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Saturday, 16 Dicembre 2017
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Dal 2016, costruttori di presse piegatrici made in Italy a km 0

R.P.C., nome noto agli addetti ai lavori soprattutto per il suo servizio di revisione sulle macchine Schiavi e Mecos, ha fatto il suo ingresso ufficiale nel mondo dei costruttori di presse piegatrici con tecnologia ibrida, presentando alla scorsa edizione di Lamiera a Bologna la serie Reactiva (accolta più che favorevolmente dal mercato). A Lamiera di quest’anno, oltre alla linea Reactiva R.P.C. presenta anche le presse piegatrici elettriche della serie Cone della finlandese Coastone, azienda di cui R.P.C ha acquisito quest’anno la rappresentanza.

di Laura Alberelli

Maggio 2017

La piacentina R.P.C. (acronimo di Revisione Piegatrici Cesoie) rappresenta un piccolo “miracolo italiano” che merita di essere raccontato per almeno tre motivi. Il primo: nel 2008 (non un anno a caso, ma l’annus horribilis che ha travolto il sistema finanziario mondiale), 8 tecnici con un’esperienza pluriennale maturata in Schiavi e Mecos, decidono di sfidare la crisi dando vita a una nuova realtà imprenditoriale. Nasce così la società R.P.C., il cui core business è - inizialmente - la revisione di piegatrici e cesoie. Il secondo motivo che rende R.P.C. un caso degno di nota è che i soci fondatori, grazie alla conoscenza approfondita delle macchine Schiavi e Mecos e - più in generale - all’esperienza affinata nel tempo nello svolgimento della loro attività, due anni fa decidono di sviluppare una propria linea di presse piegatrici denominata Reactiva, presentata ufficialmente a Lamiera 2016. La produzione di presse piegatrici prosegue in parallelo con quella di revisione di piegatrici e cesoie. Terzo motivo da segnalare è che la linea di presse piegatrici Reactiva viene accolta moto favorevolmente dal mercato, tanto che in un solo anno la società riesce a venderne ben 20 modelli. Un risultato degno di nota e ancora più rimarchevole se si pensa che si sta parlando di un’azienda di piccole dimensioni e con una unica linea di prodotto. “Il riscontro positivo del mercato è stata una grossa e piacevolissima sorpresa”, ricorda Massimo Losi, Legale rappresentante, Amministratore Delegato di R.P.C. oltre che co-titolare dell’azienda insieme con gli altri soci fondatori. “Se da una parte questo risultato, davvero inaspettato, è stato per noi motivo di grande soddisfazione, dall’altra ci ha messo inizialmente in difficoltà perché non eravamo pronti a far fronte a una domanda così elevata. Nel giro di un anno, però, siamo riusciti ad affinare i nostri processi produttivi e a portare la nostra capacità produttiva a circa 20 -30 macchine all’anno”. Diventare costruttori di presse con alle spalle un passato di revisione di macchine: si tratta di coraggio oppure di incoscienza? “Difficile a dirsi. Il fatto che in Italia un’azienda piccola come la nostra si trovi a dover competere con realtà “gigantesche”, fatte di grandi numeri e di un’offerta davvero ampia e diversificata, ti fa venire più di un dubbio”, ammette Losi. “L’Imprenditore con la “I” maiuscola deve però avere la giusta dose di coraggio, mista a follia e lungimiranza. Io però sono convinto di una cosa: con numeri bassi, equiparabili a quelli di un artigiano, è possibile lavorare e vivere con tranquillità. Le multinazionali che devono invece gestire strutture imponenti che costringono a fare i “grandi” numeri ogni anno hanno una gestione molto più complessa e onerosa della nostra. La dimensione ridotta di R.P.C. ci permette di lavorare bene, divertendoci anche, malgrado tutti i pensieri e le responsabilità che un lavoro come il nostro comporta”.

