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Tuesday, 23 Maggio 2017
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L’export dell’industria meccanica italiana verso gli USA

La curva che segna l’export della meccanica italiana verso gli Stati Uniti è in continua crescita. Alla fine del 2016 sono stati raggiunti i 2,68 miliardi di euro (+0,9% rispetto al 2015). Uno scambio commerciale sorprendente se si considera che nel 2011 l'export era di 1,46 miliardi di euro. Dal 2011 al 2016 la crescita è pari a +83% e il valore è quasi raddoppiato. L’incremento nel 2012 e nel 2014 è stato particolarmente significativo. Nel 2016, 881 milioni di euro è la cifra relativa all’esportazione delle turbine a gas che registrano così un +32% rispetto all'anno scorso. In calo valvole e rubinetteria (-19%) ferme a quota 404 milioni di euro, così come le pompe (-11%) che passano da 236 milioni di euro a 211 milioni di euro. Stabile l’export di macchine edili, stradali, minerarie per 190 milioni di euro e di sollevamento e trasporto per 169 milioni di euro. In calo la caldareria (-27%) e in aumento i carrelli (+26%). Un decremento si registra per i settori impianti aeraulici da 68 milioni di euro a 40 milioni di euro (-42%), i forni industriali da 67 milioni di euro a 40 milioni di euro (-47%) e le apparecchiature per impianti termici da 22 milioni di euro a 18 milioni di euro (-19%). Nel mese di maggio, gli Stati Uniti sono stato oggetto di studio per ANIMA che ha dato la possibilità alle aziende di incontrare esperti del tema export ai quali poter fare domande per le proprie attività. In diretta da Houston è intervenuto il Direttore ICE di filiale Carlo Angelo Bocchi. Houston è tutt'ora il centro delle decisioni riguardanti le estrazioni e le raffinerie con un aumento e revisione degli standard di controllo ambientale e sicurezza, a fronte della scarsa qualità delle tecnologie cinesi. In Texas sono concentrati i dieci maggiori insediamenti per il comparto Oil&Gas. Elementi che lasciano ampio margine alla qualità dell’offerta made in Italy certificata. Ora che l'amministrazione Trump è insediata, si stanno concretizzando gli ingenti investimenti di sviluppo stanziati. Uno spazio per il business delle imprese italiane.

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Ampliamento di gamme

Dormer Pramet presenta dei nuovi rompitruciolo per tornitura e pelatura di barre. Il rompitruciolo NRM negativo per tornitura è indicato per la sgrossatura e la semi-sgrossatura di acciai inossidabili e acciai debolmente legati. Lanciato a marchio Pramet, l'NRM (nella foto) è disponibile con inserti bilaterali e grandi inserti monolaterali. È stato progettato per livelli di produzione in serie e offre prestazioni costanti e velocità elevata. L'NRM ha elevate proprietà rompitruciolo e può essere quindi utilizzato per la sgrossatura dell'acciaio inossidabile anche ad avanzamenti inferiori senza il rischio di incrudimento. La sua geometria positiva con ampio rinforzo del tagliente offre una notevole profondità di taglio e favorisce una buona evacuazione dei trucioli in una vasta serie di applicazioni. Il rompitruciolo è disponibile nelle qualità T7325, T7335 e T9315. L’NRM rafforza l’attuale gamma Pramet di rompitrucioli per tornitura dell'acciaio inossidabile, che comprende l’NMR per operazioni da media sgrossatura a sgrossatura, l’NM per tornitura media e l’MF per operazioni da finitura a tornitura media. Nel corso di un recente test, lavorando un materiale di gruppo M DIN 1.4301, l’NRM sull'inserto CNMG in qualità T7335 ha ottenuto una durata di vita dell'utensile del 60% superiore rispetto ad un inserto concorrente equivalente (parola del costruttore). Dormer Pramet ha inoltre sviluppato un rompitruciolo per la pelatura di barre di acciaio inossidabile, acciaio e superleghe. Il rompitruciolo MM, adatto per operazioni da sgrossatura a finitura, è stato progettato con un ampio e robusto rinforzo del tagliente per aumentarne la stabilità. Questo conferisce al rompitruciolo Pramet un elevato controllo dei trucioli con una distribuzione equilibrata delle forze di taglio e lo rende adatto alle alte velocità in condizioni di lavorazione pesanti. Sono disponibili tre opzioni di taglienti: S01 per i materiali duri, S02 per durezza media e S03, con pianetto sul tagliente principale, per i materiali teneri. Il rompitruciolo MM è disponibile per l'utilizzo con gli inserti LNGF, da sgrossatura a finitura, con gli inserti RNGH, per sgrossatura, e con gli inserti WNGF, da sgrossatura a finitura. È idoneo all'uso con le qualità T7325, T9315 e T6310.

