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Monday, 29 Maggio 2017
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La robotica nel mondo

L’analisi del comparto robotica a livello mondiale fa riferimento ai dati resi disponibili da IFR (International Federation of Robotics) presentati da SIRI, Associazione Italiana della Robotica e Automazione e UCIMU - Sistemi per Produrre in occasione di una conferenza stampa organizzata nell’ambito di Fiera Lamiera a Bologna lo scorso maggio. Da quanto emerge, chi opera nel mondo della robotica ha buoni motivi per sorridere visto che nel 2013 le vendite mondiali dei robot industriali sono cresciute di ben il 12% rispetto al 2012.

a cura del Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU - Sistemi per Produrre

Settembre 205

Nel 2013, le vendite di robot industriali sono cresciute del 12% rispetto al 2012, raggiungendo le 179.000 unità. In pratica, la crescita è stata sostenuta in tutte le principali aree industriali. Le vendite di robot hanno raggiunto livelli record in Asia/Australia, in America e in Africa. Più di 100.000 nuovi robot sono stati installati nel 2013 in Asia/Australia, il 18% in più rispetto al 2012. La Cina rappresenta il più grande mercato al mondo; nel 2013 sono stati venduti 37.000 robot. Il Giappone, rimane il secondo mercato, nonostante il calo del 9% a 26.000 unità, dovuto alla riduzione degli investimenti nel settore automobilistico ed elettronico. Nel 2013 le vendite di robot in Corea sono aumentate del 10% a più di 21.000 unità grazie agli investimenti nel settore auto. Il mercato europeo è cresciuto del 5% a più di 43.000 unità, raggiungendo quasi il picco massimo del 2011. La Germania, in crescita del 4%, si è attestata a più di 18.000 unità, secondo livello più alto mai registrato prima. Le vendite di robot in America hanno continuato a crescere dell’8% a più di 30.000 unità. Gli Stati Uniti hanno visto crescere del 6% le loro vendite a più di 24.000 unità. Più di 700 robot industriali sono stati venduti in Africa, l’87% in più rispetto al 2012. L’industria automobilistica, da sempre l’ambito di maggior consumo, nel 2013, ha continuato a investire in robot industriali con una crescita del 5% sull’anno precedente. Tra il 2010 e il 2013 il settore auto ha registrato un aumento medio annuo degli investimenti del 22%. Anche i settori dei metalli di base e dei macchinari industriali sono cresciuti, nel medesimo periodo, a un tasso medio annuo del 22%. Solo nel 2013 le vendite in questo settore sono salite del 17%.

La robotica in Italia nel 2013
Detto del quadro internazionale, vale ora la pena concentrare la nostra attenzione sulla robotica in Italia nel 2013. L’indagine riguarda i robot (in italiano automi) i cui dati sono stati organizzati per tipo di robot, per tipo di applicazione e per tipo di settore industriale di impiego, riferendosi alla produzione, al consumo, al commercio estero. L’indagine è stata svolta da UCIMU - Sistemi per Produrre mediante l’invio di un dettagliato questionario. Hanno partecipato all’indagine 33 aziende, grazie anche alla collaborazione di IFR (International Federation of Robotics). Si è quindi potuti pervenire a una valutazione delle principali variabili di settore. L’indagine ha cercato di fornire un quadro aggiornato della realtà produttiva nazionale in un campo in cui l’innovazione tecnologica trova ampia applicazione e di valutare l’assorbimento di robot da parte dei settori industriali.

Sintesi dei risultati dell’indagine
Il 2013 è stato un anno di ripresa per l’industria italiana della robotica. La produzione del comparto ha registrato un incremento del 5,2% rispetto all’anno precedente, attestandosi a un valore di 490 milioni di euro. Tale risultato è stato determinato dalla crescita sia delle esportazioni (+8,3% per un valore di 195 milioni), sia delle consegne sul mercato interno (+3,1% per un valore di 295 milioni). La quota di produzione destinata all’estero è cresciuta: il rapporto tra export e produzione è passato dal 38,6% del 2012 al 39,8%. Nel complesso il consumo italiano di robot ha registrato un aumento del 4,9%, attestandosi a 515 milioni. Le importazioni, anch’esse in salita (+7,3% per un valore pari a 220 milioni di euro), hanno portato il saldo commerciale in negativo di 25 milioni di euro; il rapporto tra import e consumo è passato dal 41,8% al 42,7%. Per quanto riguarda l’analisi del settore in termini di unità, nel 2013, la produzione di robot si è attestata a 2.781 unità, rimanendo stabile rispetto all’anno precedente. Le esportazioni (sempre in termini di unità) sono calate del 14,1% a 1.506 unità. Le importazioni, cresciute del 4,1%, sono passate dalle 3.270 unità del 2012 alle 3.404 del 2013. Nel complesso la domanda è aumentata del 9% ed è stata soddisfatta per il 72,8% da prodotti stranieri (Tabella 1 e Figura 1). Come negli anni precedenti, anche nel 2013, hanno prevalso i robot articolati, rappresentando il 69,6% della produzione totale (Figure 2 e 3). La maggior parte della domanda (il 74,2%) è stata soddisfatta da prodotti stranieri: nel 2013 sono stati venduti 2.750 robot importati. Per quanto riguarda la penetrazione dei costruttori italiani nei mercati esteri, il 50,7% della produzione è stata esportata. I robot cartesiani rimangono la seconda categoria di robot a traiettoria controllata: nel 2013 sono stati prodotti 612 robot cartesiani, rappresentando il 22% della produzione totale in unità (Tabella 2).

È stata la manipolazione a dominare la scena
Anche nel 2013, in Italia, l’area applicativa predominante è risultata quella della manipolazione, seguita dalla saldatura. L’area della manipolazione, nel 2013, ha prodotto 1.534 robot, pari al 55,2% del totale della produzione nazionale in unità. La saldatura rappresenta la seconda area applicativa (Figura 4). Nel 2013 sono stati prodotti 928 robot, pari al 33,4% della produzione nazionale. La maggior parte delle unità di questi robot è destinato alla saldatura a punti. Considerando la tipologia di robot, il segmento è rappresentato interamente da robot di tipo articolato a traiettoria controllata (Tabella 3). In termini di domanda, nel 2013, sono stati installati 3.194 robot per manipolazione, il 68,3% del totale robot venduti (Tabella 4 e Figura 5). Nel 2013 la suddivisione percentuale tra imprese di grandi dimensioni (fatturato superiore ai 5 milioni di euro), medie (fatturato compreso tra i 2,5 e i 5 milioni) e piccole (fatturato inferiore ai 2,5 milioni) è rimasto immutato rispetto all’anno precedente. Nel complesso, il settore risulta essere dominato da imprese di grandi dimensioni (72%) (Tabella 5 e Figura 6). La Lombardia e il Piemonte sono le regioni a più alta densità di produttori di robot, a pari merito, con il 31,3% delle imprese (Figura 7). È il Piemonte, però, ad avere la maggior percentuale di fatturato (64,3%) e di numero di addetti (68,9%). Tale risultato è determinato dal fatto che nella regione vi è un’alta concentrazione di imprese di grandi dimensioni (Tabella 6). Considerando il numero di robot installati, nel 2013 il principale settore di sbocco è risultato quello della produzione di motoveicoli (542 robot), seguito dai prodotti metallici e dai prodotti in plastica, entrambi con 400 unità (Tabella 7). Nel 2013 i nuovi robot installati in Italia hanno registrato un aumento del 9% rispetto all’anno precedente, per un totale di 4.679 unità. A livello complessivo il parco robot risulta pari a 94.790 unità (Tabella 8).

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