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Monday, 25 Settembre 2017

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Il coraggio (e i mezzi) per ricominciare

Il coraggio imprenditoriale, la dedizione dei dipendenti e le numerose attestazioni di solidarietà pervenute da diverse aziende hanno giocato un ruolo decisivo nella rinascita di Officina Borsari, colpita gravemente dal terremoto dell’Emilia del 2012. Anche la tecnologia ha fatto però la sua parte, grazie alle macchine Trumpf installate per il taglio laser di tubo e lamiera.

di Laura Alberelli

maggio-giugno 2015

Nel 2012 le televisioni di tutta Italia hanno mostrato le conseguenze catastrofiche di una serie di scosse sismiche che hanno flagellato il territorio dell’Emilia, talmente potenti da essere state avvertite anche in un’area molto più vasta comprendente l’Italia Centro-Settentrionale. I danni sono stati ingenti, sia a livello materiale che a livello personale, registrando anche la perdita di numerose vite umane. Quando ci si confronta con tragedie di questo tipo due sono le reazioni possibili, antitetiche tra loro: lasciarsi travolgere dagli eventi subendoli senza opporvisi, oppure rialzarsi in piedi e ricominciare. Officina Borsari, specializzata nella produzione di carpenteria meccanica di precisione, ha scelto e potuto reagire e vivere questa calamità come l’occasione giusta per rinascere e ottimizzare il flusso di lavoro in azienda. “Il merito non è però solo nostro e dei nostri dipendenti. Senza la generosità e la solidarietà dimostrataci da alcune aziende, non avremmo potuto rialzarci in piedi ed essere ancora qui oggi”. Ad affermarlo è Franco Borsari, titolare dalla società con sede a Cavezzo, in provincia di Modena. “Il terremoto del 29 maggio è stato devastante, e ha distrutto buona parte dei capannoni. Lo shock è stato tale che per i dodici giorni successivi la produzione si è fermata completamente. Siamo ripartiti grazie alla generosità di un’azienda di Bizzuno che ci ha fornito un camion espositivo, che è stato trasformato in ufficio provvisorio. Poiché il capannone non era in sicurezza, abbiamo creato un accampamento dietro a esso così da poter ricominciare a fare carpenteria. Due nostri clienti ci hanno invece aperto le porte del loro stabilimento ospitando le nostre macchine e i nostri operai affinché la produzione potesse continuare senza interruzioni”.

Un accordo inaspettato ma proficuo per entrambe le parti
Tra le tecnologie presenti nel parco macchine di Officine Borsari vi sono anche due macchine laser per il taglio tubi e una macchina per la lavorazione della lamiera, entrambe a marchio Trumpf, azienda con cui Officine Borsari collabora ormai da diversi anni. Il commerciale di zona Trumpf è Marcello Bruzzi, titolare della omonima Bruzzi Macchine Lamiera, che nel momento di difficoltà di Officine Borsari ha fornito all’azienda un aggancio importante, che si è rivelato strategico per la rinascita di Officine Borsari. “Il signor Bruzzi ci ha messi in contatto con un’azienda sua cliente, che noi non conoscevamo, che ha dimostrato un particolare interesse a collaborare con noi. La società in questione è la CMC di Cento. All’epoca aveva da poco investito in una macchina laser tubo Trumpf, che però non sapeva ancora sfruttare al meglio. Venuta evidentemente a conoscenza della nostra situazione e del fatto che noi utilizzavamo da tempo macchine Trumpf, CMC a messo a nostra disposizione il proprio capannone, le tecnologie e le risorse umane per lavorare, il tutto a titolo gratuito. Si è trattato di un accordo proficuo per entrambe le parti: grazie alla loro generosità, abbiamo potuto continuare la nostra attività senza danneggiarla in alcun modo. La nostra esperienza matura nell’utilizzo delle macchine Trumpf ha invece permesso a CMC di accrescere le proprie conoscenze tecniche e di ottimizzare l’impiego delle tecnologie. L’ottimo rapporto di collaborazione che si è instaurato tra le due aziende è attivo ancora oggi”. Mentre la produzione continuava dislocata in diversi siti, l’opera di ricostruzione dei capannoni di Officine Borsari proseguiva: nell’aprile 2013 sono stati inaugurati i primi due, mentre dall’inizio del 2014 è operativo il terzo. “Il terremoto è stata una grandissima disgrazia che ci ha segnato in maniera indelebile. Al tempo stesso ci ha però dato la motivazione sufficiente per rinnovarci, facendoci pensare al futuro in un’ottica nuova, con un layout aziendale migliore e una riorganizzazione a livello produttivo. Nei tre nuovi capannoni abbiamo adottato una sequenza di logica di flusso produttivo che prima non esisteva. In un capannone realizziamo la carpenteria, in un altro i semilavorati e in un capannone intermedio ci occupiamo della loro gestione”.

