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Forte investimento nel trasferimento tecnologico

Makino ha recentemente inaugurato a Cavenago Brianza il nuovo Centro Tecnologico per l’Europa meridionale. Con un investimento di oltre quattro milioni di euro, il costruttore giapponese intende fornire supporto tecnologico alle piccole e medie imprese.

di Alberto Marelli

Settembre 2011

Essere più vicino possibile alle numerose aziende italiane di piccole e medie dimensioni che hanno necessità di supporto per sviluppare la loro tecnologia. È questa la ragione principale del nuovo Centro Tecnologico Makino inaugurato recentemente a Cavenago Brianza, alle porte di Milano. “Vogliamo essere più in linea con la vera identità di Makino, che non è solo un fabbricante di macchine, ma piuttosto un fornitore di soluzioni”, ha spiegato Andrea Fritzsch, general manager di Makino Southern Europe. La società giapponese intende fornire ai propri clienti il giusto supporto tecnologico per consentirgli di sfruttare appieno il potenziale delle loro macchine. “Vogliamo che diventino nostri partner nello sviluppo di soluzioni di lavorazione per il futuro”, sostiene Fritzsch. È importante sottolineare che la decisione di Makino di investire nel Centro Tecnologico Italia e di potenziare la sua presenza in Italia e in Europa meridionale è stata presa nel 2009, durante il periodo di recessione più profonda sin dagli anni Trenta.
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Gli obiettivi del nuovo Centro
Il mercato italiano è sempre stato di riferimento per Makino, soprattutto per quanto riguarda i centri di lavoro orizzontale. “Recentemente abbiamo sviluppato ulteriormente il mercato degli stampi (circa il 30% del fatturato), con la previsione di crescere ulteriormente in questo comparto”, afferma Fritzsch. Anche la riorganizzazione di Makino Europe in quattro macro aree (Europa del Nord, Europa Continentale, Europa Centrale ed Europa del Sud) ha spinto il costruttore giapponese ad aprire un Centro Tecnologico nell’Europa meridionale. Il Centro Tecnologico Italia serve infatti anche la Francia, la Spagna e il Portogallo. Il nuovo Centro è stato creato per conseguire diversi obiettivi. Quello principale è trasferire tecnologie agli utilizzatori e creare con loro partnership orientate a trovare soluzioni. “Non abbiamo bisogno di insegnare a nessun cliente come produrre i pezzi - sottolinea Fritzsch - ma possiamo tutti trarre profitto da uno scambio di informazioni, competenze ed esperienza”. A tale scopo, Makino effettuerà regolarmente dimostrazioni su macchine e organizzerà seminari per clienti italiani e di altri Paesi dell’Europa meridionale. Contemporaneamente la società intende sviluppare tecnologie per applicazioni specifiche su macchine. Questa intenzione riguarda soprattutto la tecnologia a cinque assi, dove si riscontra una maggiore carenza di competenza. “Questo Centro Tecnologico ci integrerà maggiormente nelle reti europea e globale di Makino”, spiega Fritzsch. “Così saremo in grado di accedere al know-how del Gruppo e trasmetterlo a clienti esistenti e potenziali”.  Il Centro Tecnologico avrà livelli di personale differenti e specifici per settori applicativi che saranno sempre pronti ad eseguire dimostrazioni sulle macchine per i clienti o per le aziende interessate. “Nonostante attualmente disponiamo di otto ingegneri applicativi - sottolinea Fritzsch - dovremo incrementarne il numero, portandolo a una dozzina all’inizio del prossimo anno”.
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Una location strategica
La scelta di Cavenago Brianza come sede del nuovo Centro Tecnologico Makino non è casuale. “L’area tra Milano e Bergamo è la regione economica italiana di maggior fatturato. Quest’area è ricca di aziende commerciali e industriali, in particolare di ingegneria meccanica”, spiega Fritzsch. “Allo stesso tempo, essendo vicino a tre aeroporti internazionali, il nuovo Centro Tecnologico si trova in una posizione ideale per le attività di Makino in Europa del sud”. L’apertura del Centro Tecnologico Italia a Cavenago è solo uno dei lungimiranti investimenti di Makino in Europa meridionale. Il Gruppo intende inoltre sviluppare ulteriormente la qualità e l’affidabilità del suo supporto applicativo in tutta la regione. “Vogliamo portare a termine il processo di stabilizzazione della nostra assistenza e supporto”, afferma Fritzsch. “In Europa del sud ho una buona squadra per tecnologia delle applicazioni, vendita e assistenza, ma finora la base operativa non è stata ideale, perché non avevamo una buona location. Credo fermamente che con il nuovo Centro Tecnologico siano state create fondamenta solide per l’attività futura”. Makino in Europa ha altri quattro Centri Tecnologici e precisamente ad Amburgo, Stoccarda, Parigi e Bratislava.

