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Saturday, 18 Novembre 2017
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Iperammortamento: istruzioni per l’uso

Di Industria 4.0 e iperammortamento si è parlato in un recente convegno, organizzato da UCIMU - Sistemi per Produrre, che ha visto una grande partecipazione da parte di imprenditori e addetti ai lavori, in risposta alla necessità di fare chiarezza intorno a un incentivo fiscale vantaggioso ma ancora poco chiaro ai potenziali beneficiari.

di Fabrizio Dalle Nogare

Marzo 2017

C’è sicuramente bisogno di fare chiarezza, come ha dimostrato l’altissima partecipazione di imprenditori e addetti ai lavori. Gli incentivi fiscali presenti nel Piano Nazionale Industria 4.0, inserito dopo una lunga gestazione nella legge di Bilancio 2017 dal Governo e operativo a partire dall’inizio di quest’anno, rappresentano sì una grande opportunità (come mai prima d’ora) per modernizzare le fabbriche italiane sulla via della digitalizzazione, ma sono anche fonte di confusione sia tra i produttori di macchine e sistemi di produzione, sia tra i potenziali utilizzatori. Una confusione che, come è emerso dall’appassionato dibattito seguito agli interventi dei relatori, riguarda soprattutto tipologie e caratteristiche dei prodotti “4.0 compliant”, che rientrano quindi nell’iperammortamento. Più di 300 persone - un numero che ha costretto gli organizzatori a un cambio di location a pochi giorni dall’evento - hanno partecipato all’incontro, che si è svolto a Villa Torretta, alle porte di Milano, sotto l’egida di UCIMU - Sistemi per Produrre lo scorso 7 febbraio.

Un’imperdibile opportunità per le imprese del settore
Imprenditori e manager dell’industria manifatturiera italiana, affiancati da operatori di settori utilizzatori di sistemi di produzione e di tecnologie riconducibili a Industria 4.0, ma anche professionisti, studiosi e consulenti, componevano il pubblico del convegno “Industria 4.0 e Iperammortamento”. Al tavolo dei relatori sedevano il presidente di UCIMU - Sistemi per Produrre Massimo Carboniero, il direttore generale per la politica industriale, la competitività e le piccole medie imprese del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) Stefano Firpo e alcuni rappresentanti aziendali: Paolo Massardi, partner di Roland Berger; Roberto Ricci di Marposs Italia e Gian Luca Giovanelli di MCM. Si è parlato di analisi delle opportunità e delle possibili implicazioni connesse con la diffusione di Industria 4.0 nelle imprese italiane, per lo più PMI, nonché di tecnicalità e funzionamento delle misure messe in campo dalle autorità di governo nell’ambito del Piano Nazionale Industria 4.0.Come emerge da una ricerca condotta da UCIMU - Sistemi per Produrre e Roland Berger, e presentata durante il convegno, Industria 4.0 è, anzitutto, un’opportunità per le imprese del settore che intendono incrementare il proprio livello di competitività rispetto ai competitor internazionali.

Due strumenti per sostenere e stimolare il rilancio dell’industria
“I risultati dell’indagine presentata sono un’ulteriore conferma dell’importanza e del valore che il Piano Nazionale Industria 4.0, varato dalle autorità di governo, riveste per il manifatturiero italiano che, finalmente, è stato rimesso al centro della politica economica del paese”, ha detto Carboniero. “Strumenti come superammortamento e iperammortamento sono ottimi per sostenere e stimolare, in modo differente, il rilancio della competitività della nostra industria, già predisposta a investire”. Precisare qual è la differenza concettuale tra i due strumenti è però necessario, al fine di evitare possibili fraintendimenti. “Con il superammortamento, chi acquisisce un nuovo macchinario può contare su un incentivo per rinnovare e ampliare il parco macchine installato, risultato dalla recente indagine condotta da UCIMU decisamente obsoleto. Con l’iperammortamento, invece, si intende favorire la trasformazione tecnologica digitale delle imprese, stimolando l’introduzione e la diffusione di sistemi tra loro connessi. In questo caso il nodo focale è la connettività, la digitalizzazione e l’interconnessione di macchine e impianti”.

Una trasformazione culturale del modo di fare impresa
Un atto di fiducia da parte dell’imprenditore, insomma, secondo il presidente Carboniero. E proprio il ruolo degli imprenditori italiani è stato più volte chiamato in causa anche da Stefano Firpo, dirigente del MISE, tra i promotori del Piano. “L’iperammortamento è una misura volta ad accompagnare la trasformazione anche culturale del modo di fare impresa. L’impegno del Governo è stato importante, anche in termini economici, e speriamo che i dati sull’utilizzo della misura da parte delle aziende risponda alle aspettative”. Firpo ha parlato di un cambiamento culturale promosso anche all’interno del MISE e finalizzato a una politica industriale basata non più sui bandi ma su strumenti orizzontali e di incentivo fiscale. “Le performance dell’industria italiana sono molto variegate: a fronte di un sistema altamente competitivo anche a livello globale ci sono realtà che non riescono a innovare e rimangono indietro. C’era la necessità di un piano organico per evitare investimenti anche onerosi, ma spesso inefficienti”.

La sfida è lanciata
Nel dettaglio, l’iperammortamento è una supervalutazione del 250% degli investimenti in beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie abilitanti la trasformazione in chiave 4.0 acquistati o in leasing. Il superammortamento, misura prorogata e già in vigore nel 2016, è invece la supervalutazione al 140% degli investimenti in beni strumentali nuovi acquistati o in leasing.
A questi strumenti si accede in maniera automatica e, per investimenti fino a 500.000 euro, in fase di redazione di bilancio e tramite autocertificazione. Per investimenti superiori a 500.000 euro per singolo bene è necessaria una perizia tecnica giurata da parte di un perito o ingegnere iscritti nel rispettivi albi professionali attestante che il bene possiede caratteristiche tali da includerlo negli elenchi di cui all’Allegato A o all’Allegato B della legge di Bilancio 2017. Il diritto al beneficio fiscale matura quando l’ordine e il pagamento di almeno il 20% di anticipo sono effettuati entro il 31 dicembre 2017 e la consegna del bene avviene entro il 30 giugno 2018. “Vigileremo per evitare che chi non ha i requisiti approfitti di misure che non gli competono”, ha detto Firpo “e ci aspettiamo che anche le associazioni facciano la loro parte nel creare cultura e fare informazione. Questa opportunità lancia la sfida al mondo produttivo, che speriamo possa coglierla”.

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