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Thursday, 17 Agosto 2017
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E dopo la pannellatrice vennero le piegatrici adattative

L’officina di Carpenteria Consolandi - contoterzista bergamasco che collabora con aziende operanti nei più diversi ambiti produttivi - ha un parco macchine tecnologicamente all’avanguardia, in grado di soddisfare le più specifiche esigenze provenienti dai clienti. Di tutte le macchine installate, i sistemi Salvagnini rappresentano la compagine più numerosa, composta da una pannellatrice P4-3216, da tre presse piegatrici B3 ATA Kinetic (una 170/3000 e due 220/4250) e da un sistema di taglio laser in fibra L5.

di Laura Alberelli

Maggio 2017

La storia della Carpenteria Consolandi, fondata circa 37 anni da Dario Consolandi, è piuttosto curiosa. Di solito, chi intraprende un’attività così specialistica come quella di lavorare la lamiera, lo fa perché ha alle spalle un background di anni maturato sul campo. Per la Consolandi non è stato così, come ci spiega il titolare della società che ha sede ad Antegnate, in provincia di Bergamo: “Finiti gli studi, non trovando occupazione, mio fratello e io abbiamo deciso di inventarci un’attività tutta nostra. Abbiamo cominciato realizzando gabbie per l’avicoltura (più precisamente, per l’allevamento di conigli) e solo in un secondo momento siamo diventati una carpenteria leggera. La nostra fortuna è stata aver la possibilità di lavorare con clienti che da subito hanno creduto in noi. Aver ricevuto commesse sempre più importanti ci ha permesso di crescere professionalmente, permettendoci di accumulare quelle conoscenze necessarie a qualificarci e a distinguerci sul mercato”. Oggi Consolandi è un terzista puro, che conta un organico di circa 60 persone (un numero davvero importante per una carpenteria leggera). “Per nostra fortuna, il lavoro non manca”, sottolinea Consolandi. “Il problema vero è che tutti lo esigono in tempi sempre più brevi, di qualità e a costi molto contenuti. Questo è ciò che chiede il mercato, e chi lavora nel nostro settore lo sa bene. Detto questo, se mi chiede se sia meglio la quantità o la qualità, io rispondo sempre la qualità. È piuttosto semplice trovare qualcuno capace di garantire la quantità, mentre la qualità è molto più difficile da assicurare. Senza ombra di smentita, la qualità è la cifra che ci contraddistingue da sempre”.

Contoterzista puro con una specializzazione a 360°
Carpenteria Consolandi è un terzista con una specializzazione a 360°: i suoi clienti lavorano, infatti, per i settori più diversi. “Sono numerosi i mercati a cui ci rivolgiamo. Ne cito giusto uno, a titolo di esempio: realizziamo carpenterie per un’importante azienda operante nel campo aeroportuale. Per questa società, produciamo le strutture dei canopi, ovvero le piattaforme dove si appoggiano i bagagli presenti in tutte le postazioni check-in degli aeroporti”. Nel corso degli anni, Carpenteria Consolandi ha sempre investito in tecnologia allo stato dell’arte, scegliendo le soluzioni più in linea con le esigenze produttive dei propri clienti. Diverse le macchine installate appartenenti a differenti case produttrici. A fare però la parte del “leone” è Salvagnini, che in azienda è presente con tre tipologie distinte di macchine: una pannellatrice P4, tre presse piegatrici B3 Kinetic ATA e il sistema per il taglio laser in fibra L5. “La pannellatrice P4-3216 è stata la prima macchina Salvagnini a essere introdotta in azienda”, ricorda il titolare. “L’abbiamo scelta in quanto in grado di soddisfare le richieste di un nostro cliente molto importante - un grosso gruppo italiano che lavora nel campo del retail - per il quale realizziamo ogni mese piccoli lotti in tempi brevi. Dovendo realizzare piccoli lotti e con tempistiche molto brevi, la pannellatrice Salvagnini ci è sembrata la macchina più in linea per soddisfare entrambe le esigenze.

