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Friday, 24 Novembre 2017
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Dalla crisi nascono le nuove idee

1. La staffa Speed Touch sviluppata da Teda. 1. La staffa Speed Touch sviluppata da Teda.

Nonostante la situazione di mercato non certo brillante e favorevole, Teda ha trasformato la crisi in un’opportunità per ascoltare i propri utenti e mettere a punto tre nuovi prodotti: il bloccaggio manuale “Speed Touch”; un bloccaggio matrici pneumatico su rialzo; e l’innovativo armadio portautensili poligonale “Polytool 8x5”.

di Claudia Radaelli

Maggio 2012

"Il mercato con il suo andamento altalenante e troppo spesso negativo ha messo a dura prova negli ultimi anni le aziende italiane, e Teda non fa certo eccezione. Ma di fronte a una situazione di crisi solo due strade sono possibili: cedere o considerare il momento poco favorevole in positivo, come uno stimolo al cambiamento e alla esplorazione di nuove vie prima non considerate. Noi lo abbiamo fatto e con orgoglio possiamo dire di aver sfruttato questo periodo per cercare, studiare e materializzare nuove idee. Prodotti di qualità utili e innovativi che presenteremo in anteprima mondiale alla fiera Lamiera di Bologna. Si tratta di tre novità, tre elementi qualitativamente eccellenti che oggi ci fanno dire: creatività versus crisi 3 a 0!” Con queste parole esordisce Federica Gianelli, marketing manager di Teda, azienda che sfrutterà quindi a pieno l’opportunità offerta dalla manifestazione fieristica bolognese per testare e tentare il mercato con tre nuove tipologie di prodotto: il bloccaggio manuale “Speed Touch” (Figura 1); un bloccaggio matrici pneumatico su rialzo; e l’innovativo armadio portautensili poligonale “Polytool 8x5”. Vediamoli nel dettaglio iniziando dal modello di bloccaggio “Speed Touch”.
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Guadagnare, con “poco”, maggior flessibilità e velocità di attrezzaggio
Il bloccaggio Speed Grip costituisce da anni una punta di diamante della produzione Teda, grazie alla possibilità di utilizzare utensili standard senza modificarli e inserendoli/estraendoli vantaggiosamente in modo frontale. Nelle versioni pneumatiche (Flex, Telescopico e STAR) o manuale, questo sistema garantisce sicurezza, praticità d’uso e risparmio nel tempo di attrezzaggio macchina fino all’80% rispetto ai sistemi di bloccaggio manuali tradizionali. “Oggi Teda, guardando in particolar modo all’utilizzatore finale e alla sua necessità di velocizzare i cambi utensili e renderli più facili e pratici con un investimento minimo e sfruttando a pieno l’attrezzatura già in suo possesso, presenta un’ulteriore evoluzione del sistema Speed Grip” spiega nuovamente Federica Gianelli. “Si tratta appunto dello Speed Touch, che si prefigge lo scopo di applicare il concetto Speed Grip manuale ma sostituendo unicamente la vecchia staffa anteriore e le relative scomode viti di bloccaggio. In questo modo, grazie a una semplice e facile operazione di installazione, l’utilizzatore potrà continuare a sfruttare il vecchio “corpo” del suo intermedio senza buttare via nulla ed evitando inutili sprechi. Sostituendo unicamente la staffa anteriore (Figura 2) potrà usufruire degli innumerevoli ed enormi vantaggi del sistema Speed Grip e guadagnare, con un investimento minimo, la maggior flessibilità, velocità di attrezzaggio e sicurezza possibile nella zona di lavoro della sua piegatrice”.
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La conformazione della zona di bloccaggio e del codolo di attacco
L’applicazione della staffa Speed Touch è possibile se sugli intermedi attualmente in uso sono rispettati, nella porzione inferiore, determinati parametri. L’altezza dell’intermedio e la sua forma di attacco alla pressa piegatrice non hanno invece nessuna influenza al fine del montaggio della staffa. Serve solo un pizzico di fortuna: quella di avere intermedi che presentino le quote indicate in Figura 3 (quote comuni alla maggior parte degli intermedi standard sul mercato). Una volta verificate queste quote, lo Speed Touch potrà essere applicato sulla piegatrice e rinnovare e ottimizzare la zona di lavoro rendendola sicura ed ergonomica e garantendo un risparmio nel tempo di attrezzaggio piuttosto importante. “Il sistema Speed Touch si rivolge alla tipologia di utensili modulari con lunghezza base 835+frazionamenti e codolo di attacco 13x30 con asse piega a 7.0 mm dal piano di appoggio (Figura 4)” precisa la signora Gianelli. “Accetta inoltre tutta una serie di varianti riferita a sistemi di cambio rapido automatico e non, con l’unica esigenza che sia presente la cava anticaduta frontale indicata nella versione “standard base” (Figura 5). Ciò permette di utilizzare anche utensili dedicati ad altri sistemi di bloccaggio eventualmente presenti in officina senza apportavi alcuna modifica. “Anche da questo punto di vista si applica dunque la regola dell’utilizzare tutto ciò che già è in possesso del cliente, senza sprechi e spese superflue”.
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Rendere veloce e sicuro il cambio utensili con un investimento minimo
Attualmente il cambio utensili manuale su una pressa piegatrice che utilizzi la tipologia di utensili standard richiede un tempo considerevole, poiché l’operazione include lo svitamento/avvitamento di una coppia di viti per ogni modulo di lunghezza 150 mm. Praticamente, su una pressa di lunghezza 3 m sono presenti mediamente 30 viti da allentare e riavvitare con un notevole spreco di tempo, a cui occorre aggiungere il tempo utilizzato per la manipolazione dei vari pezzi di utensili che normalmente vengono sfilati/infilati lateralmente alla piegatrice stessa. Schematizzando, l’operazione attuale è rappresentata in Figura 6.
“Consideriamo anche un aspetto che troppo spesso non viene menzionato - prosegue ancora Federica Gianelli -, ovvero la fatica fisica per l’operatore soprattutto quando la manipolazione riguarderà utensili di lunghezza 835 mm che dovranno essere sfilati per tutta la lunghezza della macchina movimentando così un grande peso per un periodo prolungato. Come velocizzare quindi l’operazione di cambio utensili, rendendola anche un’operazione totalmente sicura e che richieda il minimo sforzo possibile? Finora Teda ha risposto con i suoi sistemi di cambio rapido, unici in quanto a velocità, sicurezza e maneggevolezza. Ma tutti i modelli richiedevano, per poter offrire la totalità dei vantaggi a cui erano vocati, la sostituzione dell’intero intermedio. Sostituzione a volte non vantaggiosa, soprattutto per piegatrici già esistenti o su cui il cliente intende investire il minimo possibile. Ecco allora lo sviluppo e la creazione del sistema Speed Touch: il montaggio di queste staffe su intermedio esistente è un’operazione di assoluta semplicità” (Figura 7). “Terminata l’installazione, che richiede un fermo macchina praticamente nullo, lo Speed Touch va ad agire sull’utensile esattamente come gli altri sistemi di bloccaggio Speed Grip, ovvero con una enorme semplicità d’uso e un notevole risparmio di tempo e fatica. Evidenti i vantaggi a iniziare dal montaggio/smontaggio degli utensili frontale senza aggiunta di sforzi per l’operatore in quanto viene di fatto eliminata la necessità di sfilamento/infilamento laterale (Figura 8). Il bloccaggio avviene con sollevamento in battuta degli utensili agendo unicamente sulle leve ergonomiche di serraggio. Viene eliminato l’uso di attrezzature per lo svitamento/avvitamento delle viti di fissaggio, anche la leva di chiusura ergonomica garantisce una presa facile e sicura e una notevole resistenza all’usura grazie ai materiali di prima qualità e alla presenza di una squadretta temprata su cui fa fulcro il movimento di rotazione”.
                         
