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Monday, 22 Maggio 2017

Bilanci e prospettive da una sentinella delle PMI

Il consueto incontro di fine anno tra la stampa e l’Amministratore Delegato di Dassault Systèmes Italia, Guido Porro, ha fornito l’occasione per fare un bilancio del 2016 e conoscere le prospettive per quest’anno, per la filiale italiana della multinazionale del 3D e per il mercato italiano di riferimento, quello del manufacturing a tutto campo.

di Giovanni Sensini


Marzo 2017

“Buone notizie per Dassault Systèmes, ma anche per l’industria Italiana”, ha esordito Guido Porro, Amministratore Delegato di Dassault Systèmes Italia, durante l’incontro di fine anno con la stampa. “Considerato il contesto in cui operiamo, il nostro andamento costituisce un buon indicatore dei trend della manifattura italiana e di come vanno i fornitori di tecnologie per l’industria, in particolare quelli con una visione tecnologica profonda, come Dassault Systèmes con la sua Piattaforma 3DEXPERIENCE. Stiamo andando bene in Italia e nella nostra area di riferimento del Sud Europa in generale, dove cresciamo a doppia cifra, in particolare nelle nostre industrie di riferimento tradizionali, dai macchinari industriali ai settori dell’auto e dell’aeronautica. Ma le sorprese positive non sono mancate neppure in mercati per noi relativamente nuovi, come l’energia, la moda e il lusso, i prodotti di largo consumo”.
Guido Porro vede tre principali elementi che contraddistinguono la parte più dinamica dell’industria italiana: elementi che possono essere uno spunto di riflessione per quelle realtà che necessitano di rinnovamento nel breve e medio periodo.
Il primo elemento è la curiosità e la cross-fertilizzazione tra industrie, tipica di coloro che non restringono la propria prospettiva di sviluppo guardando esclusivamente al proprio settore, ma osservano e traggono ispirazione e strategie da settori diversi. “In questo senso - sottolinea Porro - Dassault Systèmes ha fatto e fa moltissimo, trasferendo con una certa facilità esperienze tipiche di determinate industrie a settori in apparenza molto distanti, contribuendo in tal modo alla creazione di strategie di business altamente innovative”.
Il secondo elemento è quello sulla bocca di tutti, cioè l’Industria 4.0. Dopo un lungo periodo iniziale nel quale il focus era su app, online e strategie web, il piano Industria 4.0 del Governo italiano sta riportando l’attenzione sulla manifattura vera e propria, naturalmente nella sua accezione più “smart”. E qui Dassault Systèmes gioca in casa, soprattutto facendo leva sul piano annunciato a metà novembre dal Ministro Calenda e sui nove punti fondamentali enunciati dal Ministero per lo Sviluppo Economico per l’Industry 4.0, ai quali Dassault Systèmes può rispondere, uno a uno, con la propria offerta di tecnologia: dai Big Data applicati al manufacturing attraverso la standardizzazione e la modularizzazione delle informazioni di prodotto, di produzione e di mercato, alla stampa 3D che richiede software per l’ottimizzazione topologica, fino alla digitalizzazione dei processi di prodotto e delle esperienze, che da tempo fanno parte della value proposition della casa di origine francese.
“All’ultimo Forum 3DEXPERIENCE svoltosi in Italia, a cui hanno partecipato più di 500 persone - ricorda Guido Porro - il costruttore di treni Alstom, ad esempio, ha presentato il tema della digitalizzazione degli impianti, quantificandone i benefici. Notiamo da tempo che aumenta il numero di imprenditori e manager disposti a prendere qualche rischio in più rispetto a qualche tempo fa, quando si operava unicamente e miopicamente nell’ottica dell’analisi del ritorno dell’investimento”.
Il terzo e ultimo elemento è la quota rilevante di piccole e media imprese innovative. Sono queste le realtà che hanno digitalizzato gradualmente i processi negli ultimi anni e che oggi costituiscono la colonna vertebrale del successo loro e della stessa Dassault Systèmes.

