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Monday, 25 Settembre 2017
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Nei prossimi 3 anni, produzione in crescita ma a prezzi più contenuti

Secondo quanto è emerso in occasione del convegno “Raw materials outlook: attualità e prospettive di rottame, minerale, ghisa e HBI” organizzato da Siderweb, in collaborazione con RICREA, la fase di rialzo delle quotazioni registrata nel 2016 sembra adesso destinata a rallentare. Nel secondo semestre di quest’anno è infatti attesa una flessione dei prezzi, di pari passo con la possibile contrazione della domanda cinese che aveva trainato il “rally” delle materie prime insieme al ritorno della finanza internazionale nelle commodity industriali.

di Laura Alberelli

Marzo 2017


La fine del 2016 è stata contraddistinta, sui mercati internazionali, da un ritrovato appeal delle commodities siderurgiche. Un vero e proprio boom delle quotazioni che ha risvegliato mercati sopiti da oltre un anno, in un contesto in cui il consumo di prodotti finiti in acciaio stenta a riprendersi. Dopo mesi di picchi nei prezzi delle materie prime siderurgiche, cosa ci si deve aspettare dal mercato? Nel tentativo di dare una risposta a tale quesito Siderweb, in collaborazione con RICREA, ha organizzato il convegno “Raw materials outlook: attualità e prospettive di rottame, minerale, ghisa e HBI”. La forte adesione da parte degli operatori e degli imprenditori del settore che hanno affollato la Sala delle colonne del Banco BPM di via San Paolo a Milano ha rappresentato un chiaro segnale di come il comparto necessiti di chiarezza. Grazie agli interventi degli analisti di Siderweb, è stato possibile capire le dinamiche e i trend che hanno caratterizzato negli ultimi anni i mercati delle materie prime, prendendo in considerazione anche la variabile prezzi, e da lì si sono ipotizzati quelli che saranno gli scenari futuri più plausibili.
A fare gli onori di casa Emanuele Morandi, presidente di Siderweb: “Al di là di quello che sono i dati che i nostri analisti andranno a illustrare oggi è opportuno ricordare che la parola chiave della nostra attività è - ancora una volta - collaborazione. Bisogna allargare il concetto di filiera a quello di cluster. In quest’ottica è necessario coinvolgere istituti di ricerca, Università, banche, aziende, in modo da creare delle sinergie che consentano di mettere in atto quei processi produttivi di cui tanto si parla nella filosofia di Industria 4.0. Fare sistema è l’unico modo per superare il momento di impasse che sta attraversando il comparto siderurgico. Il fatto che oggi Siderweb si sia avvalsa della collaborazione di diversi organismi che sono intervenuti per dare il loro prezioso contributo, è la prova di quanto fare sistema sia importante e strategico, a ogni livello”.  In linea con quella che è la sua carica istituzionale, nel suo intervento Domenico Rinaldini presidente di RICREA (Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio) sottolinea l’importanza di mettere in atto un’economia circolare (termine utilizzato per definire un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo). “L’acciaio se riutilizzato non perde i suoi livelli qualitativi. Questo materiale rappresenta quindi un perfetto esempio di economia circolare. Gli imballaggi in acciaio rappresentano dunque una fonte preziosa di materia prima secondaria. Obiettivo di RICREA è dunque promuovere e agevolare la raccolta differenziata e il riciclo e grazie all’impegno degli operatori collegati al nostro Corsorzio nelle diverse fasi di lavorazione, dalla selezione alla pulitura, dalla riduzione volumetrica alla destagnazione, riuscire a garantire alle acciaierie un rottame di assoluta qualità”.

Nel 2017 l’offerta di minerale di ferro supererà la domanda di oltre 100 milioni di t
Dopo i saluti istituzionali, a prendere la parola sono stati gli analisti di Sideweb che hanno immediatamente catturato l’attenzione dei presenti illustrando i dati di consuntivo e le previsioni del comparto delle materie prime. Dall’analisi macroeconomica condotta da Gianfranco Tosini dell’Ufficio studi di Siderweb non si prevedono, sul lungo periodo, particolari tensioni tra la domanda e l’offerta di materie prime siderurgiche. “Nei prossimi 3 anni, la pressione sulla domanda di materie prime siderurgiche sarà più contenuta rispetto a quella registrata nell’ultimo decennio: la Cina rallenterà, infatti, la propria crescita e ridimensionerà gli investimenti nelle infrastrutture. Nel periodo 2017-2020, la domanda di rottame resterà superiore all’offerta, ma aumenteranno le quantità disponibili. Quest’anno si prevede una domanda globale di 647 milioni di tonnellate contro i 580 milioni offerti; il gap andrà però riducendosi, passando da 88 milioni di tonnellate del 2016 ai 34 del 2020. In Italia, si stima per quest’anno una domanda di 21.301 migliaia di tonnellate contro un’offerta di 17.031 (nel 2020, 22.167 contro 17.572). La richiesta di minerale di ferro, carbon coke, ghisa e preridotto resterà, stando alle previsioni, più alta della domanda. Quanto al minerale di ferro, si stima che nel 2017 l’offerta superi la domanda di oltre 100 milioni di tonnellate (2045 contro 1937 milioni). In Italia, la forbice tra domanda e importazioni andrà chiudendosi. Nel 2017, la prima si assesterà intorno alle 10.140 migliaia di tonnellate. Verso l’alto l’andamento del carbon coke: nel prossimo triennio la domanda globale crescerà di 20 milioni di tonnellate, l’offerta di 25 milioni (in Italia rispettivamente di 786mila tonnellate e di 576mila). Nello stesso periodo, 2017-2020, aumenterà anche la produzione globale di ghisa (+30 milioni di tonnellate, ma resteranno stabili le esportazioni) e di preridotto (+13 milioni di tonnellate).