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Un successo all’insegna di “Industria 4.0”

12.334 visitatori (+32%), 418 espositori (+27%), 47 eventi (convegni, sessioni specialistiche, seminari pratici ed easy speech), 20.000 m2 di area espositiva (+50%). Questi sono i numeri dell’undicesima edizione di A&T, svoltasi i primi giorni di maggio presso l’Oval Lingotto Fiere Torino. Uno degli highlight di quest’anno è stato il Percorso informativo specialistico 4.0, che ha contribuito a offrire istruzioni pratiche a decisori e responsabili tecnici delle aziende interessate a partecipare con successo alla “quarta rivoluzione industriale”. Bracci robotici che lavorano in ogni ambito produttivo, strumenti di misurazione e sensoristica industriale, visori per la realtà virtuale e aumentata, stampanti 3D e tante altre tecnologie innovative sono stati i veri protagonisti della tre giorni al Lingotto di Torino. A&T - Robotic World, la Fiera italiana della Robotica, ha confermato il pieno gradimento, da parte di espositori e visitatori, della formula “piazza robotica”, nella quale i principali costruttori di robot hanno mostrato le ultime innovazioni, dai bracci meccanici intelligenti, che si manovrano con grande facilità grazie a interfacce sempre più semplici, fino alle più recenti novità in ambito di robotica collaborativa. Grande successo e affluenza di pubblico per i Convegni 4.0, che hanno registrato il “tutto esaurito” nelle scenografiche sale convegni con maxi schermo a led, allestite all’interno dell’Oval.

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Una piattaforma per l’additive manufacturing

Come parte della propria strategia che comprende soluzioni integrate per il mercato globale dell’additive manufacturing, Siemens ha presentato i piani per una nuova piattaforma collaborativa on-line concepita allo scopo di mettere a disposizione dell’industria manifatturiera mondiale capacità e risorse di progettazione e stampa 3D “on demand”. La piattaforma per la produzione di parti, sviluppata dalla divisione software PLM di Siemens e annunciata all’Hannover Messe, offrirà un ambiente in grado di collegare i membri della comunità manifatturiera internazionale, per sfruttare al massimo le risorse disponibili, accedere a competenze specifiche nel campo dell’additive manufacturing e ampliare le opportunità di business. Ad esempio, mettendo in contatto acquirenti di parti con piccole fabbriche, la piattaforma consentirà di stampare componenti in 3D nella quantità desiderata e nel luogo richiesto, ovunque nel mondo. Inoltre, la piattaforma offrirà funzionalità di collaborazione per favorire il processo di co-innovazione e accelerare l’adozione della stampa 3D come metodo di produzione più diffuso per componenti industriali. Siemens propone la piattaforma per la produzione di parti per rispondere alla richiesta di poter accedere in modalità on-demand e su scala globale alle competenze e alle tecnologie più evolute di additive manufacturing. La piattaforma darà vita a un ecosistema on-line costituito da utenti altamente qualificati nelle aree più svariate, dai progettisti alle officine meccaniche, dagli acquirenti ai costruttori di stampanti 3D, dai fornitori di materiali e servizi specializzati alle micro-fabbriche, e altri ancora. Tutti i membri della comunità potranno entrare immediatamente in contatto fra loro per collaborare allo sviluppo di prodotti innovativi sfruttando gli strumenti software più avanzati per l’additive manufacturing. Il lancio della nuova piattaforma digitale è previsto per la metà del 2018.

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A maggio, un workshop dedicato alla norma armonizzata ai sensi della Direttiva Macchine

