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Sunday, 09 Dicembre 2018

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Fiore all’occhiello del made in Italy e dell’architettura green

Riflettori puntati sull’Headquarter Prada a Valvigna in provincia d’Arezzo. Per la realizzazione del nuovo polo industriale e di ricerca, il celebre brand italiano si è affidato all’architetto Guido Canali, rafforzando un sodalizio ventennale tra la casa di moda e il progettista, artefice di altri tre stabilimenti edificati tra Marche e Toscana.

di Guido Canali

Aprile 2018

Il nuovo Headquarter Prada è collocato in un ex area dismessa, lungo il tratto aretino dell’autostrada A1, dalla quale non si percepisce pienamente la complessa articolazione del progetto, esteso per 32.500 mq e con una superficie coperta di 19.000 mq. Solo dall’alto si riesce a percepire la vastità dell’intervento, realizzato sulla base del modello della “green factory” e perfettamente integrato nel paesaggio. A sottolineare la sua perfetta fusione con la natura circostante e per aver comunicato attraverso il paesaggio i valori aziendali e l’importanza della sostenibilità ambientale, il progetto ha vinto il premio “Brand & Landscape Award”, promosso dalla rivista internazionale Paysage e dal Consiglio Nazionale degli Architetti italiani.

Strutture portanti in acciaio
Dal punto di vista della realizzazione l’intero intervento è caratterizzato da strutture portanti in acciaio, una scelta dettata dalla maggiore velocità di realizzazione e dai minori costi finali rispetto ai metodi costruttivi tradizionali. La struttura compositiva ne rispecchia la complessità e i quattro capannoni, che ospitano gli spazi destinati alla produzione, di forma rettangolare realizzati in colonne in profili cavi circolari in acciaio e travi composte saldate, emergono per le loro dimensioni.
I volumi, paralleli tra loro, sono ruotati rispetto al tracciato autostradale secondo un asse nord-sud, ideale per ottenere un’ottimale illuminazione naturale degli interni grazie alla copertura a shed. Oltre agli spazi dedicati alla produzione sono presenti: uffici, laboratori per la ricerca, aree di servizio, un archivio storico e un datacenter. Inoltre, distaccati rispetto alle altre funzioni, due edifici ospitano rispettivamente il ristorante-mensa aziendale e gli uffici amministrativi. Il ristorante è caratterizzato da strutture reticolari in acciaio e ampie vetrate che consentono di sfruttare l’illuminazione naturale, mentre gli uffici direzionali si sviluppano su più piani, con un reticolo in colonne tubolari e travi in profili aperti in acciaio.

Rigore architettonico e libertà degli elementi naturali
Tutto il complesso si articola attraverso il rapporto tra rigore architettonico, segnato anche dalla scelta del colore bianco per tutti gli elementi strutturali e libertà degli elementi naturali, accostando grandi vetrate, alcune delle quali realizzate con profili studiati ad hoc specificamente per il progetto, a giardini pensili, tetti-giardino, passerelle e pergolati in acciaio che circondano le strutture ipogee, la mensa e il giardino d’inverno. Per le pareti opache e i tamponamenti esterni sono invece stati utilizzati pannelli sandwich in acciaio. L’utilizzo combinato della carpenteria metallica con il vetro ha permesso di realizzare un complesso fiore all’occhiello del made in Italy e dell’architettura green, una “fabbrica” con importanti visuali sulla natura circostante.

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