Ogni quattro anni, un turnover di tecnologie
Fondata con la ragione sociale di CBM nel 1977, Officine Borsari nasce come carpenteria per conto terzi. La tecnologia viene introdotta gradualmente in azienda solo dopo il 2000: la prima macchina laser tubo è stata installata nel 2011, mentre il primo laser piano risale al 2004. “Ogni quattro anni circa, la società investe in macchine di ultima generazione. La mia intenzione è quella di continuare con questa politica anche in futuro, a dispetto di un mercato i cui numeri si sono ridotti in maniera importante. Negli ultimi tre anni, abbiamo cambiato tre macchine laser, senza contare l’ingente investimento sostenuto per la ricostruzione. Investire in nuova tecnologia è però necessario nell’ottica di continuare a essere competitivi. Del resto, senza un certo di tipo di macchine e soluzioni, l’accesso a nuove potenziali commesse è precluso. Investire in mezzi produttivi sempre nuovi migliora la tua capacità produttiva e questo permette di contenere i prezzi, grazie alla maggiore velocità e alle elevate prestazioni delle macchine. L’innovazione è importante, ma non dimentichiamo che gli uomini giocano un ruolo fondamentale. A parità di tecnologia, è l’uomo che fa la differenza. In azienda abbiamo oggi undici sistemi di taglio, tra piano e tubo. A dare la svolta nella nostra attività, è stata proprio l’introduzione della tecnologia laser. In passato, questo tipo di lavorazioni veniva eseguita da fornitori esterni, mentre adesso vengono svolte internamente. Forniamo prodotti finiti e semifiniti su disegno del cliente. Siamo terzisti puri, in quanto non disponiamo di una nostra linea di prodotti”.

Le macchine laser per il tubo utilizzano la tecnologia CO2
Contrariamente a quanto avviene sul mercato, Officine Borsari ha iniziato a lavorare il tubo e successivamente la lamiera piana. “Abbiamo continuato a lavorare il tubo per mantenere vivi i rapporti con i fornitori con cui collaboravamo ormai da parecchio tempo; in un secondo momento, anche in virtù della domanda proveniente dal mercato, abbiamo deciso di ampliare i nostri orizzonti dedicandoci pure alla lavorazione della lamiera”.
Per quanto riguarda il taglio del tubo, le macchine Trumpf installate in azienda sono state sostituite via via con i modelli di ultima generazione. Nel tempo, si sono così alternati tre modelli di TruLaser Tube 5000 e due modelli di TruLaser Tube 7000. “La tecnologia Trumpf ci ha immediatamente conquistato”, ha commentato Borsari. “Con questo tipo di tecnologia riusciamo a coprire un range molto importante: andiamo dal tubo di 10 mm di diametro fino a un massimo di 150 mm di spessore. Sulle macchine laser Trumpf è installata una sorgente CO2. “Per la lavorazione del tubo Trumpf non utilizza il fibra, mentre per lavorare sul piano per garantire una buona qualità di taglio sull’acciaio inossidabile è indicato il CO2”, ha sottolineato Marcello Bruzzi. “Ho deciso di investire su un CO2 e non sul fibra perché ho pensato fosse più opportuno investire su una macchina in grado di coprire un po’ tutte le tipologie di lavorazioni. Anche se fisicamente, strutturalmente e logisticamente è impossibile raggiungere tutti i mercati, con le macchine CO2 di Trumpf riusciamo a soddisfare le esigenze di diversi ambiti applicativi” ha aggiunto Borsari.