Il rispetto della Direttiva Macchine 2006/42/CE e delle norme ad essa collegate rappresenta oggi un imperativo per chiunque operi nell’ambito dell’automazione industriale. Per quanto riguarda la sicurezza funzionale, da qualche anno ormai sono stati introdotti nuovi concetti di progettazione sicura piuttosto chiari e oggettivi, che obbligano però i progettisti a un complesso processo di validazione finale. Per supportare in questa fase costruttori, system integrator, progettisti ed End User, la divisione LifeTime Services di SICK ha organizzato un workshop per l’11 e 12 maggio a Parma. Nel primo giorno il seminario affronterà la EN ISO 13849-1 da un punto di vista teorico, spiegandone revisioni ed interpretazioni, descrivendo i livelli di sicurezza riconosciuti e illustrando le modalità per calcolarli. La seconda giornata, invece, vedrà i partecipanti impegnati in esercitazioni pratiche per imparare a valutare i rischi di macchine e impianti, effettuare verifiche hardware e software, calcolare il Performance Level (PL) e trovare misure tecniche di riduzione del rischio già in fase di progettazione. “La norma EN ISO 13849-1 non è una novità, ma è indubbio che ci sono ancora numerose difficoltà sulla sua corretta applicazione”, afferma Dario Colucci, Service Manager di SICK S.p.A. “Per questo motivo abbiamo deciso di organizzare un workshop che, come raramente accade, unisce all’aspetto normativo una giornata di esercitazioni in aula. Forti della nostra esperienza nella consulenza sulla sicurezza funzionale, abbiamo pensato che questa formula possa essere di reale interesse per tutte le figure che lavorano nella progettazione e nella modifica di macchine e impianti”.

Aprile 2017

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Un prestigioso riconoscimento

Con il suo utensile ad aria calda Sievert DW3000, Sievert AB (fornitore di utensili riscaldanti a 360 gradi utilizzati nei più diversi ambiti produttivi) si è conquistato il prestigioso riconoscimento internazionale Red Dot Award. Più precisamente ad aggiudicarselo è stata la nuova linea di prodotti Sievert, che comprende l’utensile ad aria calda DW 3000 e i saldatori portatili Powerjet e Handyjet. Oltre al suo design particolarmente apprezzato, DW 3000 è caratterizzato da un peso molto contenuto unito a uno dei più alti flussi d’aria di qualsiasi altro utensile simile presente oggi sul mercato. Il saldatore portatile professionale Powerjet e la cannello multi-uso Handyjet di Sievert hanno ricevuto anche il Red Dot Design Award.

Aprile 2017

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Completata la gamma di modelli con batteria agli ioni di litio

Ancora una volta, Linde Material Handling ha ampliato in modo significativo il suo portfolio di prodotti con tecnologia agli ioni di litio. E c’è di più: ogni volta che viene apposto il marchio Linde su un carrello, si ha la certezza che il prodotto è garantito da Linde nella sua interezza. A differenza di altri produttori, Linde appone il marchio CE su tutti i propri carrelli, batterie incluse. E così copre anche manutenzione e garanzia. Vi è tuttavia una differenza piccola, ma sottile: per i propri carrelli con batteria agli ioni di litio, Linde Material Handling non sostituisce semplicemente la batteria; l’azienda infatti ha sviluppato una soluzione completa per ogni modello avvalendosi della collaborazione di partner di primo livello. Christophe Lautray, Sales Managing Director, spiega: “La batteria e il carrello si combinano perfettamente, e devono superare numerosi test e controlli prima di poter essere lanciati sul mercato. Questo alimenta la fiducia e contraddistingue le nostre soluzioni da quelle di altri fornitori”. I carrelli Linde garantiscono un rendimento elevato, oltre alla massima sicurezza: se dovesse verificarsi qualsiasi problema con la batteria, il carrello si spegnerà automaticamente, riducendo al minimo il rischio di incidenti. Non esiste neppure il pericolo di batterie agli ioni di litio sovraccariche all’interno dei mezzi Linde per via del sistema di ricircolo dell’energia. Tobias Zierhut, Head of Product Management Linde, commenta: “I nostri carrelli sono una soluzione completa senza pensieri per i nostri clienti”. Nello specifico, Linde Material Handling si assume la responsabilità della garanzia non solo per il carrello, ma anche per la batteria e la gestione della batteria. “La nostra rete di assistenza, con 8.500 tecnici e collaboratori in tutte le regioni, è unica nel settore”, sottolinea Andreas Schneider, Head of Central Service: “Per qualsiasi domanda relativa alle batterie, dovrete solo telefonare e un nostro tecnico specializzato organizzerà con voi un sopralluogo”. Nel 2017 Linde è in grado di offrire batterie agli ioni di litio su tutte le versioni dei carrelli elevatori con portata fino a 5 t, e al momento sta ampliando ulteriormente il suo portfolio di transpallet, stoccatori e doppi stoccatori. A differenza delle classiche batterie al piombo acido, la tecnologia agli ioni di litio offre diversi vantaggi: le nuove batterie agli ioni di litio hanno una durata notevolmente superiore e mantengono una produttività più elevata; possono essere ricaricate molto più spesso rispetto alle batterie al piombo acido, ed è prevista anche la ricarica intermedia.