Le quotazioni sembrano ora destinate a rallentare
Dell’analisi dell’andamento dei prezzi si è occupato invece Achille Fornasini, Chief Analyst di Siderweb. “Il 2016 è stato l’anno della svolta per i prezzi delle materie prime siderurgiche: dopo un’evoluzione declinante tra il 2011 ed il 2015, all’inizio dello scorso anno si è originata una parabola ascendente delle fluttuazioni. A seguito di un crollo tra il 60% ed il 63%, allo scorso febbraio l’HBI aveva recuperato il 69%, il rottame europeo l’81,5%, il basic pig iron il 103% del proprio prezzo. La fase di rialzo delle quotazioni, stando agli osservatori, sembra ora destinata a rallentare. Ne è un esempio l’andamento del coking coal, la cui quotazione dopo una fiammata del 289,1% rispetto ai minimi è crollata improvvisamente del 47%. Nel secondo semestre del 2017 si attende, quindi, una flessione dei prezzi, di pari passo con la possibile contrazione della domanda cinese che aveva trainato il “rally” delle materie prime insieme al ritorno della finanza internazionale nelle commodity industriali.

A chiusura dei lavori, una tavola rotonda animata da esperti del settore
La seconda parte della giornata è proseguita con un’interessante tavola rotonda. Oltre a rappresentare un momento di confronto tra gli operatori del mercato, ha fornito un approfondimento tecnico-ingegneristico sull’utilizzo della materie prime nel forno elettrico.
A portare il loro personale contributo Maurizio Calcinoni - vice presidente gruppo Finarvedi, Federico Fusari - direttore RICREA, Carlo Mapelli - docente Politecnico di Milano, Paolo Pozzato - presidente ASSOFERMET Rottami. A moderare gli interventi Fiorenza Bonetti, direttore responsabile Siderweb. Il preridotto, considerato tra i temi chiave nelle valutazioni industriali nei piani di rilancio di Ilva, è stato uno dei primi argomenti su cui si è focalizzata l’attenzione. “La sfida oggi è capire se sia possibile produrlo anche in Europa, dove attualmente c’è solo un impianto in funzione” ha detto Carlo Mapelli, presidente di AIM e ordinario di Metallurgia al Politecnico di Milano. “Sicuramente lo si può fare nei Paesi produttori di gas. Si tratta di scegliere, sapendo che oggi costa in Europa 244 euro la tonnellata”. Quanto all’approvvigionamento delle materie prime, “le acciaierie stanno sempre più puntando sulla qualità, necessaria per competere a livello europeo ed internazionale” ha detto Maurizio Calcinoni, vicepresidente del Gruppo Finarvedi -. “Si sono approvvigionate con materiali alternativi, ghisa e HBI”. Per difendersi dal dominio turco sul mercato del rottame, poi, servirebbe “cercare di fare contratti almeno quindicinali o mensili, sul modello tedesco”. Da RICREA, con il direttore Federico Fusari, è arrivato ai commercianti di rottame l’invito a fare uno “sforzo di trasparenza. La sfida futura è la tracciabilità, una filiera chiara. Le nuove normative europee - ha ricordato - determineranno le regole di riciclo “a bocca di forno”. Non saranno più accettate cessioni ad operatori senza che si conosca cosa succederà a valle. Anche noi saremo obbligati a valutare formule e numeri nell’immediatezza dell’utilizzo finale”. “Tutti i giorni combattiamo una guerra silenziosa contro i problemi che possono nascere nell’interpretazione della norma fiscale ed ecologica” ha concluso Paolo Pozzato, presidente di Assofermet rottame. Per combattere il fenomeno dell’illegalità “stiamo lavorando alla creazione di un protocollo, di uno standard operativo costituito da documentazioni e procedure per controllare l’acquisto di materiale dei nostri fornitori”.

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