Bloccaggio matrici pneumatico su rialzo
Buona parte delle presse piegatrici attuali utilizza matrici di piegatura di lunghezza e altezza ridotta che consentono una notevole taglio dei costi d’acquisto. Ciò comporta però l’uso di supporti adattatori per poter raggiungere le altezze necessarie per un corretto utilizzo nelle operazioni di piegatura. Questi supporti si compongono di elementi modulari, facilmente manipolabili, con staffe idonee al bloccaggio dei vari settori di utensili in uso, e le operazioni di bloccaggio/sbloccaggio matrice avvengono tramite una serie di viti su cui l’operatore deve agire ogni qualvolta avviene il cambio dell’utensile di lavoro.
“Anche nell’ambito del bloccaggio matrice Teda è intervenuta nel corso degli anni per apportare velocità e praticità grazie ai suoi sistemi di cambio rapido pneumatici, disponibili finora in svariati modelli” spiega ancora la marketing manager dell’azienda. “Ma approfondendo sempre più lo studio del bloccaggio matrice, e proprio grazie alle conoscenze finora acquisite, si è oggi arrivati allo sviluppo di un nuovo sistema di bloccaggio pneumatico dedicato ai supporti con rialzo, un prodotto altamente innovativo e caratterizzato da diversi vantaggi”. Ma quali sono le caratteristiche di questo sistema? Vediamole assieme. I cilindri di bloccaggio pneumatico, ricavati direttamente nel corpo dei supporti, sono a forma di asola per ottenere un’elevata sezione di spinta distribuita su tutta la lunghezza della staffa a garanzia di un bloccaggio uniforme. Ogni cilindro agisce su una staffa tramite due bulloni, la cui testa è di forma sferica così da agevolare il movimento di rotazione della staffa stessa. Inoltre, i cilindri agiscono sotto l’asse dei bulloni sfruttando il rapporto di leva generato dalla posizione cilindro/viti/linea di bloccaggio e ottenendo cosi un’elevata forza di serraggio. La staffa di bloccaggio è dotata di tagli opportunamente sagomati che consentono elasticità alla staffa stessa a garanzia di un bloccaggio certo anche nel caso di montaggio contemporaneo di più matrici di lunghezza ridotta. L’unione pneumatica dei vari supporti avviene con innesti a scorrimento, autoallineanti e a completa scomparsa (Figura 9). Il montaggio dei supporti matrice sulla pressa è totalmente libero sia come quantità che come posizione sulla lunghezza della pressa stessa. Sono rispettate rigorosamente tutte le dimensioni dei corrispondenti supporti matrice manuali garantendone la totale intercambiabilità. Le due versioni attuali si riferiscono a matrici con base 14.0 mm (mod.21005) e matrici con base  60.0 mm (mod. 21006) (Figura 10). “Gli ingombri ridotti e la flessibilità che questi nuovi sistemi garantiscono alle piegatrici che utilizzano rialzi sono davvero notevoli ed è semplicissimo apprezzarli in pieno: si tratta semplicemente di sceglierli, applicarli e utilizzarli” afferma Federica Gianelli.

