{"id":1030,"date":"2018-11-13T13:33:55","date_gmt":"2018-11-13T13:33:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.assemblaggio-online.it\/?p=1030"},"modified":"2019-01-25T10:19:58","modified_gmt":"2019-01-25T10:19:58","slug":"in-prima-fila-nella-rivoluzione-radar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/in-prima-fila-nella-rivoluzione-radar\/","title":{"rendered":"In prima fila nella rivoluzione radar"},"content":{"rendered":"<p>I sistemi di rilevamento basati su tecnologia radar permettono di superare i limiti dei rilevatori ottici in ambienti caratterizzati da elementi di disturbo come fumo, polvere, acqua, olio, trucioli ecc. Grazie al sistema LBK, la prima barriera volumetrica radar certificata SIL2, la giovane azienda bresciana <strong><a href=\"https:\/\/inxpect.com\/\">Inxpect<\/a><\/strong> mette a disposizione dei progettisti di celle robotiche una soluzione di sicurezza flessibile e a prova di ostacoli.<\/p>\n<p><em>di Cesare Pizzorno<\/em><\/p>\n<p>\u201cInxpect nasce fondamentalmente da una scommessa: adattare al mondo della produzione industriale la tecnologia radar, nata specificamente per il settore militare. Siamo convinti, infatti, che sia in arrivo una vera e propria rivoluzione tecnologica che ci porter\u00e0 a ridefinire i settori di utilizzo del radar. E noi vogliamo guidare questa rivoluzione\u201d.<br \/>\nLuca Salgarelli, co-fondatore e CEO della giovane azienda bresciana Inxpect, ne descrive cos\u00ec la mission, raccontando di un progetto nato poco pi\u00f9 di 4 anni fa allorch\u00e9, alla ricerca di un sistema che permettesse di escludere i falsi allarmi nell\u2019ambito dei sistemi anti-intrusione domestica, venne sviluppato il primo sensore intelligente basato su tecnologia radar.<br \/>\n\u201cIl passo successivo \u00e8 stato testare un sistema del genere anche nell\u2019ambito della building automation e in ambiente industriale dove, parlando di sensoristica, i sistemi di rilevamento basati su tecnologia ottica presentano dei limiti in alcune specifiche condizioni. Limiti che possono essere superati proprio grazie alle caratteristiche dei sistemi radar\u201d, aggiunge Salgarelli.<\/p>\n<p><strong>Ottica e radar: due tecnologie differenti<\/strong><br \/>\nIl sistema LBK di Inxpect \u00e8 una barriera di sicurezza volumetrica lineare, certificata SIL2 e progettata per l\u2019utilizzo in prossimit\u00e0 di macchinari pericolosi e aree automatizzate, che fornisce rilevamento perimetrale o di accesso all\u2019area. \u201cIl concetto di fondo non cambia rispetto ai rilevatori ottici &#8211; spiega il CEO di Inxpect &#8211; mentre la differenza riguarda sostanzialmente la fisica della tecnologia. Nel caso di barriere fotoelettriche, laser scanner o telecamere intelligenti, infatti, l\u2019ottica deve essere, utilizzando un termine tecnico, \u201cline of sight\u201d, cio\u00e8 avere una linea di vista diretta con l\u2019oggetto che si vuole osservare. Ci\u00f2 implica che funziona perfettamente in camera bianca o in ambienti puliti, non altrettanto in ambienti caratterizzati da elementi di disturbo come fumo, polvere, acqua, olio, trucioli e cos\u00ec via\u201d.<br \/>\nLa tecnologia radar, che utilizza le onde elettromagnetiche radio, bypassa il problema proprio perch\u00e9 non su si basa sul principio del \u201cline of sight\u201d. Le due tecnologie &#8211; ottica e radar &#8211; sono, dunque, assolutamente complementari: la prima \u00e8 pi\u00f9 adatta quando l\u2019applicazione richiede soprattutto precisione, mentre la seconda \u00e8 l\u2019unica soluzione possibile in presenza degli ostacoli sopra menzionati. \u201cIn realt\u00e0 &#8211; aggiunge l\u2019ingegner Salgarelli &#8211; \u00e8 anche possibile combinare le due tecnologie per sfruttare appieno le caratteristiche e i vantaggi dell\u2019una e dell\u2019altra\u201d.<\/p>\n<p><strong>Robot in grado di collaborare grazie al \u201csesto senso\u201d<\/strong><br \/>\n\u201cPer mostrare come la tecnologia radar funzioni anche in presenza di ostacoli, abbiamo portato in fiera un\u2019isola robotica equipaggiata con sensori che operano dietro un pannello di legno\u201d, racconta Salgarelli. \u201cNon ci sono protezioni fisiche n\u00e9 ottiche: soltanto il nostro sistema LBK che monitora in tempo reale e a 360\u00b0 l\u2019area intorno a un robot che non nasce per essere collaborativo, ma lo diventa grazie a una sorta di \u2018sesto senso\u2019 che il nostro sistema \u00e8 in grado di dare. Non a caso, come pay-off per la nostra azienda abbiamo scelto The sense of motion\u201d.<br \/>\nIl robot rallenta la sua azione quando qualcuno, o qualcosa, si avvicina all\u2019area di pericolosit\u00e0 e si arresta completamente in caso di ingresso nell\u2019area \u201crossa\u201d.<br \/>\n\u201cAbbiamo sviluppato un software, molto semplice da usare, che permette di riconfigurare facilmente e in tempi rapidi la zona di pericolosit\u00e0. Crediamo che, in tempo di Industria 4.0 e di ricerca della massima flessibilit\u00e0, quello della riconfigurabilit\u00e0 sia un tema primario\u201d, continua Salgarelli.<\/p>\n<p><strong>Abbattere i fermi macchina senza violare le norme di sicurezza<\/strong><br \/>\nL\u2019applicazione in mostra alla scorsa SPS Italia prevedeva l\u2019abbinamento con un robot Denso a sei assi. Il sistema LBK di Inxpect, tuttavia, pu\u00f2 essere utilizzato con qualsiasi tipo di robot, anche di dimensioni molto superiori, come racconta il CEO dell\u2019azienda bresciana. \u201cIl primo trial, risalente a oltre tre anni fa, \u00e8 stato fatto su una cella per la lavorazione automatica della pietra e del vetro equipaggiata con un robot lungo 6 m. Era un ambiente caratterizzato da spruzzi d\u2019acqua che, interagendo con le barriere fotoelettriche, causavano numerosi fermi macchina al costruttore. In un mese di lavoro con il primo prototipo, i fermi macchina sono stati azzerati senza violare alcun principio di sicurezza. La copertura del sistema \u00e8 di 15 m: pu\u00f2 quindi gestire anche applicazioni di dimensioni importanti\u201d.<br \/>\nDal punto di vista normativo, il sistema LBK espleta due funzioni di sicurezza: l\u2019ingresso in zona pericolosa, quindi l\u2019invio di un segnale per fermare la macchina, e poi la ripartenza automatica, basata su un principio, in fase di brevetto, che permette al sistema di monitorare in tempo reale persino il ritmo del respiro degli esseri umani. Questo fa s\u00ec che, per esempio, nel caso in cui l\u2019operatore impegnato in operazioni di manutenzione abbia un malore, il sistema continua a rilevarne il respiro e non riparte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I sistemi di rilevamento basati su tecnologia radar permettono di superare i limiti dei rilevatori ottici in ambienti caratterizzati da elementi di disturbo come fumo, polvere, acqua, olio, trucioli ecc. 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