Fare economie graziealle tecnologie avanzate
La capacità di lavorare sia tubo che lamiera permette di offrire un ciclo di produzione ancora più completo, come sottolinea lo stesso Borsari: “I tubi non vengono solo tagliati ma anche lavorati e preparati in modo da essere montati sulle lamiere in maniera quasi automatica, escludendo, il più delle volte, il mascheraggio con strutture a incastri. Lavorare il tubo è meno oneroso che lavorare una lamiera, che va tagliata, piegata e sagomata. Ecco perché è importante fare economie usando la tecnologia più adatta, proprio come facciamo grazie ai sistemi Trumpf. La macchina per il taglio tubo TruLaser Tube si autogestisce caricando i pezzi in automatico. La stessa tecnologia la si ritrova anche nelle macchine per il taglio lamiera, predisposte con un magazzino automatico. In azienda non abbiamo lotti minimi da automatizzare. L’automatismo viene sfruttato al meglio per lotti grandi, ma è possibile anche il caricamento della barra singola”. Nelle TruLaser Tube 5000 e 7000 esiste una sovrapposizione in termini di lavorazione? Risponde Borsari: “Da un punto di vista del carico, si tratta di una macchina lunga e di una macchina corta. La prima va da 0 a 160 mm, mentre l’altra va da 0 a 250 mm. Esiste quindi una sovrapposizione nelle misure basse, ma d’altro canto la macchina più grande è in grado di gestire profilati più lunghi, oppure è in grado di realizzare dei multipli utilizzando la barra di 12 m da tagliare. Più è lunga la barra e meno sfrido si ha. E sulle nuove configurazioni della 5000 e della 7000 i pezzi vengono realizzati addirittura senza sfrido. Ciò vuol dire che posso approvvigionarmi di barre della giusta misura e senza sprechi, che mi permette di risparmiare anche in maniera importante in presenza di lotti di una certa entità. Questa è solo una delle innovazioni presenti nelle più recenti versioni di TruLaser Tube 5000 e TruLaser Tube 7000”. Avendo installato sia macchine per il tubo sia macchine per la lavorazione della lamiera Trumpf, in Officine Borsari sono emerse delle differenze a livello di affidabilità? Conclude Borsari: “Le macchine con un alto profilo tecnologico come queste richiedono sempre un periodo di assestamento. I problemi in corso d’opera sono inevitabili, a prescindere dal costruttore. Per quanto ci riguarda, stiamo raccogliendo delle belle soddisfazioni riuscendo a offrire un ottimo servizio ai nostri clienti. A livello di programmazione, le nuove generazioni di macchine sono sempre più semplici da governare, oltre a essere più performanti. Bisogna però entrare nella logica della macchina, perché è la macchina che fornisce tutti i parametri che servono per esplodere e fare il pezzo. Ovviamente tutte le malizie dell’operatore che ha già lavorato sulle versioni precedenti delle stesse, rappresentano un plus inestimabile”.


The Courage (and Means) to Restart
Entrepreneurial courage, dedication of employees and the many expressions of solidarity received from several companies played a key role in the renaissance of Officina Borsari, which was severely affected by the 2012 Northern Italy earthquakes. However, also technology played its part, thanks to Trumpf machines for tube and sheet metal laser cutting.

In 2012 all Italian television channels showed the catastrophic consequences of a series of earthquakes that struck the Emilia region. These where so powerful to be registered also in a much wider area, which included Northern and Central Italy. Damages were massive both on a material and personal level, with the loss of many human lives. When dealing with these type of tragedies, there are two possible antithetical reactions: being overwhelmed by the events, suffering without struggling, or rising up again and restart. Officina Borsari, specialized in the manufacturing of precision mechanical carpentry, chose and was able to react and live this natural disaster as the right chance to be born again and optimize the workflow in the company. “The credit for this doesn’t belong just to us and our employees though. Without the generosity and solidarity we had received from some companies, we would not have been able to rise up again and still be here today”. So says Franco Borsari, owner of the company headquartered in Cavezzo, in the province of Modena. “The earthquake on May 29 was devastating, and destroyed much of our buildings. We were so shocked that for the following twelve days production stopped completely. We restarted thanks to the generosity of a company from Bizzuno, which gave us an exhibition truck that we turned into a temporary office. As the plant was not safe, we created a campsite behind it, so to be able to restart doing carpentry. Two of our customers opened the doors of their plants to us, hosting our machines and workers so that production could continue without interruption”.

An unexpected but fruitful agreement for both parties
Among the technologies featured by the Officine Borsari machine fleet, there are also two laser machines for tube cutting and a machine for sheet metal working, both by Trumpf, a company with which Officine Borsari has long been collaborating. The Trumpf sales representative in the area is Marcello Bruzzi, owner of Bruzzi Macchine Lamiera, which in those difficult times for Officine Borsari gave the company a major help, which proved to be strategic for the renaissance of Officine Borsari. “Mr Bruzzi put us in touch with one of his customers – a company we were not familiar with – which showed a particular interest in collaborating with us. This company is CMC from Cento. At the time they had just invested in a Trumpf tube laser machine, but they didn’t know how to use it at best yet. As they became aware of our situation and of the fact that we had been long using Trumpf machines, CMC made available their plant, technologies and human resources to us, all for free. It was a fruitful agreement for both parties: thanks to their generosity, we were able to continue our activity without any damage. On the other hand, our mature expertise in the use of Trumpf machines enabled CMC to increase their technical knowledge and optimize the use of these technologies. The excellent collaboration that has developed between the two companies is still going on today”. While production continued in the different sites, the reconstruction of Officina Borsari plants continued: the first two plants were inaugurated in April 2013, and the third has been operating since the beginning of 2014. “The earthquake was a great misfortune that left an indelible mark on us. However, at the same time, it was the right motivation to renovate us, leading us to think about the future in a new perspective, with a better company layout and reorganization of production. In the three new buildings we adopted a production flow logic sequence that did not exist before. In one plant we produce carpentry, in another semi-finished products and in an intermediate plant we take care of their management”.

