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Monday, 24 Luglio 2017
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Un buon viatico per un anno di crescita

I dati presentati alla fine dello scorso anno dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-Sistemi per produrre mettono in evidenza la ripresa della produzione di macchine utensili, robot e automazione in Italia, trainata dalla vivacità del mercato interno. Positive anche le previsioni per il nuovo anno, caratterizzato dall’entrata in vigore del Piano Industria 4.0, basato su una serie di misure che potranno dare una spinta ulteriore ai consumi di macchinari e tecnologie innovative per la digitalizzazione delle fabbriche

di Giorgia Stella

Febbraio 2017


Il 2016, che si è chiuso con il segno positivo per la maggior parte degli indicatori economici, potrebbe essere il preludio a un 2017 ancora migliore, grazie anche alla spinta delle agevolazioni promosse dal Piano Industria 4.0 del Governo. I dati di preconsuntivo elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU - Sistemi per Produrre evidenziano infatti come, nel 2016, la produzione sia cresciuta fino a raggiungere i 5.480 milioni di euro, segnando un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. Decisamente positivo anche l’andamento delle consegne dei costruttori italiani sul mercato interno, cresciute a 2.205 milioni di euro, il 20,5% in più rispetto all’anno precedente. Arretra, invece, l’export (-3,3%), fermandosi a 3.275 milioni di euro, complice la debolezza di alcuni dei principali mercati di sbocco dell’offerta italiana. Secondo l’elaborazione UCIMU - Sistemi per Produrre sui dati Istat, nei primi nove mesi del 2016 i principali paesi di destinazione del made in Italy di settore sono risultati: Germania (260 milioni; -1%), Stati Uniti (247 milioni; -9,1%), Cina (222 milioni; -9,7%), Francia (158 milioni; +23,6%), Polonia (90 milioni; +3,5%), Messico (76 milioni; +37,1%), Spagna (75 milioni; +8,5%); Turchia (64 milioni; -4,4%), Regno Unito (58 milioni; -33%) e Russia (57 milioni; -60%).

La crescita a doppia cifra del mercato italiano
Buono l’andamento del consumo che, in virtù di un incremento del 10,1%, si attesta a 3.685 milioni di euro. Si tratta del terzo anno consecutivo di crescita a doppia cifra, a conferma della ripresa del mercato italiano che è tornato finalmente a investire in tecnologie di produzione. Per quanto riguarda il 2017, ci si attende un anno positivo per l’industria italiana di settore che, secondo le previsioni, vedrà un incremento per tutti i principali indicatori economici. La produzione dovrebbe salire a 5.700 milioni di euro (+4%), avvicinandosi così al valore record di 6 miliardi di euro registrato nel 2008. Le esportazioni, attese in crescita dell’1,7%, si attesteranno a 3.330 milioni di euro.  Proseguirà anche il trend positivo del consumo che dovrebbe salire del 6,9%, a 3.940 milioni di euro, trainando sia le consegne dei costruttori - che raggiungeranno quota 2.370 milioni di euro (+7,5%) - sia le importazioni, attese a 1.570 milioni (+6,1%).

L’Italia riafferma il suo ruolo nel panorama internazionale
“Il 2016 è stato un anno positivo per l’industria italiana della macchina utensile”, ha detto il presidente UCIMU - Sistemi per Produrre Massimo Carboniero, “che contribuisce al PIL nazionale per quasi 8 miliardi di euro considerando, oltre alla produzione di macchine, la produzione di parti, utensili e controlli numerici non conteggiati nelle macchine utensili italiane. D’altra parte, con produzione e consumo in crescita, l’Italia si conferma interessante nel panorama internazionale, non soltanto per la competenza espressa dalle industrie di settore, ma anche per la vivacità della domanda tornata florida anche grazie a provvedimenti quali la Nuova Legge Sabatini e il Superammortamento”. Il presidente Carboniero ha commentato anche il Piano Industria 4.0, inserito nella Legge di Bilancio 2017 già approvata. “Il Governo ha dotato il paese di un programma di politica industriale articolato e completo. Conferma del Superammortamento al 140%, introduzione dell’Iperammortamento al 250%, rifinanziamento della Nuova Legge Sabatini, incremento dal 25% al 50% delle detrazioni fiscali per l’attività di ricerca e sviluppo sono i pilastri su cui si fonda il programma. Con questo piano le imprese italiane possono contare su una serie di misure volte a favorire il miglioramento della loro competitività, misure che potranno dare spinta ulteriore ai consumi di macchinari e tecnologie innovative per la digitalizzazione delle fabbriche”.

