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Sunday, 20 Agosto 2017

Evoluzione in chiave 4.0

Un logo e un claim nuovi di zecca, “Let’s get on board Industry 4.0”, sono soltanto la parte più visibile di una strategia aziendale che ha spinto Samac, realtà importante nel panorama italiano dell’automazione di processo, ad approcciare in modo convinto e concreto il mondo del “4.0”. Con l’intento di fornire al cliente impianti di assemblaggio e collaudo in grado di inserirsi perfettamente nella fabbrica digitale.

 

di Fabrizio Dalle Nogare

Marzo-Aprile 2017


Oltre che per visitare il quartier generale di uno dei principali protagonisti nel mondo dell’assemblaggio e dell’automazione di processo in Italia, siamo andati fino in Val Sabbia - a Vobarno, sulle colline tra il lago d’Idro e il lago di Garda - sulle tracce di un claim. “Let’s get on board Industry 4.0” è il messaggio che Samac ha iniziato a diffondere sia nella comunicazione interna che in quella esterna. Dietro c’è la consapevolezza di essere di fronte a un passaggio importante nell’evoluzione dell’azienda bresciana. “Vogliamo capire quali sono, attualmente, le possibilità di applicazione dei concetti di Industria 4.0 sul mercato, a livello tecnologico, per poi metterle a disposizione del cliente”, esordisce Valentino Vaglia, CEO di Samac. “Noi vediamo il 4.0 come parte di un percorso che ci ha già portato a specializzarci nel lean manufacturing, propedeutico peraltro al 4.0, che ha permesso ai nostri clienti di essere tra i pionieri nell’utilizzo dei più innovativi metodi di produzione. Il nostro approccio a Industria 4.0 parte quindi dall’interno, dall’esigenza di informare il nostro personale anche attraverso una formazione mirata - che stiamo definendo - e arriva alla stretta collaborazione con i clienti, con i quali ci poniamo in un rapporto bidirezionale basato sul reciproco scambio di informazioni”.

All’insegna della reattività
“La nostra specializzazione nella realizzazione di impianti di assemblaggio e collaudo per l’automotive, e in particolare per ambiti molto sfidanti quali powertrain, safety ed emissions, ci pone a contatto con realtà che hanno requisiti molto elevati”, spiega il Marketing Manager di
Samac Christian Vaglia, lasciando intendere che per lavorare in settori così esigenti si devono conoscere e sfruttare in pieno tutte le possibilità offerte dalla tecnologia. In questo quadro si inserisce la scelta di promuovere un programma “Industria 4.0”, un concetto che ha una doppia valenza, secondo Christian Vaglia. “Reattività e riduzione dei costi di produzione, eliminando i passaggi intermedi, sono i principali obiettivi di Industria 4.0. Poi c’è l’aspetto della manutenzione preventiva e predittiva: nella prima è l’utilizzatore a dare degli input alla macchina perché fornisca dei report su eventuali anomalie. La manutenzione predittiva, invece, si basa sulla possibilità che la macchina rilevi da sé, tramite la sensoristica a bordo, eventuali problemi o esigenze di manutenzione. L’applicazione del modulo di manutenzione predittiva al software della macchina è uno degli aspetti su cui più stiamo lavorando e ci aspettiamo dei risultati concreti in termini di riduzione della frequenza e dei tempi di fermo macchina”.

