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Wednesday, 12 Dicembre 2018

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Il fatturato triplicato in un solo anno

Febbraio 2018

Quando il management di Mobile Industrial Robots (MiR) ha definito il budget aziendale per il 2017, ha puntato alle stelle. L’obiettivo era triplicare il fatturato, un traguardo ambizioso annunciato ai dipendenti e al pubblico. Con la conferma degli ultimi ordini di dicembre, il bersaglio è stato centrato in pieno. Thomas Visti, Amministratore Delegato di MiR, ha commentato: “Naturalmente si tratta di saper leggere il mercato e analizzarne gli sviluppi, e nel 2016 si erano effettivamente manifestate alcune tendenze positive. Tuttavia avevamo puntato davvero molto in alto, anche più in alto del traguardo che eravamo certi di poter raggiungere. Era dunque indispensabile avere un piano preciso da applicare nello sviluppo, nella produzione e nelle vendite. Dico sempre, un po’ sfacciatamente, che per realizzare ciò che facciamo in tre mesi da MiR, alle altre aziende servono tre anni. La velocità della nostra crescita, come organizzazione e come fatturato, parla chiaro”. Continua Thomas Visti “La crescita nel 2017 è stata stimolata principalmente dagli ordini di aziende internazionali che, dopo aver testato e analizzato le possibilità produttive di MiR100 e MiR200, hanno emesso ordini per flotte più grandi di robot mobili. A livello globale, oggi siamo l’azienda con il maggior numero di robot in giro per il mondo”.
Questa posizione dominante è confermata dall’esperto americano di robotica Frank Tobe, di ROBO Global LLC (NASDAQ). “La rapida ascesa di MiR è parallela a un’altra tendenza: l’aumento delle imprese che utilizzano dispositivi mobili point-to-point invece di affidare attività di messaggistica e trasporto ai dipendenti. Non è stata solo MiR a crescere in modo significativo, molti altri fornitori hanno raggiunto vendite ben al di sopra delle aspettative. Tuttavia l’espansione di MiR è stata sospinta anche dalla vera e propria rete globale di distributori/integratori sviluppata e collaudata da Thomas Visti per Universal Robots. Ciò ha consentito a MiR di passare da una rete di vendita composta da distributori che si fidano di MiR e della qualità dei suo prodotti, ad aziende sparse in tutto il mondo. MiR ha occupato un mercato di nicchia formato da aziende che desiderano effettuare consegne locali all’interno delle loro strutture attraverso soluzioni robotizzate mobili,” afferma Frank Tobe.

Si punta verso l’Europa meridionale
Mobile Industrial Robots si sta impegnando a perfezionare l’efficienza dei processi e della logistica della propria produzione di robotica. L’azienda sta raddoppiando le dimensioni del suo quartier generale a Odense e nel 2017, sempre nella stessa città, ha inaugurato un grande centro di collaudo e training. L’ambizioso obiettivo di crescita di MiR richiede più dipendenti e più spazio. Il personale è più che raddoppiato nel 2017, passando da 27 a 60 dipendenti, e nel 2018 si aggiungeranno altre 50 unità.
Solo in Nord America, MIR sta investendo in modo massiccio per far fronte alla forte domanda del settore. All’inizio del 2018, l’azienda aprirà un nuovo ufficio a San Diego per supportare ancora meglio i distributori e i clienti della West Coast. “Nel 2018 il numero di dipendenti negli Stati Uniti sarà più che raddoppiato. Prevediamo di assumere sei persone nell’ambito delle vendite e dell’assistenza tecnica. Abbiamo fondato la nostra prima sede internazionale a New York nel 2016 e oggi i clienti americani stanno davvero iniziando ad apprezzare i vantaggi della logistica interna automatizzata con i robot mobili autonomi”, spiega Thomas Visti.
Nel 2017, il 25% delle consegne di MiR è stato destinato agli USA, mentre il mercato tedesco ha rappresentato il 20% e la Cina il 15%. In Europa meridionale, MiR ha realizzato il 18% delle sue vendite e ha aperto una sede locale a Barcellona. Molte aziende internazionali stanno iniziando a utilizzare i robot MiR in Spagna, Italia e Francia per poi introdurli in seguito nei loro stabilimenti in altri paesi.
Inoltre, MiR assumerà altre persone nell’ambito delle vendite e del supporto tecnico in Francia, Italia e Spagna in modo da fornire un maggior numero di servizi locali ai clienti finali e ai distributori.
Tra i clienti di MiR si annoverano multinazionali come Honeywell, Kamstrup, Airbus, Flex e molte altre. Per incrementare lo sviluppo del mercato Italiano e consolidare il marchio nel nostro Paese, MiR si appoggia a tre importanti distributori particolarmente attivi nel settore della robotica: Alumotion, K.L.A.IN robotics and LeanProducts.

