Menu
Friday, 26 Maggio 2017
Attenzione
  • JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 77
  • JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 71
A+ A A-

Liberi di continuare a crescere

Vista dello stand MCM in BI-MU. Vista dello stand MCM in BI-MU.

 

Durante la BI-MU, MCM ha organizzato una conferenza stampa per parlare dello “stato di salute” dell’azienda a seguito dell’acquisizione di MCM da parte del gruppo RIFA (lo stesso che ha acquistato anche la società Colgar).

di Elisabetta Brendano

Novembre 2016

A due anni dal passaggio di proprietà, il bilancio della transizione per MCM è estremamente positivo. Ad affermarlo è stato Gian Luca Giovanelli, AD di MCM in occasione della conferenza stampa tenutasi in occasione della BI-MU. “MCM ha mantenuto la sua identità e il suo radicamento nel territorio, conservando un rapporto con la controllante RIFA Precision di tipo economico-finanziario e modeste relazioni industriali. L’aumento dei volumi di lavoro e il miglioramento dell’efficienza aziendale ha portato al raggiungimento di trend economici molto buoni. Elemento essenziale è stato riuscire a trasmettere al mercato il fatto che l’azienda ha mantenuto tutti gli asset precedenti e, di fatto, è riuscita a migliorare la sua performance proprio perché è entrata a far parte di un gruppo più grande. Gli ultimi fatturati sono stati rispettivamente: 42 milioni di Euro nel 2014; 56 milioni di Euro nel 2015 e quest’anno raggiungeremo e forse supereremo i 70 milioni di Euro. Di pari passo sono cresciuti anche i relativi utili. Ad oggi godiamo di un portafoglio ordini rilevante che copre più di un anno di lavoro, andando a sfiorare il limite della capacità produttiva e ci attendiamo un 2017 in linea con il 2016, se non meglio”. Alcuni importanti investimenti hanno permesso di implementare l’efficienza aziendale: i dipendenti della sola MCM Spa sono aumentati da 194 a 284, ai quali vanno aggiunti altri 30/40 dipendenti a vario titolo da altre aziende controllate. “Tuttavia l’aumento non è stato proporzionale, poiché, pur essendo fiduciosi, riteniamo che una crescita troppo rapida non ci permetterebbe di mantenere gli stessi livelli di competenze e professionalità. La volontà di crescita è stata supportata anche da investimenti in spazio, aumentando la superficie dedicata al montaggio macchine di quasi 3.000 m2, più del 50% del potenziale precedente. A ciò si aggiungono le opere di ristrutturazione ed ampliamento uffici, una nuova sala metrologica che conterà 3 macchine di misura ed un programma di rinnovamento degli strumenti informatici aziendali: ERP, PDM e CAD. La presenza aziendale è sempre la stessa: non abbiamo creato nuove filiali ma abbiamo potenziato sia la neo costituita MCM Shanghai in Cina, sia le precedenti unità in Francia, Germania, USA e unità non direttamente dipendenti in Russia e Spagna”.

 

Connubio di lunga data tra mondo accademico e settore industriale
Da sempre, MCM collabora con istituti di ricerca piacentini e Università per mettere a fattor comune le conoscenze del mondo accademico e del settore industriale. “Da sempre puntiamo molto sui giovani, creando sinergie ed accordi con i principali istituti di Piacenza: istituti professionali, istituti tecnici e la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano, che ha portato a generare una vera e propria nursery dedicata alla formazione di nuove figure professionali. Al termine del progetto di alternanza scuola-lavoro abbiamo assunto 6 neo diplomati e 6 neo laureati per formarli e dar loro il tempo di acquisire il know-how necessario per renderli concretamente indirizzabili da un punto di vista professionale. Crediamo molto anche al trasferimento di conoscenze provenienti da progetti europei: da poco abbiamo concluso due dei 12 progetti portati a termine negli ultimi 20 anni, che non solo hanno sviluppato molti PhD, ma hanno portato alla generazione di soluzioni alternative per riconfigurare i sistemi di assemblaggio e programmare una manutenzione opportunistica, un caso concreto fornito da uno dei nostri clienti aeronautici in Italia. Abbiamo intenzione di sfruttare maggiormente anche le capacità di problem solving provenienti da istituti di ricerca come il MUSP, Macchine Utensili e Sistemi di Produzione, di cui MCM è socio fondatore. Il primo passo sarà quello di organizzare una sorta di happening in cui potremo far colloquiare figure tecniche che potrebbero avere dei bisogni soddisfabili da ricercatori e i ricercatori stessi, abbassando così le barriere culturali e incrementando il livello di interazione tra le parti”.