Focus sul software
Il software, si diceva. A Vobarno abbiamo incontrato anche il Software Design Manager di Samac, Walter Carè, che si occupa in azienda del programma 4.0 dal punto di vista del software. “L’architettura software Samac attuale prevede già una forte interconnessione con la macchina fisica, permettendo di acquisire informazioni sulla produzione, memorizzarle in un database e renderle disponibili successivamente. Il database può essere processato in locale oppure in un cloud, anche se, in quest’ultimo caso, il tempo di latenza tra una richiesta e un’altra è influenzato dalla velocità di connessione. L’interconnessione tra la macchina e l’ambiente esterno (fornitori/clienti) ci vede già attori protagonisti, vantando numerose implementazioni di architetture software polifunzionali e tipologie di database scalabili”. In termini di infrastrutture informatiche, dunque, quali sono gli impedimenti da superare perché un impianto diventi realmente parte di una fabbrica interconnessa? “Non ci sono grossi ostacoli per quanto concerne il software e gli attuali strumenti di sviluppo che il mercato offre, mentre, disponendo di strutture hardware innovative, potremmo aumentare la velocità di connessione con l’ambiente esterno, il cloud e l’IoT”. “A proposito di connettività, stiamo lavorando sulle reti wi-fi per far sì che il monitoraggio possa essere visibile su qualsiasi dispositivo, inclusi i terminali nel vari uffici”, aggiunge Christian Vaglia. “L’obiettivo è permettere a chi gestisce la macchina, e ai manutentori in particolare, di verificare in tempo reale il funzionamento della macchina stessa. È un passo avanti rispetto ai sistemi attuali, che inviano ai manutentori comunicazioni in merito alle anomalie della linea o all’andamento della macchina in base a dei report decisi in precedenza”.

L’importanza di conoscere il mercato
Samac progetta e realizza quasi esclusivamente macchine speciali. Ogni macchina è diversa dall’altra, dunque: le migliorie e i cambiamenti apportati sono frutto dell’avanzamento tecnologico dovuto alla conoscenza del mercato. Torniamo all’esempio del mondo automotive - un settore in cui le esigenze in termini di controllo sono estremamente alte - per chiarire il concetto.
“L’evoluzione nell’industria automobilistica è in continuo fermento e stiamo assistendo, negli ultimi anni, a un’incidenza sempre maggiore dei componenti elettrici”, puntualizza Christian Vaglia. “Dal sistema sterzante a quello di ventilazione, alla gestione dei componenti powertrain e safety, specialmente sui modelli di alta gamma, si concentra sempre più tecnologia e di dimensioni sempre più ridotte. Anche per componenti da sempre azionati meccanicamente il futuro sarà elettrico. Noi cerchiamo di farci trovare pronti e di offrire soluzioni di automazione flessibili e innovative”.
Qualità da esportazione
Oltre all’assemblaggio e collaudo di componenti chiave dell’automotive, Samac guarda anche ad altri ambiti interessanti. Un esempio è il settore della domotica civile, in espansione anche grazie alle nuove tecnologie di comunicazione. A ben vedere, anche questa basata su concetti di interconnettività che potremmo definire “4.0”.
Chiediamo al CEO Valentino Vaglia che momento vive l’azienda che guida. “Un momento positivo, decisamente. Pur mantenendo grande attenzione al mercato italiano, che genera il 50% del nostro fatturato e che potrebbe crescere in prospettiva visti gli incentivi del Piano Industria 4.0, ci stiamo concentrando molto sull’Europa centro-orientale: paesi come Repubblica Ceca, Romania, Ungheria, Slovenia, Slovacchia e Polonia sono mercati interessanti, specialmente per l’automotive”.
Con una punta di orgoglio, Valentino Vaglia ci racconta che qualche apertura arriva anche dal mercato tedesco. “Siamo in contatto con alcune aziende del settore automotive, interessate a collaborare con noi. Significa che il marchio Samac è associato a un alto livello qualitativo e che, anche in un mercato difficile come quello tedesco, siamo competitivi dal punto di vista economico e dei tempi di consegna”. 

 

 

 DIGITAL FACTORY

Evolution in a 4.0 Key

 

A logo and a brand new slogan, “Let’s get on board Industry 4.0”, are only the most visible parts of a business strategy that has pushed Samac, an important reality in the Italian panorama of process automation, to approach with conviction the world of “4.0”. With the intent to provide the customer with assembly and testing systems capable of fitting perfectly in the digital factory.

 

 

I n addition to visiting the headquarters of one of the main protagonists in the Italian assembly and process automation world, we went to Val Sabbia - in Vobarno, on the hills between Idro Lake and Garda Lake – in the footsteps of a claim. “Let’s get on board Industry 4.0” is the message that Samac has begun to spread both in internal and external communication. At its basis lying the feeling of facing an important step in the evolution of the Brescia - based company.
“We want to understand what, at present, are the application possibilities of the Industry 4.0 concepts in the market, at a technology level, and then make them available to the customer”, begins Valentino Vaglia, CEO at Samac. “We see the 4.0 as part of a process that has already led us to specialize in lean manufacturing, which, however, was preliminary to 4.0; it has enabled our customers to be among the pioneers in the use of the most innovative production methods. Thus, our approach to Industry 4.0 starts from the inside, from the need to inform our staff through targeted training - which we are defining - and comes to the close cooperation with customers, with whom we stand in a two-way relationship based on mutual exchange of information”.

