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Friday, 23 Giugno 2017
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Sorride l’industria italiana dei robot!

Presentati i dati di consuntivo 2013 dell’industria italiana della robotica da cui si evince un quadro positivo per l’intero comparto.

di Fabrizio Garnero

Settembre-Ottobre 2014

Sono stati presentati lo scorso maggio in occasione della conferenza stampa organizzata da UCIMU - Sistemi per Produrre, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, e SIRI, l’associazione italiana della robotica e automazione, i dati di consuntivo 2013 dell’industria italiana della robotica. Dall’analisi dei dati elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU - Sistemi per Produrre emerge che, dopo l’arretramento registrato nel 2012, l’industria italiana della robotica è tornata a crescere. Nel 2013, infatti, la produzione italiana di robot si è attestata a 490 milioni di euro, il 5,2% in più rispetto al 2012. Il risultato è stato determinato sia dal positivo riscontro delle esportazioni, cresciute, dell’8,3%, a 195 milioni, sia da quello delle consegne sul mercato interno, salite, del 3,1%, a 295 milioni. Anche il consumo italiano ha registrato segno positivo, +4,9%, per un valore pari a 515 milioni di euro. Il rapporto export su produzione è cresciuto, passando dal 38,6% del 2012, al 39,8% del 2013. In termini di unità, nel 2013, l’industria italiana del comparto ha prodotto 2.781 robot. Di questi, circa la metà è stato destinato ai mercati stranieri. Il consumo interno, pari a 4.679 robot, è stato soddisfatto, per il 72,8%, dalle importazioni.

Manipolazione e saldatura su tutto
Come per gli anni precedenti, anche nel 2013, in Italia, le predominanti aree applicative dei robot sono risultate quelle della manipolazione e della saldatura, che hanno rappresentato rispettivamente, in termini di unità, il 68,3% e il 17% del consumo totale. La manipolazione comprende tutte quelle funzioni connesse con stampaggio, pressofusione, spostamento pezzi, misura e controllo; la saldatura, invece, è legata principalmente ad attività di unione di parti metalliche e si rivolge soprattutto al settore automotive. Interessante è poi l’analisi relativa alla ripartizione per tipologia di robot. Particolarmente diffusi sono i robot articolati, in grado di svolgere operazioni complesse grazie alla flessibilità di movimento assicurata dai bracci che operano come strumenti antropomorfi. Nel 2013, in Italia, sono stati prodotti 1.935 unità di robot articolati che vengono poi impiegati per saldare e verniciare. Seguono i robot cartesiani (612 unità), utilizzati nei processi pick and place, per movimentare pezzi. Secondo l’indagine condotta dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU - Sistemi per Produrre, il parco robot installato in Italia nel 2013 conta 94.790 unità. Lombardia e Piemonte ospitano, ciascuna, più del 30% delle imprese del comparto. Nel confronto tra le due prime regioni per presenza di unità produttive, il Piemonte precede di gran lunga la Lombardia per contributo al fatturato di comparto, coprendo il 64,3% del totale (contro il 6,3% della Lombardia, preceduta anche dall’Emilia Romagna, 23,8%).

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