In aumento le richieste per la rassegna italiana sulla lamiera
Il 2017 sarà anche l’anno dell’atteso debutto della fiera LAMIERA, l’evento internazionale dedicato all’industria delle macchine utensili a deformazione e a tutte le tecnologie innovative legate al comparto, nel nuovo contesto del polo fieristico di Milano-Rho. Per l’appuntamento che si svolgerà nei giorni dal 17 al 20 maggio 2017 sono già molte le richieste, in significativo aumento rispetto a quelle raccolte per la precedente edizione di Bologna. Sotto i riflettori saranno soprattutto, ma non solo, macchine per la deformazione della lamiera, macchine per la lavorazione di barre, tubi e profilati, presse, macchine per la tranciatura e punzonatura, laser, robot, automazione, stampi, trattamenti termici, trattamento e finitura superfici, fili e carpenteria metallica, subfornitura. Ad arricchire la manifestazione saranno anche le nuove aree espositive incentrate su prodotti e soluzioni connessi con le tecnologie della deformazione. È il caso di Fastener Industry, che presenterà il meglio della produzione di viti, bulloni, sistemi di serraggio e fissaggio; Blech Italy Service, incentrato su subfornitura tecnica e servizi all’industria ed Ecocoatech, spazio realizzato in collaborazione con ANVER, Associazione Verniciatori Industriali, che presenta tutti i processi interoperazionali più innovativi per la verniciatura della lamiera.

Come dovranno cambiare le imprese italiane
Marco Taisch (nella foto) è professore ordinario del Manufacturing Group presso il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano e presidente del Comitato Scientifico di M&MT, il business event dedicato a motion e meccatronica in programma dal 4 al 6 ottobre 2017 a Milano.

Professore, Industria 4.0 è la quarta rivoluzione industriale. Quanto c’è di vero in questa definizione?
Uno degli aspetti più rivoluzionari di Industria 4.0 è l’impatto che ha avuto sulla scena “economica” del Paese. In un tempo brevissimo, questo nuovo approccio è riuscito a riportare la manifattura al centro dell’attenzione delle istituzioni e degli attori economici italiani con un effetto a dir poco dirompente. In tutto questo ha giocato un ruolo determinante l’azione svolta dal Governo, che ha dotato il Paese di un piano di politica industriale pensato per sostenere e incrementare gli investimenti in tecnologia e innovazione indispensabili per assicurare il mantenimento della competitività delle imprese. Per quanto riguarda poi la definizione, alcuni considerano Industria 4.0 una vera e propria rivoluzione; altri, invece, la vedono come un’evoluzione del modo di produrre. A mio modo di vedere, Industria 4.0 somma all’innovazione tecnologica - che si concretizza nella diffusione delle tecnologie IoT all’interno delle fabbriche - il profondo cambiamento organizzativo. Come dire, la vera rivoluzione è più che altro culturale: cambiano i processi, le mansioni, i profili professionali e dunque le competenze richieste.

Ecco quindi il valore della formazione…
La formazione è un asset fondamentale, da sempre l’Italia ha ottime università. Il Politecnico di Milano, di cui mi onoro di far parte, ne è un fulgido esempio ma ve ne sono altre altrettanto valide, capaci cioè di formare giovani in grado di inserirsi nel mercato del lavoro ed essere vere e proprie risorse per le imprese. Ma la formazione tecnologica non la fanno solo i Politecnici e le università. È importante che anche gli istituti tecnici lavorino sui programmi, in modo che possano essere il più possibile aderenti alle esigenze del mondo dell’industria che con la digitalizzazione ha messo il turbo allo sviluppo.

Torniamo alle tecnologie e all’impatto di Industria 4.0 sull’industria italiana...
L’Italia è il secondo Paese manifatturiero d’Europa e il mantenimento di questa posizione e, perché no, il miglioramento, non può passare soltanto attraverso una generica innovazione tradizionale. Al contrario, deve prevedere anche un processo di digitalizzazione delle industrie. L’obiettivo è favorire e sostenere la diffusione della connettività delle imprese. Questo, in pratica, significa: realizzazione di prodotti intelligenti - quelli che vengono definiti smart products -, produzione di prodotti e servizi con il supporto di tecnologie informative ovvero smart manufacturing, creazione di nuovi modelli di business. Un programma intenso ma assolutamente sostenibile dalle imprese italiane a patto che nell’approccio al tema siano considerate le nostre specificità.

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Comunicazione tecnica per l'industria