I tanti vantaggi della tecnologia ibrida
La linea Reactiva nasce dunque sull’onda dell’esperienza maturata dai soci titolari di R.P.C. nello svolgimento della loro attività di revisione, una serie di macchine che Massimo Losi definisce come “presse piegatrici a km zero”. “Questa linea di macchine è stata progettata e costruita interamente in Italia nel nuovo stabilimento di Piacenza, avvalendosi nella maggior parte di fornitori dell’indotto piacentino forti dell’esperienza che hanno acquisito negli anni passati quando la produzione delle machine utensili era il core business della zona. Una conoscenza totale del prodotto ci permette di garantire un servizio di assistenza tecnica veloce e personalizzato, oltre che assicurare un efficiente supporto post-vendita. A contraddistinguere la nostra macchina sul mercato è inoltre il sistema ibrido integrato, composto da un generatore di spinta e da un innovativo sistema elettro-idraulico ibrido per il comando e la movimentazione degli assi Y1 e Y2. Il generatore di spinta elettro-idraulico HPA si basa su un asse elettrico dotato di frizione idraulica (che combina così le due tecniche tradizionali), ed è dotato di un motore elettrico brushless in grado di fornire elevate forze e alte velocità di spostamento. Reactiva è una macchina ibrida, che si allontana dal discorso dell’idraulica tradizionale in quanto sono i motori brushless a gestire il flusso e la portata dell’olio, e quindi la velocità e la pressione. Rispetto all’idraulica tradizionale, il sistema ibrido garantisce innegabili vantaggi. Per cominciare, il ridotto impatto ambientale: oltre a usare solo il 10% di olio rispetto al totale del consumo di una macchina tradizionale, le nostre presse piegatrici sono in grado di ridurre in maniera importante l’assorbimento elettrico. In una macchina tradizionale si usano potenze molto elevate per i motori trifase, ma soprattutto quando la macchina è ferma continua ad assorbire energia perché il motore continua a girare e la pompa manda in scarico l’olio. Con le nostre presse piegatrici ibride, invece, le macchine consumano solo quando sono realmente in attività. Altro vantaggio importante legato all’uso delle presse piegatrici serie Reactiva è il fatto che – adottando una tecnologia ibrida - non hanno riscaldamento dell’olio. Su una macchina tradizionale molte volte è necessario inserire degli scambiatori di calore, perché l’olio può raggiungere anche i 70-80°, finendo così per danneggiare guarnizioni e valvole. La macchina ibrida non scalda in quanto non ci sono strozzature d’olio come invece avviene nelle macchine tradizionali. Ennesimo aspetto da non sottovalutare è il rumore. A livello acustico, le nostre presse piegatrici hanno un impatto davvero molto basso”.

Come risolvere il problema della bombatura
Se le piegatrici elettriche sono notoriamente affidabili, in termini di precisione cosa è possibile aspettarsi da un sistema ibrido? “La serie Reactiva è precisissima, perché l’asse Y (ovvero il tavolo) è un asse elettrico che viene gestito dai motori brushless (nel nostro caso, abbiamo scelto di utilizzare motori Mitsubishi, di classe super con garanzia tre anni). Sono i motori e gli azionamenti che gestiscono il posizionamento dei cilindri sul punto di piega, scegliendo di adottare righe ottiche millesimali. Questo è il motivo per cui sulle nostre presse è possibile raggiungere una precisione assoluta”, conferma Massimo Losi. “Massima sicurezza viene anche garantita dalla presenza di fotocellule di nuova generazione, che uniscono sicurezza a tempi ciclo ridotti e sono gestite da un apposito PLC che controlla in tempo reale la fase di movimento del tavolo”. Sulle presse Reactiva, in che modo è possibile compensare i classici problemi di bombatura? “Utilizziamo il sistema meccanico automatico MFA (Mechanical Flex Automatic), sviluppato  dal nostro Ufficio Tecnico in collaborazione con alcuni studi di consulenza esterni e attualmente in fase di brevetto. Benché esistano diversi tipi di compensazioni gestite dal controllo numerico, si tratta comunque di compensazioni empiriche. Una compensazione di tipo meccanico invece avviene tenendo conto della lamiera e della forza utilizzata per la sua piegatura. In base all’esperienza maturata, spesso capita che la piegatura dell’angolo sia perfetta ma che si formi un arco che si traduce in una “schiena d’asino”. Sulla nostre presse piegatrici siamo riusciti a perfezionare il concetto, ovviando a tale inconveniente. Abbiamo così realizzato dei cilindri che si estendono lungo il tavolo, tipo sandwich, in grado di assicurare una certa rigidità nella parte centrale. Allo stesso tempo, questi cilindri a spine elastiche sono in grado di assorbire le tensioni generate dalle flessioni. Utilizzando il sistema MFA, le presse piegatrici Reactiva ci permettono di piegare in maniera eccellente, garantendo massima precisione anche lavorando a stazioni, senza però incorrere nel problema della “schiena d’asino”. Le nostre presse sono versatili, in grado di piegare su tutta la lunghezza ma anche a stazioni, che è poi la modalità operativa più utilizzata. Giusto per fare un esempio: abbiamo recentemente venduto delle macchine da 150 t con una lunghezza di 4 m a clienti che anziché lavorare l’intera lunghezza hanno scelto di montare quattro stazioni diverse. Altro aspetto da non sottovalutare è che il sistema MFA, essendo di tipo meccanico, ha un costo molto più concorrenziale rispetto una soluzione equivalente ma dalla tecnologia più complessa, e quindi più onerosa, che fa sensibilmente salire il costo di investimento della macchina. Da un punto di vista dei prezzi, le nostre presse piegatrici a tecnologia ibrida si avvicinano molto alle macchine tradizionali ma con tutti i plus che una pressa piegatrice come la nostra è in grado di assicurare”.

