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Thursday, 21 Giugno 2018
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Investimenti 4.0 a doppia cifra per la meccanica

Marzo 2018

L’industria meccanica ha reagito molto bene alla crisi. Complice infatti il Piano Impresa 4.0, la manifattura italiana, rappresentata da Anima Confindustria, segna un +3,8% nel 2017 come produzione, pari a 46,7 miliardi di euro.  Di questi, 27 miliardi di euro sono rappresentati dalle esportazioni, in crescita del +2,9% rispetto all’anno precedente. I dati di preconsuntivo 2017 e di previsioni 2018 elaborati dall’Ufficio Studi Anima lasciano ben sperare sulla continuità. Viene confermato il trend positivo per l’anno in corso: la produzione è prevista in aumento (+2,3%), così come l’export (+2,7%). La voce degli investimenti si presenta a doppia cifra: +10,1% nel 2017 rispetto al 2016 e si prevede avanzi di almeno un +5,4% nel 2018. “Le imprese stanno investendo bene nella digitalizzazione, ossia nella robotica, sensoristica applicata e interconnessione sistemica. Ma il vero salto alla Smart Industry avverrà quando capiremo che il Piano Impresa 4.0 tocca tecnologie e produzione, ma soprattutto dona flessibilità, lavorando anche molto sulla formazione”, ha affermato Alberto Caprari, presidente Anima Confindustria Meccanica Varia. “Dopo aver evoluto hardware e software, ora bisogna impegnarsi con gli uomini e le donne che rendono grandi e competitive le nostre imprese. La formazione 4.0 è la necessità primaria per i prossimi cinque anni. È anche una grande opportunità per inserire nel mondo del lavoro i “giovani 4.0”, linfa vitale per l’industria manifatturiera in termine di innovazione e familiarità con le nuove tecnologie e logiche. Quello di cui abbiamo certamente bisogno, senza tentennamenti, è una stabilità nella politica industriale. Auspico pertanto che anche il prossimo governo scommetta sulla crescita delle imprese italiane, unica via per trainare tutto il Paese. È basilare continuare a infondere fiducia all’imprenditoria tutta, affinché si possa continuare con gli investimenti mirati e presentarsi più forti nei mercati internazionali”.

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L’export dell’industria meccanica italiana verso gli USA

La curva che segna l’export della meccanica italiana verso gli Stati Uniti è in continua crescita. Alla fine del 2016 sono stati raggiunti i 2,68 miliardi di euro (+0,9% rispetto al 2015). Uno scambio commerciale sorprendente se si considera che nel 2011 l'export era di 1,46 miliardi di euro. Dal 2011 al 2016 la crescita è pari a +83% e il valore è quasi raddoppiato. L’incremento nel 2012 e nel 2014 è stato particolarmente significativo. Nel 2016, 881 milioni di euro è la cifra relativa all’esportazione delle turbine a gas che registrano così un +32% rispetto all'anno scorso. In calo valvole e rubinetteria (-19%) ferme a quota 404 milioni di euro, così come le pompe (-11%) che passano da 236 milioni di euro a 211 milioni di euro. Stabile l’export di macchine edili, stradali, minerarie per 190 milioni di euro e di sollevamento e trasporto per 169 milioni di euro. In calo la caldareria (-27%) e in aumento i carrelli (+26%). Un decremento si registra per i settori impianti aeraulici da 68 milioni di euro a 40 milioni di euro (-42%), i forni industriali da 67 milioni di euro a 40 milioni di euro (-47%) e le apparecchiature per impianti termici da 22 milioni di euro a 18 milioni di euro (-19%). Nel mese di maggio, gli Stati Uniti sono stato oggetto di studio per ANIMA che ha dato la possibilità alle aziende di incontrare esperti del tema export ai quali poter fare domande per le proprie attività. In diretta da Houston è intervenuto il Direttore ICE di filiale Carlo Angelo Bocchi. Houston è tutt'ora il centro delle decisioni riguardanti le estrazioni e le raffinerie con un aumento e revisione degli standard di controllo ambientale e sicurezza, a fronte della scarsa qualità delle tecnologie cinesi. In Texas sono concentrati i dieci maggiori insediamenti per il comparto Oil&Gas. Elementi che lasciano ampio margine alla qualità dell’offerta made in Italy certificata. Ora che l'amministrazione Trump è insediata, si stanno concretizzando gli ingenti investimenti di sviluppo stanziati. Uno spazio per il business delle imprese italiane.

