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Sunday, 20 Agosto 2017
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Un segno meno che non preoccupa, anzi …

Dalle statistiche mondiali 2016 di IFR (International Federation of Robotics) che censiscono le vendite e la popolazione mondiale dei robot nel 2015 (World Robotics, Industrial Robots 2016, IFR Statistical Department) e sono oggi i dati globali più aggiornati, emerge un quadro molto positivo del settore che dopo aver ampiamente superato la crisi finanziaria del 2008/2009 mostra un nuovo vigore in un mercato che prima della crisi sembrava aver già raggiunto una sostanziale maturità. Nel 2015 le vendite di robot nel mondo sono aumentate del 15% raggiungendo le 253.748 unità, di gran lunga il più alto livello mai registrato in un anno. Questo aumento è particolarmente significativo in quanto avviene dopo il 2014, anno che aveva già registrato un aumento del 24% con una crescita fra le più alte da sempre.

Antropomorfi: la General Industry compensa il calo dell’auto
Nel quadro positivo della Robotica Mondiale, si inserisce quello altrettanto positivo del mercato italiano dei robot che, se pur in lieve calo rispetto al 2015, mantiene ben salda la quota di robot antropomorfi oltre le 5.000 unità vendute nel nostro Paese. Ma scendiamo un po’ più nel dettaglio grazie ai dati raccolti dal Comitato Statistiche di SIRI, elaborati dal Centro Studi di UCIMU - SISTEMI per PRODURRE e prenotati in occasione di fiera Lamiera a Milano. Secondo questi dati il numero di robot antropomorfi venduti in Italia nel 2016 è stato di 5.138 unità contro le 5.279 del 2015, pari a una riduzione del 2,7%. Una percentuale che nonostante il segno meno non preoccupa poiché il numero complessivo dichiarato dalle 12 aziende rispondenti all’indagine resta ben oltre la suddetta soglia dei 5.000 robot venduti che nel 2015 era stata festeggiata come record assoluto essendo stata superata per la prima volta. La differenza è infatti per lo più attribuibile al comparto automotive che ha richiesto un numero inferiore di robot non essendoci evidentemente stati nel corso dell’anno nuovi progetti di auto e conseguentemente nuovi grossi investimenti. Il numero complessivo di antropomorfi destinati all’auto è quindi sceso da 1.672 unità a soli 894 robot comprendenti questi sia quelli venduti direttamente dai costruttori che quelli tramite integratori ai produttori di auto e ai Tier1 e Tier2. Al settore auto deficitario ha fatto però da contraltare la cosiddetta General Industry che vede numeri in crescita rispetto al 2015 sia nel caso dei robot venduti direttamente dai costruttori (ben 861) che di quelli commercializzati da terzi che hanno raggiunto quota 3.383 unità per un totale di 4.244 robot antropomorfi. Dal punto di vista applicativo, a farla da padrone è il cosiddetto Material Handling con 2.688 robot cui si aggiungono le 470 unità impiegate nel campo della pallettizzazione. 572 i robot impegnati nell’asservimento alle macchine utensili mentre sono stati 550 i robot destinati a un’altra pietra miliare applicativa della robotica industriale ovvero la saldatura ma con due dati contrastanti fra loro. I processi di saldatura ad arco, più tipici della General Industry hanno infatti visto crescere il numero di robot impegnati passati dai 345 del 2015 ai 433 del 2016 con un incremento del 25,5% mentre per i robot impiegati per la saldatura a punti o spot welding, leggi automotive, le vendite sono scese da 709 robot a sole 117 unità vendute per questa applicazione, il che conferma il calo avuto nel settore auto.

Scara: numeri bassi ma in continua crescita
I robot SCARA sono l’altra tipologia di robot tradizionalmente monitorati dal Comitato Statistiche di SIRI che però quest’anno ha per la prima volta introdotto anche i dati di vendita dei robot a cinematica parallela (96 unità vendute in Italia nel 2016) e soprattutto i cobot, meglio conosciuti come robot collaborativi le cui 122 unità commercializzate lo scorso anno testimoniano la discreta vivacità di un segmento che negli anni a venire conoscerà con ogni provabilità una crescita costante. Tornando a parlare degli SCARA, anche in questo caso i numeri sono confortanti in quanto, pur essendo ben più contenuti di quelli relativi agli antropomorfi, sono in continua crescita essendo passati dai 448 robot del 2015 (valore già in crescita ad allora) agli attuali 594 SCARA che per loro natura sono stati soprattutto impegnati in applicazioni di montaggio (350 unità) e asservimento alle macchine utensili (228 robot) seguiti, a molta distanza, da 15 applicazioni nel campo della sbavatura robotizzata.

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