A technology turnover every four years
Founded in 1997 with the name of CBM, Officine Borsari was born as a carpentry company on behalf of third parties. Technology has been gradually introduced in the company just after the year 2000: the first tube laser machine was installed in 2011, while the first flat laser dates back to 2004.“Every four years or so the company invests in cutting-edge machines. My intention is to continue this policy also in the future, despite a market in which numbers had a remarkable reduction. In the last three years we have changed three laser machines, without considering the substantial investment made for reconstruction. However, investing in new technology is necessary in the perspective of being constantly competitive. Moreover, without a certain type of machines and solutions, the access to new potential orders is precluded. Investing in always new means of production improves production capacity, thus allowing to drive prices down, thanks to the machines higher speed and performances. Innovation is important, but we should not forget that the human factor plays a key role. When technology is the same, human beings make the difference. Nowadays the company has eleven cutting systems, considering flat and tube. It was the introduction of laser technology that changed the direction of our activity. In the past, this type of processing was performed by external suppliers, while now it is carried out internally. We provide customized finished and semi-finished products. We are pure third party provider, as we do not have a proprietary line of products”.

Tube laser machines use the CO2 technology
Contrary to what happens on the market, Officine Borsari started working tube and later flat sheet metal. “We have continued to process tubes in order to maintain a strong relationship with the suppliers with which we have long been collaborating; at a later stage, also by virtue of the demand coming from the market, we decided to broaden our horizons by putting our efforts also in sheet metal processing”. As for tube cutting, Trumpf machines installed at the company have been gradually replaced with latest generation models. Three models of TruLaser Tube 5000 and two models of TruLaser Tube 7000 have been installed during the years. “Trumpf technology has seduced us since the beginning”, said Mr Borsari. “This type of technology allows us to cover quite an important range, from tubes with 10 mm diameter to tubes with up to 150 mm diameter”. Trumpf laser machines have a CO2 laser source fitted. “Trumpf does not use fibre laser for tube processing, while CO2 laser is indicated for flat surfaces in order to ensure a high cutting quality on stainless steel”, underlined Marcello Bruzzi. “I decided to invest on the CO2 laser rather than the fibre one as I thought that it was better to invest on a machine capable to cover nearly all the types of processes. Even though on a physical, structural and logistical level, reaching all the markets is quite impossible, CO2 machines by Trumpf allow us to meet the requirements of several application fields” added Mr Borsari.

Saving money thanks to advanced technologies
The capacity to process both tubes and sheet metal allows to provide a production cycle that is even more complete, as underlined again by Mr Borsari. “Tubes are not only cut, but also processed and prepared as to be mounted on sheet metal almost automatically, thus excluding bushing with joints structures. Tube processing is less burdensome then sheet metal processing, as the latter needs to be cut, bent and shaped. That’s why it is important to save money using the right technology, just like we do thanks to Trumpf systems. TruLaser Tube machine for tube cutting manages itself by loading workpieces automatically. The same technology can be found also in sheet metal cutting machines, equipped with automatic warehouse. Within the company, we don’t have minimum batches to be automated. The automatism is then exploited at best for large batches, even though it is possible to load a single bar”. Is there an overlap in terms of processing in TruLaser Tube 5000 and 7000? According to Mr Borsari: “As for the loading, we are talking about a long and a short machine. The first one ranges from 0 to 160 mm, while the other ranges from 0 to 250 mm. There is indeed an overlap as for low measures: on the other hand, the largest machine is capable to handle even longer profiles, or rather to perform multiples by using the 12 m bar to be cut. The longest the bar, the fewer the scraps. In addition, the new types of 5000 and 7000 allow to manufactures workpieces even without scraps. This means that I can stock bars with the right measures without any waste, thus saving a relevant amount of money in the presence of quite big batches. This is only one of the innovations featured by the latest versions of TruLaser Tube 5000 and TruLaser Tube 7000”. Since Officine Borsari saw the installation of either machines for tube processing or for sheet metal working by Trumpf, have you noticed any difference in terms of reliability? Mr Borsari says in the end: “Machines with quite a high technological profile like these always need a settling-in period. Some problems cannot be avoided, regardless of the manufacturer. As for our experience, we are quite happy as we manage to provide our customers with a very good service. As for programming, machines belonging to the latest generations are more and more simple to handle, besides being more performing. However, it is necessary to learn how to deal with the machine, as it actually provides all the parameters required to explode and produce the piece. Of course, the skills of an operator who already knows how to handle the previous versions are indeed an invaluable plus”.

Ultima modifica ilGiovedì, 14 Maggio 2015 13:31

29 commenti

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