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Tuesday, 26 Settembre 2017

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Un “Giardino delle Meraviglie” in acciaio e vetro

L’ampliamento dell’Orto Botanico di Padova ha previsto l’utilizzo del vetro in combinazione con l’acciaio. Ciò ha permesso di alleggerire visivamente l’impatto complessivo dell’intervento, consentendo di integrare il nuovo ampliamento con l’edificio preesistente nel completo rispetto dei tempi e del budget previsti per l’operazione.

by Silvia Vimercati

Febbraio Marzo 2017

Il progetto di ampliamento del più antico Orto Botanico del mondo si trova a Padova e porta la firma dello studio di architettura VS Associati. La nuova serra in acciaio e vetro ha dovuto confrontarsi con l’importante contesto architettonico circostante: la basilica di Sant’Antonio da Padova a nord e Santa Giustina a sud. Il rispetto di questi due monumenti di grande pregio è diventato il punto cardine del progetto. L’utilizzo del vetro in combinazione con l’acciaio ha permesso di alleggerire visivamente l’impatto complessivo dell’intervento, consentendo di integrare il nuovo ampliamento con l’edificio preesistente nel completo rispetto dei tempi e del budget previsti per l’operazione. Il progetto ha mantenuto inoltre il vuoto urbano lasciato dagli orti benedettini per creare un’unità visiva anche con Prato della Valle collocato a ovest.

Numerose strutture in acciaio
L’ampliamento in acciaio si presenta come un volume di pianta rettangolare con una copertura inclinata, caratterizzato da grandi vetrate nascoste da una fitta vegetazione. Il nuovo edificio, soprannominato “Giardino delle Meraviglie” fin dalla sua costruzione, è formato da cinque nuove serre dislocate su un solo piano lungo 100 metri e alto 18, suddiviso in aree parallele tra loro che richiamano le regioni climatiche del nostro pianeta. Le strutture in elevazione in acciaio sono costituite da colonne HEA 280 alle quali si agganciano travi HEA 140. Su queste ultime si innestano i moduli di facciata con giunzioni di tipo imbullonato. Sui prospetti, grazie all’utilizzo di un innovativo sistema di fissaggio delle lastre, non sono previsti né profili esterni né forature passanti. In questo caso lo sfruttamento della tecnologia ha consentito di ottenere visivamente un piano in vetro perfettamente complanare lungo tutti i 100 metri di lunghezza, sorretto solo da apposite staffe in acciaio zincato.
La copertura è formata da travi reticolari ottenute con tubolari circolari in acciaio diametro 219,1 mm e profili a L saldati a essi. È inoltre costituita da cuscini in ETFE intervallati da moduli apribili in vetro stratificato fotovoltaico.

Ridotto il più possibile l’impatto ambientale
È innegabile che l’edificio sia un polo espositivo high-tech sia dal punto di vista costruttivo, grazie alla coesistenza di acciaio e vetro, che per lo sfruttamento delle risorse rinnovabili: il complesso, per le tecnologie dei materiali impiegati e gli impianti installati, gode infatti di autosufficienza energetica. La “pelle” dell’edificio si comporta inoltre come una foglia d’albero: il rivestimento fotocatalitico delle superfici opache interne ed esterne trasforma le sostanze nocive consentendo un abbattimento dell’inquinamento atmosferico di circa 200 m3/m2 al giorno. Anche l’acqua riveste un ruolo fondamentale per ridurre il più possibile l’impatto ambientale. Quella piovana viene recuperata in una vasca di 450 m3 mentre quella proveniente da un pozzo artesiano a 24° C permette di mantenere un adeguato livello di umidità nelle serre.

QUALIFICA
Silvia Vimercati, autrice dell’articolo, è giornalista per Fondazione Promozione Acciaio.

CREDITS - AMPLIAMENTO ORTO BOTANICO DI PADOVA
Committente: Università degli Studi di Padova
Progetto architettonico: VS Associati - Giorgio Strapazzon
Coordinamento al progetto: VS Associati - Fabrizio Volpato
Team di progetto: Simoncello Associati, Sint Ingegneria, Stanton Williams, Andrea Spoldi
General contractor: Carron Spa
Costruttore Metallico: LMV Spa


A “Garden of Wonders” Made of Steel and Glass
The expansion of Botanical Garden in Padua has provided the use of glass in combination with steel. This allowed to visually lighten the overall impact of the intervention, enabling to integrate the new extension to the existing building while respecting time and budget.

The plan for expansion of the oldest Botanical Garden in the world stands in Padua is signed by VS Associates architectural study. The new steel and glass greenhouse had to confront with the important surrounding architectural context: the Basilica of Saint Anthony of Padua in the north and Santa Giustina in the south. The observance of these two monuments of great value became the mainstay point of the project. The use of glass in combination with steel allowed to visually lighten the overall impact of the intervention, enabling to integrate the new extension to the existing building while respecting time and budget. The project also maintained the urban void left by the Benedictine gardens to create visual unity even with Prato della Valle located in the west side.

Many structures in steel
The steel enlargement is presented as a volume of rectangular plan with a sloping roof, characterized by large windows hidden by dense vegetation. The new building, called “Garden of Wonders” since its construction, consists of five new greenhouses spread over one floor 100 meters long and 18 high, divided into parallel areas that recall the climatic regions of our planet. Elevated structures in the steel are constituted by columns HEA 280 to which are hooked HEA beams 140. On the latter are grafted the facade modules with the type of bolted joints. On prospectuses, thanks to an innovative plate mounting system, are not expected nor external profiles or through holes. In this case the exploitation of the technology allowed to obtain a visually level in perfectly coplanar glass along all the 100 meters in length, supported only by special brackets in galvanized steel. The cover is formed by reticular beams obtained with circular steel tubes with diameter 219.1 mm and L profiles welded to them. It is also made up of ETFE cushions that open interspersed with photovoltaic modules in laminated glass.

Reducing the environmental impact as much as possible
It is undeniable that the building is a high-tech exhibition center, both from the construction point of view, thanks to the co-existence of steel and glass, and for the exploitation of renewable resources: the complex, for the technologies of materials and installed equipment, in fact enjoys energy self-sufficiency. The building “skin” also behaves like a tree leaf: the photocatalytic coating of the inner and outer mat surfaces transforms the harmful substances enabling an air pollution abatement of about 200 m³ / m² per day.
Water also plays an important role in reducing the environmental impact as much as possible. Rainwater is recovered in a tank of 450 cubic meters while that coming from an artesian well at 24 °C allows to maintain an adequate level of humidity in greenhouses.

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