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Tuesday, 17 Ottobre 2017
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Una tecnologia consolidata, ma con ancora così tanto da dire

Dalle opinioni e dai commenti raccolti in occasione del convegno-mostra “TA-GLIO laser, un TANDEM tra sistemisti e utilizzatori”, PubliTec (organizzatrice dell’evento insieme a SITEC-Laboratorio per le Applicazioni Laser del Politecnico di Milano) è riuscita nel suo intento di fornire una chiave di lettura delle innovazioni più recenti del settore. Il parere degli intervistati è unanime: eventi come questo sono necessari per capire a che punto è arrivata la tecnologia del taglio laser e quali sono i margini di crescita per il futuro.


di Laura Alberelli

Aprile 2017

Quasi duecento sono le persone che hanno preso parte al convegno-mostra “TA-GLIO laser, un TANDEM tra sistemisti e utilizzatori”, evento organizzato da PubliTec e SITEC-Laboratorio per le Applicazioni Laser del Politecnico di Milano tenutosi lo scorso 28 febbraio presso il Politecnico di Milano. La qualità degli interventi e le tematiche affrontate nel corso della giornata hanno saputo catturare l’attenzione dei presenti e tenuto vivo l’interesse di una platea numerosa che si è mantenuta tale nell’arco dell’intera giornata.

Una diffusa soddisfazione
Parole di soddisfazione sono state espresse sia dal pubblico che dai relatori del convegno, che ha visto alternarsi sul podio produttori di sistemi laser tra i più noti a livello mondiale ad aziende utilizzatrici. Il parere degli intervistati è stato unanime: eventi di questo tipo sono oltremodo necessari per capire a che punto è arrivata la tecnologia del taglio laser e quali sono i margini di crescita per il futuro. Secondo Pierandrea Bello di Salvagnini “il confronto è sempre interessante, specie in convegni come questo in cui la presenza di produttori e utilizzatori di impianti offre punti di vista differenti, da non dare assolutamente per scontati”. Per Stefano Cattaneo di IPG Photonics “eventi come quello organizzato da PubliTec sono importanti per conoscere e per diffondere la tecnologia laser. Il fatto che oggi ci siano così tante aziende presenti potrebbe rappresentare uno stimolo per ampliare i propri orizzonti. E forse, dopo oggi, alcune applicazioni che sono sempre state realizzate in un certo modo potrebbero essere declinate con tecnologie nuove”. “Oltre a essere molto stimolante, il convegno ha offerto interessanti spunti di riflessione”, ha commentato Paolo Calefati di Prima Power. “Tecnologicamente e tecnicamente, questa giornata ci ha permesso di confrontarci e di capire a che punto siamo, e in che modo possiamo valorizzare i nostri sistemi e le nostre soluzioni laser in funzione dell’applicazione finale. Per noi costruttori di sistemi, il mercato resta sempre il punto di riferimento principale”. In qualità di produttore di acciai, Nicola Galli di SSAB ha espresso la sua soddisfazione per le tematiche affrontate durante il convegno “che ha offerto spunti molto interessanti. Questo ci ha fornito una visione globale su quel che è l’intera filiale della subfornitura e su quelli che sono gli scenari futuri per lo sviluppo della tecnologia del taglio”.

Spostare l’attenzione dai prodotti al processo nella sua totalità
Secondo Marcella Montelatici di Trumpf uno degli aspetti più importanti in questo settore è “riuscire a spostare l’attenzione dai prodotti al processo nella sua totalità e non limitarsi a prendere in considerazione i singoli processi (saldatura, taglio, marcatura, ...). Come abbiamo spiegato oggi nel nostro intervento, i prodotti sono diventati ormai delle commodities. Solo analizzando il processo nella sua complessità (da monte a valle) è possibile identificare le nicchie di inefficienza e i potenziali di miglioramento”. Per Giuseppe D’Amelio di Optoprim “sebbene sia focalizzato esclusivamente sul discorso del taglio laser, il convegno di oggi è assolutamente necessario perché bisogna fare un po’ di massa critica. Bisogna saper coinvolgere sempre più persone e creare un punto di incontro tra produttori e utilizzatori nell’ottica di fare sistema”. Jensen Scolari di Sei Laser: “Nel corso della giornata si è parlato tanto delle molteplici possibilità offerte dal laser in fibra, su cui Sei Laser sta investendo parecchio, ma si è parlato anche dell’importanza per i produttori di poter condividere le implementazioni a valore aggiunto derivanti da questa tecnologia. Per un produttore l’obiettivo è quello di riuscire a offrire specializzazioni capaci di fornire un valore aggiunto ai prodotti. Questo vuol dire puntare sull’affidabilità e sull’integrazione dei sistemi nei processi produttivi del cliente, ma vuol dire anche puntare sull’Industria 4.0, in modo che i sistemi non siano più solo entità a se stanti ma possano interconnettersi tra loro a secondo del carico di lavoro”. Secondo Augustin Rainer di Precitec il mercato è alla ricerca di sistemi con ottiche sempre più potenti: “dagli interventi ascoltati oggi è apparso evidente come il settore si stia orientando verso un aumento delle potenze. In quest’ottica, i costruttori di sistemi laser devono essere in grado di adeguare le proprie tecnologie, in modo da poter adottare ottiche con potenze sempre più elevate”. Un parere sul convegno lo abbiamo chiesto anche a Maurizio Melis, giornalista scientifico, conduttore del programma Smart City - Radio24, Il Sole 24 Ore e moderatore del convegno: “Il taglio laser è una tecnologia “matura”, nel senso che è utilizzata ormai da parecchio tempo. Grazie però a una serie di fattori (la diffusione del concetto di Industria 4.0, la tendenza a una customizzazione e diversificazione del prodotto sempre più spinta, ...), ci sono oggi tutti i presupposti necessari affinché il taglio laser possa beneficiare di una seconda giovinezza”.