Aprile 2017

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Portautensili e mandrini di maschiatura

Da quattro generazioni la società ERI-Italia, fondata a Torino nel 1978, produce  portautensili e mandrini di maschiatura per l’industria metalmeccanica. Con le sue sedi in Europa, Stati Uniti e Sud Africa, è un nome noto nel settore sinonimo di alta qualità e precisione per qualsiasi lavorazione con mandrini di maschiatura. I prodotti a marchio ERI sono costruiti in Italia. Forte di 50 anni di esperienza la società offre una vasta gamma di articoli sia per le macchine transfer sia per i più innovativi e veloci centri di lavoro con attacchi HSK DIN69893A - ISO 26623/1 e ISO 26622/1.
 L’azienda, in continua evoluzione ed al passo con i più innovativi sistemi di lavorazione delle macchine utensili, propone sempre nuove realtà come i mandrini ECA - EKM e il mandrino a compensazione sincronizzata THSS.
ERI-Italia può contare su una forte e innovativa generazione di giovani il cui impegno e interresse, con l’esperienza di Cesare Ferrero, è quello di rinnovare e aumentare il prestigio di questo già importante marchio della metalmeccanica italiana.

Aprile 2017

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Giunti cardanici

CT Meca presenta la sua gamma di giunti cardanici: questi componenti  permettono il collegamento e la trasmissione tra organi non allineati fra loro. Rappresentano una soluzione economica ed efficace in termini di precisione e durata. La scelta del giunto più adatto va fatta tenendo conto della potenza da trasmettere e della velocità. I giunti cardanici a forcella CT Meca  della serie G (semplici) e GD  (doppi) hanno tolleranze ristrette e assicurano elevate prestazioni. La tecnica di rettifica rende possibile un preciso parallelismo degli assi e delle singole parti del giunto e ne garantisce una lunga durata. Tutte le parti a contatto sono temperate, rettificate e lappate. Questi giunti esistono anche in versione inox (parti a contatto non temprate) e sono particolarmente adatti ai settori dell’industria alimentare e farmaceutica in cui vigono norme igienico sanitarie. I giunti cardanici ad aghi CT Meca della serie H (semplici) e HD (doppi) si differenziano dai giunti a forcella per la presenza nelle forcelle di una coppia di cuscinetti a rullini lubrificati a vita in cui ruotano i perni. Ciò permette di ottenere una maggiore velocità di rotazione e un aumento della coppia trasmessa. Per prolungare la durata di vita di questi componenti è consigliabile l’utilizzo di coprigiunti: dei manicotti di protezione che permettono di evitare la dispersione del lubrificante e al contempo proteggono i giunti dai contaminanti esterni. Su richiesta proponiamo modifiche di forma e dimensione dell’alesaggio e inoltre, per la gamma di giunti telescopici, la variazione della corsa a seconda delle esigenze.

Aprile 2017

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Nuove poliammidi speciali per la tecnologia dell’estrusione

Nuove poliammidi speciali per il mercato dell’estrusione è la neo frontiera di RadiciGroup Performance Plastics, da oltre 35 anni attiva nella produzione di tecnopolimeri di varie formulazioni, dai prodotti tradizionali a quelli ad alto contenuto innovativo. Nella gamma dei prodotti a marchio Radilon®, infatti, oltre a tecnopolimeri che offrono resistenze migliorate in condizioni di temperature elevate (Radilon® A HHR e Radilon® XTreme) e ai materiali rinforzati per metal replacement (Radilon® A RW e Radilon® S URV ad elevata fluidità), RadiciGroup mette oggi a disposizione le poliammidi a catena lunga: Radilon® D su base PA 6.10 da fonte parzialmente rinnovabile, Radilon® DT su base PA 6.12 e i copolimeri di PA 6.10/6.6 anch’essi parzialmente bio. Si tratta di poliammidi con particolari caratteristiche chimico-fisiche, le cui proprietà possono essere adattate a seconda dell’esigenza finale. Un approccio innovativo che RadiciGroup Performance Plastics è in grado di sostenere, grazie alle sinergie con le altre aree di business del Gruppo - in particolare con l’Area Specialty Chemicals - con l’obiettivo di soddisfare esigenze di mercato sempre più stringenti in termini di performance e flessibilità.

Aprile 2017

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