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Sunday, 09 Dicembre 2018

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Una “vite” in acciaio tra tradizione e innovazione

Nel contesto delle Langhe, terre vinicole d’eccellenza dichiarate Patrimonio Unesco anche per la maestosità dei paesaggi, si colloca l’ampliamento delle cantine vinicole Parusso, oggetto di un vero e proprio restyling firmato dall’architetto Dario Castellino.

di Lorenzo Fioroni

Aprile 2018

Il progetto dell’ampliamento delle Cantine Parusso, Bussia - Monforte d’Alba (CN), è stato realizzato dall’architetto Dario Castellino seguendo due fili conduttori: da una parte il rispetto dell’esistente e della sua semplicità, dall’altra la ricerca di innovazione e contemporaneità. La richiesta del committente era, infatti, quella di disporre di spazi funzionali alla lavorazione delle uve, creando al tempo stesso un ambiente semplice e familiare, evitando forti impatti con elementi architettonici stridenti rispetto al contesto paesaggistico. Il rispetto è stato quindi il primo cardine del progetto, che è partito dal recupero dei fabbricati esistenti utilizzando materiali biocompatibili e provenienti da riciclo.

Una contemporaneità discreta
Parallelamente alla ristrutturazione degli edifici esistenti, l’intervento ha voluto introdurre elementi contemporanei, che si inseriscono nel contesto discretamente: una torre di distribuzione realizzata in laterizio e acciaio autopatinabile corten e una tettoia in tubolari d’acciaio. La torre assolve alla funzione di collegare verticalmente la cantina agli uffici, alle sale degustazione fino a giungere a un terrazzo panoramico che permette una visione a 360° delle colline circostanti. Strutturalmente il volume è realizzato in mattoni, che richiamano cromaticamente i corpi esistenti, mentre le finiture e i rivestimenti sono in acciaio corten, che, con le sue tonalità brune, rappresenta il legame con le piante di Vite.

Quel piccolo capolavoro di ingegneria strutturale
Il pergolato in tubi di acciaio curvati è un elemento organico, una sorta di piccolo capolavoro di ingegneria strutturale che assolve la funzione di tettoia, per la prima fase di lavorazione delle uve, ma diventa anche un luogo di accoglienza collegato idealmente alle linee sinuose del paesaggio circostante.
Una soluzione, leggera e trasparente, che lega in un unicum compositivo la pluralità di fabbricati, terrazzi, scale e passaggi della cantina, come le antiche viti nei cortili delle cascine. Questa “vite” in acciaio nasce dalla prefabbricazione in officina di carpenteria metallica: i tubolari, tutti a sezione circolare da diametro e spessori variabili, sono stati curvati in stabilimento.
Successivamente si è proceduto a preassemblarli, a verniciarli e al trasporto in cantiere, dove i “rami” principali sono stati vincolati in fondazione mediante tirafondi. Il montaggio degli elementi secondari è avvenuto attraverso l’impiego di una gru. Infine, la copertura vetrata è stata posata in opera su elementi anch’essi in acciaio e agganciati ai profili cavi. La tinteggiatura finale, effettuata al termine del montaggio, ha dato alla struttura il colore bruno, ulteriore richiamo ai vitigni circostanti.

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