 

Precursori della filosofia Industry 4.0
Oggi il tema Industry 4.0 è molto discusso, ma in molti casi il rischio è quello di trovarsi di fronte ad eccessive semplificazioni, come avverte Gian Luca Giovanelli: “Non basta mettere qualche sensore sulle macchine per essere in linea con i nuovi concetti: bisogna possedere grande esperienza e capacità di avere una visione complessiva dei problemi e saper gestire al meglio la mole di dati che si raccolgono.
È necessario un soggetto con una capacità trasversale ed interdisciplinare per raccordare le macchine dotate di CN, non difficili da rendere coerenti con questa politica, e le numerose software house che creano gli strumenti tecnico-informatici necessari per farlo. Le nostre capacità, attitudini ed esperienze accumulate per la necessità di fondere più contributi per cogliere le opportunità sottese alla logica di connettere macchine, ci ha portato ad applicare il concetto di Industry 4.0 con grande anticipo, con un buon numero di history cases reali in diversi settori”.
Lo strumento e la chiave con cui MCM può cogliere la sfida dell’Industry 4.0 di avvicinare tecnologia dell’informazione e tecnologia dell’organizzazione e del controllo è MCE, la controllata MCM che dal 1986 si occupa dello sviluppo di sistemi software, guidata da Giuseppe Fogliazza: “Abbiamo scelto di rimanere vicini alla “ferita sanguinante” dell’evoluzione tecnologica, abbiamo cercato di tenere aggiornate le nostre competenze in un settore che ha viaggiato a velocità altissima, tanto che possiamo citare con orgoglio che dal 1990 tutte le celle di produzione prodotte da MCM hanno un bus di coordinamento della produzione su ethernet, mentre dal 1998 tutte le interfacce utente, attraverso le quali gli operatori lavorano, usano un browser di Internet per accedere ai servizi offerti”, spiega Fogliazza.
“Oggi siamo nelle stesse condizioni in cui eravamo 10 anni fa: c’è una nuova tecnologia dell’informazione che sta avanzando e ci sta rendendo capaci di trattare, memorizzare ed elaborare quantità di informazioni in ordine di grandezza superiore a quelle che gestivamo fino all’altro giorno, quindi stiamo cercando di acquisire la competenza necessaria per tenere aggiornata la nostra tecnologia dell’informazione. 30 anni di esperienza in MCM e poi MCE ci hanno permesso di capire con precisione quali sono i modelli necessari per sostenere i servizi che diamo ai nostri clienti”.

 

Un progetto realizzato per una azienda attiva nel settore energia
MCM progetta e costruisce, in stretta collaborazione con i suoi clienti, soluzioni tecniche complete per comparti strategici nei quali è essenziale la capacità di innovare e integrare.
La linea ideale portata come esempio in BI-MU si basa su un impianto progettato per un importante cliente operante nel settore dell’energia, in cui le macchine MCM rappresentano il 25% del valore dell’impianto, un altro 25% è dato dall’automazione su robot antropomorfi per spostare grezzi, semilavorati e finiti da una macchina all’altra e il resto è composto da macchine altrui: macchine per elettroerosione, foratrici a tuffo, isole di sbavatura, magazzini verticali, macchine di misura e impianti di lavaggio. L’intero impianto è comandato dal software di controllo e supervisione jFMX, appositamente sviluppato e implementato dalla divisione MCE per integrare i mezzi di produzione tra loro e all’interno della rete aziendale. Spiega Giovanelli: “La gamma di tecnologie utilizzate è molto alta e abbiamo voluto estrapolare due esempi concreti per dare dimostrazione di queste attitudini. Il primo è il sistema Multi Tecnological Integrated Manufacturing, sviluppato in collaborazione con Fanuc ed esposto in BI-MU nello stand MCM. Si tratta di una cella per la realizzazione completa di camme a 4/5 assi su macchina Clock Dynamic 5 assi multitasking alla quale abbiamo affiancato un robot antropomorfo che permette di integrare ai processi di fresatura e rettifica la compensazione tridimensionale della figura utensile e attraverso una sorgente laser, trattamenti termici di tempra od operazioni di riporto materiale, il laser cladding. Con questa soluzione, MCM dimostra come sia possibile chiudere il ciclo fresatura-tempra-rettifica all’interno di una stessa cella, ottimizzando il processo di lavorazione. Un’altra applicazione importante è la Flex robot, con la quale si può simulare virtualmente non solo le operazioni di handling o machining del robot, ma anche le lavorazioni di fresatura, prevenendo potenziali danni alla macchina o al pezzo”.