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Cina: l’ottava destinazione dell’industria meccanica
italiana

Cina economia di mercato? Concorrente o partner? Fornitori o terzisti? Il rapporto tra l’Italia e la Cina sta cambiando. ANIMA e il suo dipartimento di internazionalizzazione monitorano le indicazioni provenienti da Bruxelles e Pechino stessa. Intanto i dati dell’Ufficio studi ANIMA offrono le prime indicazioni: l’impero cinese ha richiesto in misura crescente dal 2012 la manifattura meccanica. 
Secondo l’Ufficio studi ANIMA, mettendo a confronto il periodo che va dal 1° semestre 2016 al 1° semestre 2015, durante il 2015 si è verificata una battuta d’arresto dell’export industriale, in parte recuperata nel primo semestre 2016 (+6,3%), pari a 403 milioni di euro. La Cina è l’ottavo mercato export per l’industria meccanica italiana. Le valvole e i rubinetti rimangono il primo prodotto in cima alla lista desiderata dai cinesi, anche se rispetto al 2015 ha perso circa 20 milioni di euro di ordini (-18%). Le pompe sono state vendute per un totale di 45 milioni di euro. Nel 2016 le turbine a gas hanno raggiunto i 44 milioni di euro, distanziando gli 8 milioni dell’anno precedente. La stessa cifra è stata battuta dalle macchine da costruzione, in crescita dal 2015 (+25%). In controtendenza, gli impianti termici perdono l’11,8%.

Sono i temi del focus export in programma per il prossimo 8 febbraio in sede ANIMA. Gli imprenditori potranno incontrare alcuni esperti dei settori del credito, della logistica, dei controlli in dogana e confrontarsi su casi concreti. Saranno presenti, tra gli altri, ICE e uno studio legale internazionale.

Gennaio-Febbraio 2017

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Arabia Saudita: export meccanica italiana in costante crescita

Gli ultimi dati pubblicati dall’Ufficio studi ANIMA tracciano una linea in costante crescita che ritraggono 
le esportazioni 2010-2014 delle imprese italiane meccaniche in terra araba. 
Dal 2010 a oggi l’export italiano verso l’Arabia è raddoppiato.
Nel 2014 l’Arabia Saudita occupa la settima posizione nella classifica dei Paesi di destinazione dell’export 
della manifattura meccanica rappresentata da ANIMA per un totale di 824 milioni di euro, già in aumento rispetto al 2013 (754 milioni di euro).

 Solamente nel primo semestre 2015, l’Arabia Saudita ha registrato un aumento delle esportazioni del +12% toccando già i 420milioni di euro. 
È il Paese del Medio Oriente che in misura maggiore richiede la qualità dei prodotti della meccanica italiana, staccando gli Emirati arabi uniti di quasi 200 milioni di euro. 
Ci si aspetta, quindi, che l’anno chiuderà con una cifra export superiore a quella presentata a fine 2014.
Il totale delle esportazioni delle tecnologie meccaniche italiane verso l’Arabia nel 2014 presenta almeno tre situazioni molto interessanti. Su 824 milioni di euro, il 29% è rappresentato da valvole e rubinetteria (che si presume siano destinate principalmente agli impianti Oil&Gas) equivalente a 238 milioni di euro. 
L’Arabia rappresenta il quinto mercato di destinazione per la produzione italiane del settore valvole. L’Italia risulta essere il primo Paese esportatore di tali prodotti lasciando dietro di sé Germania, USA e Cina.
Anche le pompe italiane (22% sul commercio export totale) tra 2013 e 2014 hanno conosciuto un importante aumento pari a un +35,4% per arrivare a contare 132milioni di euro.
Altrettanto rilevante anche i dati degli impianti per l’industria molitoria che mostrano un +156% tra gli anni 2013 e i 2014 fino a raggiungere i 66 milioni di euro di export.

Dicembre 2015

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Nominati 4 Vice Presidenti

Il Consiglio Direttivo ANIMA ha nominato i quattro Vice Presidenti che a fianco del Presidente Caprari andranno a completare la struttura del Comitato di Presidenza per il biennio 2015-2016: Piero Almici - Sviluppo Associativo, Carlo Banfi - Internazionalizzazione, Paola Ferroli - Politiche Industriali, Marco Nocivelli - Rapporti Economici.
Nella compagine della Giunta Esecutiva ai Consiglieri: Sandro Bonomi, Alberto Caprari, Giuliana Ferrofino, Paola Ferroli, Marco Nocivelli, Savino Rizzio, che già ne facevano parte nel precedente biennio si vanno ad aggiungere i neo-eletti Piero Almici, Carlo Banfi, Alberto Montanini, Ugo Pettinaroli. Il Presidente Caprari ha dichiarato: “È una grande soddisfazione per me, all’inizio del mandato, poter contare sulla collaborazione di colleghi tanto preparati, competenti e motivati, che sicuramente sapranno svolgere al meglio il compito loro assegnato. In questo momento tanto delicato e cruciale nell’attuale situazione economico-politica italiana e internazionale sono certo che sapranno interpretare, ognuno nel proprio ruolo, le tante istanze che vengono dalla base associativa e contribuire fattivamente al consolidamento e allo sviluppo della Federazione”.
aprile 2015

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Nominati i quattro Vice Presidenti

anima3Il Consiglio Direttivo ANIMA ha nominato i quattro Vice Presidenti che a fianco del Presidente Caprari andranno a completare la struttura del Comitato di Presidenza per il biennio 2015-2016. I Vice Presidenti sono: Pietro Almici – Sviluppo Associativo; Carlo Banfi – Internazionalizzazione; 
Paola Ferroli – Politiche Industriali; 
Marco Nocivelli – Rapporti Economici. 