Il punto della situazione sul mondo del taglio laser in Italia
Come ha sottolineato Maurizio Melis, il taglio laser non rappresenta certo una novità, ma è una tecnologia nota e consolidata da tempo. Ma quanto è maturo oggi il mondo del taglio laser nel nostro Paese? Prima di rispondere a questa domanda, Stefano Cattaneo di IPG Photonics ritiene doverosa una premessa: “In precedenza c’era solo il laser CO2 e successivamente è arrivato il laser in fibra. Si è tanto discusso su quale dei due fosse il migliore, ma oggi è piuttosto chiaro che il fibra rappresenta il futuro. Il fibra ha parecchi pregi: è in continua evoluzione, è semplice da utilizzare, ha un costo contenuto e un basso costo di esercizio. Inoltre, ha il merito di aver democratizzato la tecnologia laser. Prima della sua comparsa, introdurre la tecnologia laser in azienda significava sostenere un impegno molto oneroso oltre a richiedere un certo tipo di formazione. Grazie alla sua estrema semplicità ed economicità, il fibra è oggi molto diffuso nelle aziende e trova impiego in una gamma infinita di applicazioni”. Ferdinando Lovati di Bystronic ha parlato di “un mercato italiano esperto e profondo conoscitore della tecnologia laser applicata, in particolare all’applicazione del taglio. I nostri clienti conoscono bene questo processo e lo padroneggiano con una praticità molto evidente”. Sulla stessa lunghezza d’onda è Marcella Montelatici di Trumpf che sottolinea come l’Italia sia un Paese molto ricettivo verso le innovazioni. “In Italia c’è una grande apertura verso le novità. Anche se non raggiungiamo i livelli di altri Paesi, vantiamo comunque parecchie eccellenze che puntano molto sulle tecnologie più innovative. In Italia, che per importanza è il secondo Paese manifatturiero in Europa dopo la Germania, il laser viene utilizzato in maniera importante. Sul futuro preferisco non esprimermi, ma ritengo comunque che il laser avrà ancora molta strada da fare”. Margini di crescita li prevede anche Jensen Scolari di Sei Laser: “Il laser in fibra ha sicuramente grandi prospettive di crescita. Ancora oggi, scopriamo settori applicativi che non conoscono le potenzialità della tecnologia laser e i benefici derivanti dal suo utilizzo (mi riferisco, ad esempio, al mondo artigianale, in particolare alla falegnameria e all’arredo)”. Sulla base della conoscenza del settore maturata da Maurizio Muzio di Amada “l’Italia è uno dei pochi Paesi al mondo in cui la presenza di macchine utensili ad alto profilo tecnologico (incluse dunque le macchine laser) è piuttosto elevata. Ogni volta che mi confronto con i miei colleghi (europei e non) che si occupano della vendita di macchine laser, restano favorevolmente stupiti del numero di sistemi installati in Italia, del livello di automazione richiesto e della abilità con cui vengono gestite e applicate”.