 

Più processi in un unico sistema con robot antropomorfo per la sbavatura

Dalla collaborazione con Kuka e Siemens è nato Human Centered Manufacturing, visto presso lo stand Kuka in BI-MU. A parlarcene è lo stesso Giovanelli: “Si tratta di un’emulazione di un impianto flessibile di produzione integrante più processi di lavorazione meccanica e dimostrazione con robot antropomorfo del processo di sbavatura di precisione.
Raccogliendo tutto il necessario per gestire una linea all’interno di una workstation separata rispetto alle macchine, si libera l’utilizzatore da qualsiasi attività automatizzabile, in modo tale che sia chiamato a fare solo delle operazioni ad elevato valore aggiunto. Questo approccio permette di aumentare notevolmente la produttività del personale e allo stesso tempo gli permette di interagire con il processo da una postazione più semplice.
Allontanare gli operatori dalle macchine, il cosiddetto “closed door machining”, è uno degli obiettivi che il gruppo Safran, uno dei nostri clienti più importanti, sta promuovendo all’interno delle proprie officine: il nostro contributo è quello di evitare che l’operatore debba entrare in macchina ed interrompere il processo, attrezzando ogni postazione di carico/scarico con un video terminale e una presentazione il più possibile chiara ed evidente delle operazioni che devono essere fatte, ma che consentano all’operatore di risolvere immediatamente il problema. In alternativa l’operatore può rimandare questa decisione a quando sarà presente la persona in grado di risolvere il problema, senza avere un impatto diretto sulla produttività della macchina, aumentando la resa complessiva del processo.
Spostare l’operatore e dotarlo di avanzati strumenti informatici che gli presentino la lavorazione ad un livello più alto rispetto al codice ISO, gli consente di avere accesso a molte informazioni rilevanti (features prodotti o da produrre, step tecnologici eseguiti o da eseguire), interagendo con il processo ed influenzando ciò che la macchina farà in un secondo momento, quando, secondo le logiche di ottimizzazione del livello di produttività, la saturazione e lo sfruttamento di tutte le risorse sarà ideale.
Infine, abbiamo potuto sfruttare l’opportunità fornitaci da Kuka e Siemens di ottimizzare le problematiche d’interfacciamento di un robot all’interno della produzione, equipaggiando la nostra cella di un CN dotato di Sinumerik Run My Robot, che permette la programmazione in auto apprendimento in formato ISO direttamente dal CN, evitando così una scolarizzazione sul linguaggio e l’operatività da parte degli operatori a bordo macchina”.

 

Una sinergia per “rinascere”
In occasione della conferenza stampa tenutasi in BI-MU non si è parlato solo dello stato di salute di MCM ma anche delle prospettive di crescita e sviluppo di Colgar, azienda storica nel panorama delle macchine utensili (macchine per asportazione ma anche sistemi per la deformazione lamiera). Le due società, entrambe appartenenti al gruppo RIFA, condividono adesso lo stesso AD. Di questa novità ai vertici, ci parla il diretto interessato, Gian Luca Giovanelli: “Negli ultimi mesi, in Colgar è stato deciso di rinnovare la politica di investimenti nell’ottica di avviare un nuovo corso e dar così vita a un nuova “rinascita”. L’aver creato un collegamento diretto tra MCM e Colgar ha dato origine a una sinergia che consente non solo di condividere risorse, ma anche tecnologie e know how. Da qui l’esigenza di uniformare il vertice delle due aziende, con la mia nomina in qualità di AD di Colgar oltre che di MCM”.
Se all’inizio dell’attività industriale le piegatrici e le cesoie hanno rappresentato il core business di Colgar, negli ultimi decenni si è registrata un’inversione di rotta: in termini di fatturato, le macchine per asportazione truciolo sono diventate molto più importanti da un punto di vista strategico visto l’elevato grado tecnologico richiesto dal mercato di riferimento. La politica aziendale continuerà a mantenere i tratti distintivi storici della società. Immutata resta la tipologia di macchine realizzata, così come immutata resta la capacità di Colgar di riuscire a fornire soluzioni customizzate in base alle specifiche esigenze produttive dei vari clienti mondiali.
Conclude Giovanelli: “Siamo fiduciosi che la sinergia tra MCM e Colgar possa far riscoprire e valorizzare i contenuti di pregio di un’azienda storica come è appunto Colgar, la cui gamma di produzione è conosciuta e rinomata a livello internazionale oltre che nazionale. Colgar ha una presenza capillare in diversi Paesi, tra cui Russia, Cina, India e Stati Uniti. In America Meridionale, più precisamente in Brasile, grazie ad una collaborazione che dura da 5 anni con un partner locale, alcuni componenti vengono prodotti direttamente in loco riducendo le tasse di importazione”.

 

 

 

 

Torna in alto

Robot

Gestione

Error: No articles to display

Trattamenti

La tempra “su misura”

22-03-2017 Hits:134 Trattamenti Cinzia - avatar Cinzia

Eldec sviluppa impianti di tempra a induzione modulari e personalizzati perfettamente integrabili in differenti sistemi produttivi. Il vantaggio di utilizzare questo tipo di macchine è soprattutto evidente nella produzione dei...

Read more
Comunicazione tecnica per l'industria