Un grande potenziale ancora da sviluppare
In generale, il settore della robotica in Italia è in forte crescita, secondo i dati elaborati dal Centro studi e cultura d’impresa di UCIMU - Sistemi per Produrre: dal 1990 a oggi la produzione è raddoppiata e il “consumo” triplicato. Il trend conferma l’incremento della diffusione di sistemi ad alta innovazione nell’industria manifatturiera del Paese, alla quale è destinato circa il 70% della produzione nazionale del comparto robotica. L’Italia è, a oggi, tra i Paesi che utilizzano maggiormente tecnologie automatizzate nell’industria. Si contano in media 160 robot industriali ogni 10.000 dipendenti (1 ogni 62,5 operai) nell’industria manifatturiera rispetto ai 150 della Spagna e ai 127 della Francia. L’Italia inoltre risulta seconda in Europa nel mercato della robotica, con una quota di vendita di robot industriali del 2,6%, preceduta solo dalla Germania. In ambito logistico, secondo la International Federation of Robotics (IFR), il numero di robot di servizio venduti nel 2016 è aumentato di oltre il 30% rispetto all’anno precedente.
MiR sta investendo fortemente nello sviluppo di prodotto e nell’organizzazione per consolidare la sua posizione di mercato. Il settore dei robot mobili è ancora in fase embrionale e si prevede che esploderà entro un paio d’anni, quando sempre più aziende scopriranno la possibilità di utilizzare i robot mobili per automatizzare il trasporto interno. MiR si sta preparando a essere pienamente pronta a cogliere l’opportunità di guidare il mercato, non appena si verificherà il boom vero e proprio.
Un fattore significativo dei progressi di MiR nel 2017 è stato il lancio primaverile del potente MiR200. Il robot può sollevare 200 kg, trainare 500 kg, è omologato ESD e certificato per l’utilizzo in cleanroom.
“Il modello MiR200 è stato accolto molto bene e rappresenta la quota principale delle nostre vendite. Il prodotto soddisfa chiare esigenze del mercato e aumenta il numero delle potenziali applicazioni. Abbiamo inoltre lanciato una nuova interfaccia estremamente user-friendly per i nostri robot, semplice da utilizzare anche per i dipendenti senza esperienza di programmazione. In questo modo i nostri clienti possono implementare e utilizzare i robot in modo ancora più semplice,” afferma Thomas Visti.

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Nasceranno al politecnico di Torino i robot del futuro

Febbraio 2018

Nel settore industriale, la robotica applicata alle linee di montaggio complesse è ormai una tecnologia matura e collaudata, ma i robot potranno in un futuro ormai prossimo conquistare la stessa rilevanza in altri campi, quali per esempio l’agricoltura, la sicurezza, le smart cities. Il Centro Interdipartimentale del Politecnico di Torino PIC4Ser - PoliTO Interdepartmental Centre for Service Robotics, che è stato presentato ai primi dello scorso dicembre all’Ateneo e agli stakeholders, si propone proprio di fornire competenze e conoscenze per lo sviluppo di un mercato, quello della robotica di servizio, in fase di grande espansione. Grazie allo sviluppo di nuove tecnologie abilitanti, oggi l’avvento di una nuova generazione di robot è molto vicino: queste macchine intelligenti saranno in grado di sostenere gli esseri umani nelle attività lavorative o nella vita quotidiana e diventeranno “compagni” sicuri e affidabili.
Punto di forza del Centro, l’approccio interdisciplinare basato sulle tecnologie e sulle applicazioni. In questo modo, sarà possibile unire e integrare soluzioni innovative legate non solo a controllo, percezione, intelligenza artificiale, sistemi di locomozione e architetture meccaniche intelligenti, ma anche agli aspetti della progettazione, interazione e sicurezza, così come alle questioni sociali, economiche ed etiche.
Il Centro, coordinato dal professor Marcello Chiaberge, metterà a sistema le attività di diversi gruppi di ricerca già attivi nei vari Dipartimenti dell’Ateneo (Dipartimenti di Elettronica e Telecomunicazioni, Automatica e Informatica, Ingegneria Meccanica e Aerospaziale, Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture e Architettura e Design) sulle tecnologie abilitanti necessarie per lo sviluppo di questo settore altamente innovativo e multidisciplinare.