Una scelta che premia le alte prestazioni in piegatura
Dopo la pannellatrice, abbiamo deciso di puntare ancora su Salvagnini investendo questa volta su una pressa piegatrice B3-ATA Kinetic B3-170/3000. Oltre alle alte prestazioni e alla precisione garantite dalla macchina, abbiamo scelto questa piegatrice per il suo cambio utensile (ATA - Automatic Tool Adjustment), che si ispira molto al concetto adottato sul premilamiera delle pannellatrici e per la presenza di una matrice variabile, che per noi rappresenta un elemento davvero importante”. Al suo lancio nel mercato fu definita come una pressa piegatrice rivoluzionaria e il successo che è seguito l’ha in parte confermato. Oggi la presso piega B3 ATA è, infatti, una soluzione vincente, affidabile e allineata con i dettami del modello di smart manufacturing e di fabbrica digitale. B3 ATA è ormai anch’essa dotata di numerosi automatismi che la rendono totalmente auto adattativa e autonoma nel suo funzionamento così come previsto dal concetto Salvagnini di Industria 4.0. Questa piegatrice si basa su alcuni concetti fondamentali: è innanzitutto una macchina “Kinetica” essendo ad azionamento completamente elettrico e quindi caratterizzata da consumi decisamente bassi e, di conseguenza, da costi di impiego minimi. B3 ATA è poi una presso piega 4.0 predisposta a una completa connessione con il sistema produttivo che la circonda, ma anche al di fuori dell’azienda: è per esempio monitorabile in maniera remota dal proprio smartphone. Ricordiamo, infatti, che il dispositivo ATA, acronimo di Automatic Tool Adjuster permette di cambiare e regolare in automatico la lunghezza dell’utensile superiore recuperando tempi e di conseguenza efficienza produttiva nel caso della piegatura di lotti unitari o di pezzi parametrici. Praticamente in tempo mascherato, setta in automatico la lunghezza del pacchetto utensili e la larghezza della cava a “V” variabile. La predisposizione a essere inserita e contestualizzata in un sistema produttivo che lavora one piece flow è un’altra caratteristica costruttiva fondamentale per questa moderna pressa piegatrice B3 ATA che oggi può contare anche sul valido contributo del nuovo software dedicato OptiPress. Ricevendo una lista di produzione, questo è in grado di aiutare l’operatore a capire qual è la sequenza più opportuna per quella produzione. Tutto ciò significa raddoppiare l’efficienza della pressa piegatrice, più che duplicando, al tempo stesso, l’indice di rotazione dei codici per turno. In quest’ottica, la B3 ATA è anche una macchina che in Salvagnini considerano Ready, in altre parole sempre pronta a lavorare qualunque materiale di qualsiasi spessore senza dover essere regolata dall’uomo per processarlo. Deve essere in grado di adattarsi alla produzione, sia qualora venga richiesto un pezzo diverso dall’altro, sia che debba realizzare lotti produttivi più cospicui. “La macchina è sempre pronta a produrre quello che serve, quando occorre, a prescindere dalle condizioni esterne; questo è il risultato di un mix di tecnologie adottate per questa presso piega” racconta Sergio Parmigiani di Salvagnini Italia: “La macchina è capace di misurare le sue deformazioni in tempo reale e di adeguarsi di conseguenza, nonché di misurare e riconoscere la lamiera durante la piega per regolarsi in ciclo, tutto ciò abbinato a una precisione di piega molto elevata”. A raggiungere elevati livelli di precisione e ripetibilità contribuiscono infatti il sistema di misurazione dell’angolo AMS (Angle Measurement System) e il cosiddetto sistema CrowingS. Il primo permette di portare la piega all’angolo corretto, il secondo di mantenere tale angolo per tutta la lunghezza di piega.

La scelta premia anche il Made in Italy
La collaborazione tra Carpenteria Consolandi e Salvagnini si è ulteriormente consolidata con l’acquisto del sistema laser in fibra L5 dotato di un elevato livello di automatizzazione, dispositivo per lo scarico del pezzo singolo compreso. “La lunga esperienza di Salvagnini nella produzione di sistemi laser in CO2 e quella ormai maturata nell’ambito del fibra sono state motivazioni sufficienti a convincerci a investire su un loro sistema”, spiega Dario Consolandi. “La scelta di un sistema laser in fibra L5 è motivata dal ridotto spessore da tagliare: l’80% della nostra produzione, ha infatti uno spessore massimo di 2 mm (anche in presenza di strutture di una certa importanza)”. Parlando con Dario Consolandi, abbiamo inoltre scoperto che la scelta di Salvagnini va però oltre il discorso prestazionale dei sistemi stessi. “Abbiamo preferito Salvagnini rispetto ad altri costruttori anche perché si tratta di un’azienda italiana. Mi ricordo ancora la prima volta che ho visitato il loro stabilimento (mi ero recato da loro per valutare la possibilità di investire in una pressa piegatrice, anche se i tempi non erano ancora maturi...). Oltre a rimanere favorevolmente impressionato dalle prestazioni della piegatrice, ricordo il mio grande stupore nel leggere una scritta affissa in uno dei reparti produttivi visitati durante il mio tour dell’azienda. In estrema sintesi, era riportato il numero di giorni trascorsi dall’ultima volta in cui si erano verificati incidenti sul lavoro o assenze in reparto. Poiché la cifra era davvero elevata, ho subito capito quanto i dipendenti di Salvagnini tenessero all’azienda per cui lavoravano e questo, per me, è indice di grande serietà e responsabilità”.