Under the banner of reactivity
“We specialize in the manufacturing of assembly and testing plants for the automotive industry, and in particular for very challenging areas such as powertrain, safety and emissions; this leads us to deal with realities with very high requirements”, explains Samac’s Marketing Manager Christian Vaglia, suggesting that, to work in such demanding areas, you must know and fully exploit all the possibilities offered by technology.
The decision to promote an “Industry 4.0” program is part of this context; a concept that has a double meaning, according to Christian Vaglia. “Reactivity and reduction of production costs, by eliminating intermediate steps, are the main objectives of Industry 4.0.
Then, there is preventive and predictive maintenance: in the first case, it is the user to give input to the machine so that it provides reports of any abnormalities. Predictive maintenance, on the other hand, is based on the possibility that the machine detects by itself, via the sensors on board, any problems or maintenance requirements. The application of the predictive maintenance module to the machine software is one of the issues on which we are working and we expect more concrete results in terms of frequency and downtime reduction”.

Focus on software
Software, we said. In Vobarno, we also met Samac’s Software Design Manager, Walter Carè, who deals with the 4.0 program from a software perspective.
“The present Samac software architecture already provides a strong interconnection with the physical machine, allowing you to capture information on production, store them in a database and, then, make them available. The database can be processed locally or in a cloud, even if, in this latest case, the latency time between requests is affected by connection speed. We already play a leading role in the interconnection between the machine and the external environment (suppliers/customers), boasting numerous multifunctional software architecture implementations and types of scalable databases”. In terms of IT infrastructure, then, what are the obstacles to be overcome so that a system can truly become part of an interconnected factory? “There are no major obstacles with regard to software and the current development tools offered by the market, while, by providing innovative hardware facilities, we might increase the connection speed with the external environment, the cloud and IoT”.
“Talking about connectivity, we are working on wi-fi networks to ensure that monitoring can be seen on any device, including terminals in various offices”, adds Christian Vaglia. “The objective is to allow those who operate the machine, and maintenance technicians in particular, to check in real time the machine functioning. It is a step forward compared to current systems, which send maintenance technicians communications on line anomalies or the machine performance based on previously determined reports”.

The importance of knowing the market
Samac designs and manufactures almost exclusively special machines. Each machine is different, therefore: the improvements and changes are the result of technological advancement due to their knowledge of the market. Let’s go back to the example from the automotive world - a sector where needs in terms of control are extremely high - to clarify this concept.
“The trend in the automotive industry is vibrant and lively and we are witnessing, in recent years, an increasing relevance of the electrical components”, points out Christian Vaglia. “From the steering system to the ventilation system, to the management of powertrain and safety components, especially on high-end models, there is more and more technology, and with decreasing size. Even the components we have always operated mechanically will be electrical. We try to be ready and to offer flexible and innovative automation solutions”.

Export quality
Besides the assembly and testing of key automotive components, Samac also looks to other interesting areas. An example is ​​civil home automation, which is expanding also thanks to new communication technologies. This is also based on interconnectivity concepts that we may call “4.0”. We ask CEO Valentino Vaglia how the company he leads is doing at the moment. “This is a positive time, definitely. While maintaining close attention to the Italian market, which generates 50% of our turnover and may grow in the future, considering the incentives of the Industry 4.0 Plan, we are really focusing on Central and Eastern Europe: Czech Republic, Romania, Hungary, Slovenia, Slovakia, and Poland are interesting markets, especially for automotive”. With a touch of pride, Valentino Vaglia tells us that the German market is also opening up. “We are in touch with some automotive companies interested in a partnership with us. This means that the Samac brand is associated with a high standard and that, even in a difficult market such as Germany, we are competitive as for costs and delivery times”.

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