2019offerta formativa modulare e personalizzabile, considerando tutta la fitta rete di relazioni che intercorrono tra specificit\u00e0 settoriali e aree di conoscenza. In questo modo, professionisti e organizzazioni hanno l\u2019opportunit\u00e0 di definire con precisione le competenze e i profili professionali desiderati, scegliendo i moduli pi\u00f9 idonei al raggiungimento dei loro obiettivi. Inoltre, di fronte al forte cambiamento tecnologico dei sistemi produttivi e all\u2019introduzione sempre pi\u00f9 pervasiva di strumenti e metodi tipici dell\u2019Industria 4.0, abbiamo previsto dei percorsi formativi specifici per coloro, ad esempio, che operano nell\u2019area della manutenzione e del ciclo di vita degli asset. Questi professionisti, oltre a pianificare ed eseguire gli interventi, devono anche sviluppare capacit\u00e0 di analisi e di decisone, sulla base di dati provenienti dai macchinari e dagli impianti gestiti. In generale, molti dei contenuti didattici dei nostri corsi sono stati rivisti alla luce dell\u2019attuale contesto, per esempio abbiamo ampliato la proposta formativa in ambito Direttiva Macchine, prevedendo un percorso \u201cexecutive\u201d finalizzato a sostenere l\u2019esame per le certificazioni delle competenze del profilo Machinery Safety Expert nell\u2019ambito dell\u2019Industria 4.0. Quindi, non solo formazione finalizzata all\u2019ampliamento delle conoscenze e competenze, ma anche la possibilit\u00e0 di certificare le esperienze attraverso un esame di certificazione. T\u00dcV Italia, infatti, \u00e8 anche Ente di Certificazione del Personale (accreditato secondo la norma UNI CEI EN ISO\/IEC 17024:2012), e attraverso la unit T\u00dcV Examination Institute, svolge esami di certificazione essendo centro di valutazione. Questo rappresenta un valido strumento per valorizzare le conoscenze e le competenze dei professionisti, attraverso l\u2019attestazione di un giudizio imparziale. Da sottolineare, inoltre, che le aziende hanno l\u2019opportunit\u00e0 di ottenere specifici finanziamenti per la formazione anche attraverso i fondi interprofessionali. Nel 2019 aumenteranno le possibilit\u00e0 di ricevere agevolazioni finalizzate allo sviluppo di competenze specifiche per favorire la trasformazione digitale. Queste linee di finanziamento sono destinate, non solo al personale delle aziende inserito come quadro o in ambito impiegatizio, ma esistono anche avvisi di specifiche linee di finanziamento per chi ricopre ruoli dirigenziali. T\u00dcV Italia Akademie oltre a offrire formazione, supporta anche le aziende clienti nella presentazione di richieste al fondo per ottenere l\u2019approvazione di piani formativi finanziati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le certificazioni garantiscono il rispetto da parte di professionisti, imprese e organizzazioni pubbliche e private dei requisiti previsti dalle norme e dagli standard internazionali riguardo la rispettiva conformit\u00e0 di persone, prodotti, servizi, processi e sistemi. 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