Una piattaforma per agevolare la programmazione e non solo
Se le macchine Salvagnini rappresentano il gruppo più numeroso, in officina troviamo anche altri sistemi produttivi di altri costruttori. Per cercare di far colloquiare tra loro i diversi linguaggi macchinea, Carpenteria Consolandi ha deciso di utilizzare la piattaforma software della SigmaTek. “Oltre alla programmazione (attività svolta in azienda da otto persone), la piattaforma include anche altri tipi di software applicativi: gestionale, gestione ordini, gestione giacenze in magazzino, ... Con questa piattaforma, quindi, i nostri programmatori non solo sono in grado di colloquiare in simultanea tra loro, ma nel momento stesso in cui arrivano gli ordini possono visualizzare le giacenze in magazzino e - in caso di mancanze - stilare in tempo reale le distinte di approvvigionamento. Occorrerà del tempo prima di utilizzare la piattaforma al meglio (oggi sfruttiamo forse il 50% delle sue potenzialità), ma siamo già piuttosto soddisfatti dei risultati conseguiti sin qui (e potrà solo migliorare). Siamo convinti che questa piattaforma rappresenti una grande risorsa per i nostri dipendenti, che possono in questo modo semplificare la gestione dei diversi processi produttivi. Oltre a imparare a utilizzare la piattaforma SigmaTek, al lavoratore chiediamo di modificare il suo modo di intendere il lavoro cambiando la propria mentalità. Mi sento di dire che, da questo punto di vista, la nostra azienda è assolutamente in linea con quella che è la filosofia di Industria 4.0”.

Pannellatrice o pressa piegatrice?
Consolandi riflette ad alta voce sulla linea di taglio installata in azienda: “nella nostra linea, il foglio viene messo in macchina, caricato e scaricato con il cartesiano sul pezzo singolo per poi essere portato sulla pannellatrice piuttosto che sulla piegatrice già attrezzata per piegare il particolare. In questo modo, evitiamo i tempi morti che si verificavano in passato. Di fatto, quello che non riesce a fare la pannellatrice per dimensioni di ingombro dovrebbe essere laserato, quindi pannellato e magari gli ultimi colpi fatti sulla pressa piegatrice. Rispetto al tipo di lavorazione da eseguire, siamo noi a decidere di volta in volta il tipo di macchine da utilizzare. Generalmente, la nostra prima scelta resta la pannellatrice. Se i pezzi da produrre presentano però dei limiti, vanno destinati alla pressa piegatrice. Non sarebbe giusto mettere a confronto le due macchine. Diciamo che le pieghe normali vengono eseguite con le presse piegatrici, mentre per realizzare curve o particolari raggiati la pannellatrice è, a mio avviso, il sistema produttivo più adatto”. Oggi in Carpenteria Consolandi sono installate tre presse piegatrici B3 ATA Salvagnini, alla 170/300 sono infatti seguite più recentemente due 220/4250 e le ragioni sono presto detto. A livello di tempistiche di attrezzaggio, queste macchine hanno infatti contribuito a velocizzare in maniera importante il settaggio delle macchine. “Solitamente, con un’attrezzatura pneumatica erano necessari almeno 10 - 15 minuti. Con la piegatrice B3-ATA Kinetic, tutto avviene in automatico e in tempo mascherato. Quando i pezzi arrivano alla piegatrice, la macchina è dunque già settata” precisa Consolandi.

Cella robotizzata per saldare particolari in alluminio
Pensando alle tre tecnologie Salvagnini installate in azienda (pannellatura, piegatura e laser), qual è quella decisiva che ha consentito a Carpenteria Consolandi di rivoluzionare il proprio ciclo produttivo? “Non posso dire che c’è una tecnologia che prevale sull’altra”, risponde con onestà il titolare. “Siamo contoterzisti e la nostra produzione non è di serie ma è limitata agli articoli che ci vengono commissionati con le scadenze più diverse. Se mi riesce difficile “promuovere” una tecnologia rispetto a un’altra, posso però dire che tutte ci hanno aiutato a fare quel “qualcosa in più”, oltre ad aver facilitato il lavoro al nostro ufficio tecnico”. Visitando l’officina, abbia notato la presenza di alcune celle robotizzate per la saldatura di prodotti alluminio. “Oltre a fornire carpenterie complete, forniamo anche un servizio di saldatura”, spiega Consolandi. “Su queste celle, per esempio, ci occupiamo della saldatura TIG dei radiatori per la Modin, multinazionale americana con sette stabilimenti in Europa. Inizialmente la saldatura veniva fatta a mano (le lascio immaginare che cosa volesse dire saldare a TIG 25.000 radiatori ogni anno, con sette - otto persone dedicate esclusivamente a questo compito). Una volta capito che la collaborazione con Modin era destinata a durare nel tempo, abbiamo chiesto al cliente se non avesse nulla in contrario a realizzare la saldatura in maniera automatica anziché manuale. Ricevuto il suo benestare a procedere, abbiamo investito nel nostro primo robot. Da quel momento, la saldatura dei radiatori ad aria Modin avviene in maniera robotizzata. Lo stesso servizio lo forniamo anche alla società Idac, anch’essa specializzata nella produzione di radiatori in alluminio. Anche in questa specifica applicazione, le macchine Salvagnini ci hanno dato un contributo importante. Più precisamente, le macchine ci aiutano a realizzare le maschere che servono poi per la saldatura. In questo caso, svolgono un’attività a supporto della cella”.

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