Elevato grado di personalizzazione
Dando una scorsa al catalogo, scopriamo che la serie Reactiva è disponibile in due varianti: HPA (sette modelli con potenza 50, 80, 100, 150, 200 t e lunghezze di 2, 2,5, 3, 4 m) e SHPA (cinque varianti con potenza 250 e 300 t e con lunghezze di 3 e 4 m). Le macchine sono equipaggiate con il riscontro posteriore MPA, che prevede 7 assi con guide e pattini a ricircolo di sfere, movimenti a cremagliera, corse asse R 200 mm, corsa X 600 mm e corsa asse X relativo +20/-50 mm. A governare le presse, è un controllo numerico di ultima generazione che offre un’interfaccia operatore semplice e curata. La navigazione touch screen è intuitiva e diretta. Il CNC è disponibile in versione 3D e 2D e con monitor da 17 e 22 pollici. La scheda di rete integrata è in grado di gestire i programmi di lavoro oltre che garantire un servizio di teleassistenza. “Anche se abbiamo sviluppato una gamma standard di macchine, abbiamo tutte le competenze necessarie per sviluppare soluzioni personalizzate in base alle richieste del cliente. Una personalizzazione non solo da un punto di vista tecnico, ma anche estetico. Ci è capitato, infatti, di realizzare le nostre presse piegatrici con i colori sociali delle società committenti. Nel nostro lavoro siamo artigiani, ma questo non vuol dire che le cose non siano fatte con la professionalità, la specializzazione e la serietà di un costruttore dai grandi numeri”. In piegatura, uno dei più grossi problemi da gestire è il riattrezzaggio. Considerata l’elevata propensione alla personalizzazione, R.P.C. ha forse realizzato una soluzione speciale? “No, ma per un motivo ben preciso: preferiamo che sia il costruttore specializzato in questo campo a realizzarla per noi. Obiettivo di R.P.C. è quello di specializzarsi nel settore piegatura: non chiedeteci altro. Tornando al discorso attrezzaggio, R.P.C. ascolta quelle che sono le esigenze del cliente e sulla base di queste forniamo la macchina attrezzata con la soluzione richiesta”.

Assistenza tempestiva e in loco
Le presse piegatrici R.P.C. si collocano tra le macchine di fascia media ma dalle alte prestazioni, come puntualizza Massimo Losi: “Se un cliente sceglie la serie Reactiva sa di poter contare su macchine performanti, economiche e a basso impatto ambientale. Inoltre producendo internamente le nostre macchine riusciamo ad avere una padronanza completa del post vendita. Il service diventa quindi una “pedina” molto importante da giocare che rappresenta un valore aggiunto per l’azienda (sul mercato, R.P.C. è sopratutto nota per il suo servizio di assistenza, garantito da una squadra di 15 persone capaci di assicurare interventi tempestivi e in loco). In linea con questo principio è imminente l’apertura di una filiale nelle Marche adibita a show room e magazzino ricambi. Noi nasciamo da lì, dall’assistenza, che prestavamo in passato per conto di società come Schiavi. Quando decidemmo di costituire la R.P.C., nel 2008, l’idea di base era quella di offrire un servizio di assistenza sulle macchine Schiavi in collaborazione con la stessa società costruttrice. La nostra idea era dunque quella di realizzare un usato garantito dalla casa madre. Con il tempo, però, le cose hanno preso una piega diversa e oggi eccoci qua”. Chi si rivolge a R.P.C. lo fa perché necessita di un servizio di assistenza tecnica e revisione su piegatrici e cesoie e in particolar modo su macchine macchine Schiavi e Mecos, oppure per investire nella loro nuova serie di presse piegatrici con tecnologia ibrida Reactiva o da quest’anno per acquistare una pressa piegatrice elettrica serie Cone della finlandese Coastone, dal 2017 rappresentata da R.P.C. Conclude Massimo Losi: “Stringendo una partnership con la finlandese Coastone, abbiamo deciso di ampliare la nostra offerta di macchine. Abbiamo così scelto di affiancare le nostre presse piegatrici con tecnologia ibrida alle loro presse elettriche. Della Coastone serie Cone importiamo solo fino alla grandezza G20 fino a 2 m. Si tratta di macchine semplici, affidabili e dai costi molto competitivi. Trattandosi di presse elettriche, sono in grado di assicurare elevata precisione e in linea con la normativa in vigore. Le presse piegatrici Reactiva così come le presse Cone saranno presentate ufficialmente in occasione di Lamiera a Milano”.

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