Il fattore umano torna decisivo
Barriere da superare ce ne sono ancora, prima tra tutte, secondo Dassault Systèmes, quella del rinnovamento delle competenze. La quadratura del cerchio non va ricercata tanto nelle tecnologie, che ormai sono piuttosto mature in termini di affidabilità e applicabilità, quanto nel fattore umano. Come ha osservato Porro, serve trovare e costituire una forza lavoro che sia curiosa e versatile, con un approccio olistico rispetto ai processi di produzione, pronta a superare l’eccessiva specializzazione delle competenze richiesta fino a poco tempo fa dall’industria. Per inquadrare meglio il problema, occorrono ingegneri e ancor di più “semplici” tecnici e periti che siano in grado di comprendere e implementare il System Engineering, per dare vita a veri progetti di meccatronica e sviluppare nuovi modelli di business nei quali i dati provenienti dal campo vengano realmente utilizzati per sviluppare nuove versioni di prodotti più rispondenti al reale utilizzo da parte del cliente finale.
Si sta tornando in pratica verso una figura di tecnologo generalista, simile a quella della prima rivoluzione industriale, ma aggiornata ai parametri dell’industria digitale e della fabbrica intelligente. A tale scopo l’università deve superare un’impostazione forse troppo teorica, ma un ruolo chiave spetta soprattutto agli istituti tecnici. Un’alleanza tra istituti tecnici e aziende, magari a livello di distretto, potrebbe favorire lo sviluppo di nuove eccellenze a livello italiano. “Serve una massa critica di “profili medi” in grado di progettare componentistiche più semplici secondo i nuovi criteri del manufacturing, che non richiedono le competenze avanzate e ultraspecializzate di un ingegnere”, osserva Porro. “Occorre, in generale, una formazione molto orientata all’operatività, ma proiettata nella fabbrica del futuro, altamente sofisticata e digitalizzata, senza più macchie d’olio e sporcizia”.

Internet-of-Things per tutti
L’Internet of Things, o meglio ancora l’Internet of Experiences, rappresenta oggi un’urgenza e una priorità assoluta per l’azienda, innanzitutto per coloro che operano in uno scenario competitivo globale, sottolinea Guido Porro, mentre le aziende di nicchia godono ancora di rischi di mercato più bassi. “Ma bisogna considerare anche un secondo parametro”, incalza Porro “cioè il valore aggiunto oggettivo che un prodotto può dare al cliente di riferimento. La domanda strategica da porsi è: qual è veramente il valore aggiunto che posso offrire al mio cliente per mezzo di quella macchina? Quanto è importante quel macchinario per il mio cliente? Giustifica un costo supplementare per l’intelligenza che contiene?”.
Questa evoluzione è ancora nella fase iniziale, ma molto presto l’intelligenza aggiunta alle macchine avrà un costo decisamente contenuto e diventerà un “must”. In questo contesto, ad esempio, lo scorso autunno Dassault Systèmes ha stretto una partnership con un’azienda italiana, Alleantia, che ha sviluppato una soluzione Internet of Things “plug & play” per macchine utensili, con costi decisamente interessanti e massima facilità di adozione.

Crescita a doppia cifra
Dassault Systèmes ha annunciato i risultati del quarto trimestre e dell’esercizio fiscale 2016 nel suo complesso, approvati dal Consiglio di Amministrazione lo scorso febbraio. Nell’ultimo trimestre dell’anno la multinazionale francese guidata da Bernard Charlès ha conseguito un incremento del 10% dei ricavi totali, dei ricavi dalla vendita di nuove licenze e degli utili per azione. Nel 2016 le vendite di software 3DEXPERIENCE hanno prodotto un aumento dei ricavi del 25%, favorendo inoltre una diversificazione dei settori industriali e dei mercati. Il 31% dei ricavi complessivi dalla vendita di software è infatti giunto da settori non tradizionali, mentre i mercati emergenti hanno registrato una crescita del 15%. Fra i vari brand di Dassault Systèmes, il contributo più significativo è giunto dagli applicativi destinati alla gestione e all’ottimizzazione delle attività manifatturiere: +17% per DELMIA e +23% per Quintiq. “Dassault Systèmes ha fatto grandi passi avanti nel 2016 nell’implementazione delle proprie iniziative strategiche, spinta dal portafoglio di soluzioni basate sulla piattaforma 3DEXPERIENCE che ha registrato un incremento del 25% delle vendite”, ha così commentato Bernard Charlès, CEO di Dassault Systèmes. “Il traino della 3DEXPERIENCE è evidente nel numero di contratti che stiamo concludendo nei dodici settori industriali che serviamo con le nostre soluzioni. In prospettiva, crediamo che il 2017 sarà un anno di svolta per Dassault Systèmes e la 3DEXPERIENCE, proiettandoci verso il nostro obiettivo quinquennale di raddoppiare l’EPS. Abbiamo consolidato ulteriormente la nostra offerta di progettazione e sviluppo con funzionalità multifisiche e multiscala e l’integrazione di CST per la simulazione elettromagnetica e di Next Limit Dynamics per la simulazione fluidodinamica. La nostra offerta 3DEXPERIENCE per il manifatturiero trae grande beneficio da queste tecnologie e ci posiziona in un ruolo di leadership nell’ambito dell’Industry 4.0”.

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