Gli scenari applicativi per la robotica di servizio
Sono molteplici gli scenari applicativi per la robotica di servizio: si va dall’agricoltura di precisione, alle città intelligenti, ad attività di ricerca e salvataggio, sistemi di pattugliamento e di allarme rapido, sostegno alla vita per anziani e disabili, riabilitazione, indagine archeologica, sicurezza, protezione, e molti altri.
Tra le attività in programma, aprono scenari molto interessanti a esempio lo sviluppo di piattaforme mobili innovative con sistemi di locomozione ibridi, robot modulari “soft” e dispositivi biomimetici, ma anche l’attenzione agli aspetti relativi alla salute e allo stile di vita, oltre che alle ricadute economiche, sociali ed etiche (sulle aziende, sul mercato del lavoro, sulla società in generale) relative all’introduzione della robotica di servizio e allo sviluppo di servizi pubblici o privati basati su questa tecnologia emergente.
Gli obiettivi del Centro sono ambiziosi: i ricercatori si propongo, infatti, di metter a punto progetti, soluzioni e prototipi di robot capaci di agire in una vasta gamma di ambienti dinamici e dedicarsi a molteplici attività, ma allo stesso tempo essere più semplici da programmare e utilizzare; i robot del futuro, inoltre, dovranno avere costi e dimensioni contenuti, poter lavorare con e intorno agli esseri umani in totale sicurezza anche in ambienti “difficili”, ad esempio tenendo conto delle barriere architettoniche, o degli spazi stretti.
Per progettare i nuovi robot di servizio, i ricercatori indagheranno principalmente in tre settori di azione: Percezione e apprendimento autonomo, per permettere al robot di percepire, comprendere, pianificare e navigare nel mondo reale; Manipolazione, cioè il controllo preciso e la destrezza per manipolare oggetti nell’ambiente; Interazione, cioè la capacità del robot di imparare e collaborare con gli esseri umani. Una migliore interazione - incluso il supporto per le comunicazioni verbali e non verbali, l’osservazione e la copia del comportamento umano e l’apprendimento delle esperienze - significa che i robot saranno sempre di più in grado di lavorare a fianco degli esseri umani.
“Siamo convinti di poter creare un Centro capace di attrarre interessi industriali e progetti di ricerca internazionali, fornendo al territorio e, non ultimi, ai nostri studenti un luogo da dove partire per sviluppare la robotica di servizio in Italia”, commenta Marcello Chiaberge, referente del Centro Interdipartimentale PIC4seR.

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Una gamma realmente completa

Febbraio 2018

La serie di robot industriali FANUC R-2000, caratterizzata da estrema compattezza, velocità elevata con polso e braccio sottili e progettata per le applicazioni di manipolazione e saldatura a punti, è stata completata con un nuovo modello con fissaggio a soffitto: il robot R-2000iC/220U si presta, infatti, a essere installato in tutti quegli ambienti dove lo spazio disponibile è limitato ed è necessario prelevare e manipolare carichi elevati da tutte le angolazioni.
Quando lo spazio a pavimento è ridotto, o è necessario effettuare l’accesso dal basso, oppure quando la cella prevede che il robot sia installato sotto una piattaforma (come per esempio nel caso degli estrusori, o quando occorre movimentare carrelli di grandi dimensioni su nastri trasportatori sopraelevati), l’ausilio di un robot con montaggio capovolto diventa fondamentale.
FANUC ha progettato R-2000iC/220U con l’obiettivo di renderlo ancora più agile e veloce, e per questo motivo ha rimosso il bilanciatore; rispetto al suo predecessore della serie B, questo robot a 6 assi è più leggero di circa 130 kg e presenta uno sbraccio di 2.518 mm (48 mm in più), con la medesima capacità di carico al polso di 220 kg. I nuovi servomotori assicurano prestazioni ancora più competitive che, unite al design ottimizzato in termini di peso e ingombro, alla rigidità e al movimento del polso, donano al robot caratteristiche uniche in termini di cinematica, velocità e accelerazione. La ripetibilità è di ±0,05 mm. Il controllore R30iB, completo di interfaccia iHMI, garantisce prestazioni elevate in termini di potenza e velocità unitamente alla massima ergonomia.
Lo sbraccio orizzontale del robot R-2000iC/220U è di 2.518 mm, mentre verticalmente raggiunge i 3.415 mm. Può inoltre spingersi fino a 370 mm al di sopra della superficie su cui è montato; si tratta di una caratteristica particolarmente vantaggiosa nel caso in cui, per esempio, siano montati utensili o organi di presa e il cambio utensile debba essere effettuato al di sopra della rotazione dell’asse primario. L’impiego di componenti simili a quelli di altri modelli della serie R-2000iC offre anche un vantaggio economico, poiché la standardizzazione dei componenti ha come conseguenza la riduzione del costo dei ricambi. Il polso e l’asse J3 del robot sono disponibili con grado di protezione IP67.
Il robot FANUC R-2000iC/220U si candida per essere la scelta ideale per tutta una serie di applicazioni che comprendono la saldatura a punti, palletizzazione, l’assemblaggio e carico/scarico di tutti i tipi di materiali.

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