La tecnologia più indicata in base all’applicazione
Grazie alla vasta gamma produttiva (centri di lavoro orizzontale e verticale, centri di lavoro per microlavorazioni, macchine per elettroerosione a tuffo e a filo), Makino può presentarsi al settore degli stampi con le carte in regola. Infatti, in base al tipo di applicazione, l’utente può scegliere la tecnologia più indicata. “Solitamente - spiega Fritzsch - la classe di precisione di un centro orizzontale è inferiore alla precisione ottenibile su un centro verticale, a parità di livello tecnologico. Il punto di forza di un centro orizzontale è invece la facilità di evacuazione truciolo. Se si deve realizzare uno stampo per pressofusione, un portastampo o un inserto con precisioni intorno al centesimo, un centro di lavoro orizzontale può garantire dei vantaggi. Se invece si deve costruire uno stampo plastica o di design, lucidato a specchio, la scelta cade inevitabilmente su un centro di lavoro verticale in grado di assicurare tolleranze intorno ai 3 - 4 µm oltre che la possibilità di utilizzare frese di piccolo diametro (nell’ordine di 0,2 mm). La nostra attività di consulenza è proprio quella di affrontare con il cliente le problematiche di ogni lavorazione e scegliere insieme la soluzione più idonea”.

Prodotti di interesse per le piccole e medie imprese
Le novità Makino non finiscono con l’apertura del nuovo Centro Tecnologico. A settembre, infatti, il costruttore giapponese parteciperà alla EMO di Hannover con interessanti novità di prodotto. Makino si concentrerà su quattro temi principali: settore aeronautico, ingegneria di alta precisione, sistemi di produzione flessibili per piccoli lotti e pezzi unici e la possibilità di far crescere la propria attività aziendale impiegando le tecnologie Makino esistenti. “Durante la EMO - afferma P. Anders Ingemarsson, presidente e CEO di Makino Europe - presenteremo i nostri punti di forza tradizionali ovvero l’affidabile lavorazione ad alta precisione di stampi e matrici, la produzione di prototipi e i componenti industriali che richiedono la massima precisione. L’ingegneria di alta precisione sta diventando sempre più importante nell’industria europea delle macchine utensili, in quanto la globalizzazione aumenta la competizione e la corsa alla riduzione dei prezzi”. Le applicazioni che Makino presenterà alla EMO 2011 risulteranno particolarmente interessanti per le aziende di piccole e medie dimensioni desiderose di potenziare le proprie capacità produttive e aumentare quindi la competitività. I nuovi centri di lavoro verticali Makino serie PS e serie F, le macchine per elettroerosione a filo DUO e le macchine per elettroerosione a tuffo della serie EDAF offrono ad aziende di piccole e medie dimensioni delle fondamenta solide per una crescita basata su capacità produttive flessibili, ideali per lotti piccoli e pezzi unici, ad esempio in campo medicale o nella fabbricazione di prototipi. Alla EMO 2011 avrà la sua première anche la D300, una versione più piccola del centro di lavoro verticale a cinque assi D500; anche questa è una macchina indicata per rispondere alle esigenze di produzione flessibile di piccole e medie aziende. Makino crede che gli utenti potranno godere di un ritorno a breve termine su tali investimenti grazie a una combinazione di bassi costi di produzione, elevata produttività e capacità produttive ad alta precisione.

Punti di forza: precisione, velocità, agilità e rigidità
Tra le novità messe in mostra a EMO 2011, in questa occasione prendiamo in esame il nuovo centro di lavoro verticale D300, destinato a numerosi settori di mercato: aeronautica (produzione di giranti, pale di blisk e turbine), stampi (pressofusione, pezzi in plastica stampati), contoterzisti di alto livello e produzione di prototipi per i settori automobilistico, semiconduttori e ottica. Sebbene sia più piccola della D500, il profilo di performance della D300 è caratterizzato dalle stesse qualità già apprezzate nella macchina più grande ovvero precisione, velocità, dinamica e rigidità, con in più facile accesso al pezzo e dimensioni compatte (2.800 x 2.500 x 2.500 mm). Le corse della macchina sono: X 300 mm, Y 750 mm e Z 300 mm. La rigidità e la precisione di lavorazione tipiche delle macchine Makino sono presenti anche in questo modello più compatto, che vanta, tra l’altro, una tavola inclinabile molto rigida supportata su entrambi i lati e un asse A/C azionato da motore a presa diretta senza gioco. Dal momento che la velocità della macchina non dipende solo dal tempo di taglio ma anche da quello non dedicato al taglio, il tempo da utensile a utensile di 0,7 s della D300 appare particolarmente significativo. Il dispositivo di cambio pallet automatico a due pallet effettua il cambio in 15 s.

È possibile scegliere il livello di produttività
Makino D300 dimostra che in un centro di lavoro verticale la performance di alto livello può coesistere con operatività e facilità di utilizzo. La funzione di cambio automatico pallet (APC) non interferisce in nessun modo con l’area dell’operatore. Il design della macchina permette all’utente di scegliere il livello di produttività richiesto: da macchina indipendente con piano o tavola per pallet a macchina configurata con un dispositivo di cambio pallet, magazzino pallet, sistema VIP Makino o dispositivo automatico di cambio pezzo (AWC) più robot. Il centro D300 facilita le operazioni di carico/scarico grazie alla vicinanza dell’operatore alla tavola e al mandrino. Il pezzo risulta facilmente accessibile, dal momento che la tavola compatta e la testa del mandrino non possono scontrarsi. Qui il design sottile e cilindrico del naso del mandrino gioca un ruolo cruciale. Sebbene il design del mandrino sia nuovo, le sue parti principali sono di provata affidabilità. Il mandrino HSK-A63 standard (15.000 giri/min, 120 Nm, 11/22 kW) è basato sullo sperimentato modello Makino a51, mentre le parti principali del mandrino ad alta precisione (20.000 giri/min, 52 Nm, 11/15 kW) provengono dalla Makino V33i.

2 commenti

  • WilliamUneme

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