La Giunta Esecutiva è composta, oltre che dal Presidente Alberto Caprari e dai quattro Vice Presidenti Pietro Almici, Carlo Banfi, Paola Ferroli e Marco Nocivelli, anche dal Past President Sandro Bonomi, Giuliana Ferrofino, Alberto Montanini e Ugo Pettinaroli. 
Il Presidente Caprari ha dichiarato: “È una grande soddisfazione per me, all’inizio del mandato, poter contare sulla collaborazione di colleghi tanto preparati, competenti e motivati, che sicuramente sapranno svolgere al meglio il compito loro assegnato. In questo momento tanto delicato e cruciale nell’attuale situazione economico-politica italiana e internazionale sono certo che sapranno interpretare, ognuno nel proprio ruolo, le tante istanze che vengono dalla base associativa e contribuire fattivamente al consolidamento e allo sviluppo della Federazione”.
 

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Eletto un nuovo Presidente

anima2Alberto Caprari è il nuovo Presidente di ANIMA, Federazione della Meccanica Varia di Confindustria.

 Caprari è un imprenditore di terza generazione. È Vice Presidente e Direttore Esecutivo di Caprari SpA, azienda specializzata nella produzione di pompe e soluzioni avanzate per il ciclo integrato dell’acqua, fondata nel 1945 e attiva nel mondo. Già Presidente di Assopompe, nel 2008 è entrato nel Consiglio Direttivo di ANIMA, nel 2009 è stato invitato fra i membri della Giunta. Nel 2010 è stato eletto Vice Presidente ANIMA con delega allo sviluppo. “Anima rappresenta indubbiamente un settore fondamentale per l’economia e l’immagine dell’Italia nel mondo, ha affermato Caprari. - Avverto la responsabilità del compito affidatomi che cercherò di svolgere con grande spirito di squadra. Una squadra fatta da 34 Associazioni e composta da mille associati ANIMA che possono mettere a fattor comune importanti competenze specifiche e grande motivazione. Due elementi imprescindibili per superare l’empasse in cui si trova a operare la manifattura italiana ed europea. In armonia con la visione e il programma del Presidente Squinzi, ANIMA confida di dare un contributo significativo alle imprese per il loro sviluppo in Italia ma soprattutto all’estero. Come Federazione metteremo in campo azioni mirate a supportare le imprese della meccanica verso una sempre maggiore internazionalizzazione e specializzazione dedicandoci non solo all’Europa, ormai il nostro mercato domestico, ma verso il mondo intero”.

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Tra BRIC e MIKT la meccanica vince nei RATAC

Negli ultimi 5 anni le esportazioni di meccanica verso i Paesi BRIC, Brasile, Russia, India e Cina sono cresciute del 18,4% e valgono 1,3 miliardi di euro nei primi 6 mesi del 2013. Mentre, nello stesso periodo, l’export di meccanica verso i MIKT (Messico, Indonesia, Korea e Turchia), ovvero i nuovi mercati emergenti, è cresciuto del 135% e valgono 822 milioni di euro nel primo semestre di quest’anno. Anche l’Australia rappresenta per la Meccanica di ANIMA un paese verso il quale negli ultimi due anni l’export ha registrato una crescita notevole, sviluppando 2 volte e mezzo i numeri del 2011 e, in media, negli ultimi 5 anni crescendo comunque del 186%. “Mentre sul fronte del mercato cinese stiamo tornando a livelli di export pre-crisi, - ha dichiarato Sandro Bonomi, Presidente ANIMA - l’export di Meccanica Made in Italy corre veloce in Russia, Australia, Arabia Saudita e Turchia che hanno ampiamente superato le performance dei giorni migliori”. RATAC è il nuovo orizzonte della Meccanica: Russia, Australia, Turchia, Arabia Saudita, Cina. Assieme hanno acquistato nei primi 6 mesi del 2013 oltre 2,1 miliardi di euro di meccanica Made in Italy. Un incremento del 53% dal 2009 ad oggi legato a Paesi dove ci aspettiamo una forte crescita anche nel prossimo futuro. “Questi mercati rappresentano l’elemento positivo dei fatturati delle nostre aziende che solo grazie all’export riescono ad affrontare il sesto anno di crisi consecutivo e compensare in parte il calo del mercato domestico”, ha concluso Bonomi.

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La ricetta per tornare a crescere

Alla fine di ottobre, presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo di Milano, si è svolta l’assemblea generale ANIMA. Oltre a rendere noti i risultati conseguiti nel 2012 dal comparto rappresentato dall’associazione, durante i lavori quattro ospiti illustri hanno trattato il tema della “meccanica per la ripresa”.

di Laura Alberelli

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