Armadio poligonale portautensili
Il nuovo magazzino portautensili poligonale PolyTool (Figura 11) è rivolto a tutte le macchine utensili che per il loro lavoro si avvalgono di una molteplicità di utensili di forma diversa, necessitando di un frequente cambio di attrezzature in base al lavoro da svolgere. Teda ha sviluppato e brevettato una tipologia di armadio che può essere fruttuosamente declinata all’uso per svariate famiglie di utensili, anche operanti in campi di lavorazione diversi tra loro come per esempio la punzonatura e la fresatura. “Dopo uno studio dei vari settori e delle lacune presenti sul mercato - spiega la signora Federica - nonché in seguito alla domanda degli utilizzatori preoccupati di dover preservare e prolungare al massimo la vita di costose attrezzature, abbiamo deciso di dedicare questo magazzino poligonale prima di tutto al settore delle punzonatrici per lamiera. La versione per utensili di altre tipologie di macchine utensili consisterà unicamente nella diversa forma costruttiva dei dischi di alloggiamento, e verrà sviluppata secondo richiesta”. Le punzonatrici a controllo numerico per la lavorazione della lamiera, per loro natura, sono macchine che utilizzano una notevole quantità di utensili per il loro lavoro, spesso molto delicati e sicuramente costosi. Ogni punzonatrice dispone di un magazzino utensili a bordo macchina che viene attrezzato secondo le necessità richieste dal pezzo da produrre, in modo da completare tutte le lavorazioni in ciclo automatico. Ciò richiede un nuovo allestimento della macchina a ogni variazione di prodotto. È quindi di notevole importanza che tutto il parco utensili sia disponibile e in prossimità della punzonatrice e, se possibile, di facile e comoda manovrabilità. Il magazzino PolyTool Teda per punzonatrice è caratterizzato da una forma poligonale che permette il massimo sfruttamento dello spazio, da una struttura monoblocco autoportante con canali inferiori di inserimento di forche transpallet per l’eventuale ricollocazione dello stesso senza necessità di svuotamento, da porta di accesso (Figura 12), in parte trasparente, per la chiusura protettiva e da dischi poligonali di contenimento punzoni e matrici (Figura 13), opportunamente sagomati per lo sfruttamento totale dell’area utile. I dischi sono configurabili secondo necessità e in base alla tipologia di punzonatrice dell’utilizzatore, e grazie agli alloggiamenti tutti facilmente raggiungibili sono sempre a portata di mano e al riparo da possibili danneggiamenti compresi quelli causati da polvere e sporcizia. Altre caratteristiche costruttive del magazzino sono: albero centrale di sostegno con alloggiamento di cuscinetti reggispinta su cui scorrono i singoli dischi poligonali; possibilità di riposizionamento dei dischi stessi secondo le esigenze operative; eventuali sostituzioni dei dischi conseguente a nuove e diverse necessità. “Avvalersi di un armadio PolyTool by Teda - conclude Federica Gianelli - significherà quindi risparmio nei tempi di attrezzaggio macchina, maneggevolezza e preservazione di materiale produttivo delicato e costoso”.

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