In crescita gli investimenti dedicati al taglio laser
Secondo Paolo Chilò della società Spf Chilò, presente al convegno in qualità di utilizzatore di sistemi laser, “in Italia sta aumentando la quota di investimenti dedicata alle tecnologie per il taglio laser. Ritengo quindi che, a livello mondiale, l’Italia rappresenti un ottimo partner in questo specifico ambito applicativo”. “L’Italia è la seconda nazione in Europa a esportare macchine con tecnologia laser”, aggiunge Giuseppe D’Amelio di Optoprim. “L’evoluzione del mercato è a tutto tondo: dal taglio alla saldatura, fino all’additive manufacturing. Alcune aziende stanno iniziando a produrre laser in fibra direttamente in Italia. Si tratta di un’evoluzione sicuramente positiva, che spero porterà lavoro al nostro indotto”. Per Stefano Draghi di Coherent - Rofin: “dal punto di vista tecnologico, il laser ha raggiunto un ottimo punto di industrializzazione anche se ci sono ancora margini di miglioramento. Va detto che il nostro è uno dei Paesi in cui il laser trova forse la sua più alta espressione. È in Italia che troviamo i maggiori costruttori di macchine con sorgenti laser. Gioco forza, le sorgenti laser vengono sviluppate in linea con quelle che sono le esigenze del mercato, in modo da poter essere scelte in un secondo momento dai costruttori di macchine”. Nicola Galli di SSAB: “In qualità di produttore di lamiere, vedo un forte sviluppo delle tecnologie di taglio e delle macchine dedicate a questo tipo di processi, che risultano sempre più performanti e più veloci e in grado di assicurare grandi vantaggi competitivi agli utilizzatori”.

Le applicazioni industriali del laser su cui investire nel prossimo futuro
Con un occhio puntato verso il futuro, abbiamo chiesto ad alcuni partecipanti al convegno su quali applicazioni industriali della tecnologia laser investirebbero, oltre al taglio e alla marcatura. “Sicuramente punteremmo su un’applicazione di re-design da realizzare con la tecnologia laser, dedicandoci non solo al taglio ma anche all’incisione, alla deformazione o a quei processi in grado di assicurare a un prodotto un effettivo cambiamento. Più che su un sistema laser, investiremmo su un sistema integrato con altre macchine a valle”, ha commentato Andrea Aldrovandi di LU-VE che ha partecipato al convegno in qualità di case history di Salvagnini. Per Stefano Cattaneo di IPG Photonics “taglio e marcatura rappresentano i mercati di riferimento per la nostra azienda. A mio avviso, la saldatura acquisterà sempre più importanza e “aprirà le porte” a nuove applicazioni. Fino a qualche anno fa, in Italia le aziende - rappresentate nella quasi totalità da piccole e medie imprese - non potevano permettersi l’investimento nella saldatura laser. Oggi che questa tecnologia è diventata più economica e abbordabile grazie al laser in fibra, questa metodologia è sempre più diffusa e le applicazioni sono davvero illimitate”.

Taglio, saldatura ma anche additive manufacturing
Molte aziende hanno in previsione di investire nella tecnologia del futuro, ovvero l’additive manufacturing. Una di queste è Prima Power, come ci ha spiegato Paolo Calefati: “È nostra intenzione investire nell’additive manufacturing, oltre che nel taglio e nella saldatura. Il taglio rimane di fatto il core business della nostra azienda. In generale, continueremo a investire sul laser e sulle soluzioni meccatroniche destinate ad asservire i nostri sistemi, in modo da renderli ancora più stabili, affidabili e produttivi”. Come Paolo Calefati anche Marcella Montelatici di Trumpf ha deciso di puntare sull’AM, ma non solo. “L’additive manufacturing è sicuramente uno dei settori su cui sarà opportuno investire. Più in generale, comunque, continueremo a investire sulla saldatura laser, che nel nostro Paese in determinate applicazioni (come per esempio la saldatura estetica) è ancora poco diffusa”. “La nostra attenzione si focalizza sullo sviluppo di tecnologie dedicate al taglio di precisione. Abbiamo dunque scelto di non investire in altri processi, come i trattamenti superficiali, l’additive manufacturing o il cladding, perché la nostra clientela ci chiede sempre un elevato grado di personalizzazione del prodotto”, ha commentato invece Jensen Scolari di Sei Laser. Anche Stefano Draghi di Coherent - Rofin ammette che la parte da “leone” del mercato del laser industriale è rappresentata ancora oggi dal taglio. “Se però dovessi investire in una nuova applicazione industriale punterei tutto sull’additive manufacturing, perché si tratta di un mercato in forte crescita”. Diversa ancora è l’opinione di Alessandro Primerano di Messer Cutting System: “Prima ancora di focalizzarci sul taglio, per Fincantieri abbiamo realizzato un sistema di saldatura per grossi spessori. Nell’ottica di un investimento futuro, a mio avviso sul laser in fibra e sull’alta brillanza ci sono tanti aspetti che possono essere approfonditi e che offrono ampi margini di crescita”. Dalle opinioni e dai commenti raccolti durante il convegno-mostra “TA-GLIO laser, un TANDEM tra sistemisti e utilizzatori”, PubliTec è riuscita nel suo intento di fornire una chiave di lettura delle innovazioni più recenti del settore. Archiviato un successo, la macchina organizzativa è già al lavoro per organizzare il prossimo evento. L’appuntamento è fissato per il 2018 con LaserApp & CutWeld 2018, salone delle applicazioni industriali del laser, taglio termico e saldatura in programma dal 16 al 18 maggio a Piacenza.

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