Menu
Tuesday, 17 Ottobre 2017
A+ A A-

Qualità e precisione senza confronto grazie al processo combinato

Lasertech Chemical Machining Group è la seconda realtà a livello europeo nel campo del taglio e dell’incisione conto terzi del metallo e di altri materiali, forte di un know how  e di una competenza fuori dal comune in fatto di fototranciatura chimica e taglio laser. Due tecnologie che combina in un unico processo produttivo per ottenere risultati sorprendenti dal punto di vista della qualità e della precisione degli oggetti finiti che realizza.

di Fabrizio Garnero

Settembre-Ottobre 2016

Nel mondo delle applicazioni industriali del laser esiste una figura professionale fondamentale per lo sviluppo di questa tecnologia che si pone tra domanda e offerta e che troppo spesso è date per scontata. Tra coloro che si occupano delle delicatissime fasi di installazione e messa a punto del processo (ovvero i tecnici specializzati), e coloro che hanno il dovere di ottenere il massimo dall’uso di un sistema laser (ovvero l’utilizzatore finale), si colloca, infatti, la figura del tecnico commerciale, ugualmente specializzato e ugualmente fondamentale. È l’uomo di esperienza, il consulente di cui ci si fida poiché, forte di capacità e conoscenze applicative allenate sul campo, sa comprendere le necessarie esigenze di lavorazione per tradurle in concrete e funzionali soluzioni laser di processo; quelle stesse, che poi i tecnici specializzati sapranno rendere affidabili ed efficienti in ogni loro aspetto e parametro. È quindi l’uomo di fiducia che, partendo da un’analisi attenta delle singole e specifiche realtà produttive e ascoltando la voce dei protagonisti, sa consigliare il giusto percorso tecnologico da intraprendere per trasformare le aspettative in fatti concreti e far crescere il vostro lavoro, forti di una nuova potenzialità, con cui aprire nuovi mercati e approcciare settori differenti. Ma non solo; il tecnico commerciale è anche colui che porta in dote al costruttore di macchine laser quel bagaglio di spunti applicativi basilari per la messa a punto delle macchine e lo sviluppo di nuovi sistemi.

Un rapporto di fiducia
Ho voluto iniziare questo articolo in questo modo per rendere merito al lavoro di chi, come Francesco Auletta, titolare del portale “mondolaser.com” e sales manager di Sei Laser contribuisce da oltre un ventennio allo sviluppo quotidiano e al diffondersi delle soluzioni laser nell’industria. Sono più di vent’anni che faccio il mestiere del giornalista tecnico e obiettivamente troppe volte si scrive delle capacità di quel costruttore piuttosto che del coraggio di quell’imprenditore ad aver scelto una soluzione così innovativa, trascurando, di fatto, il ruolo fondamentale di colui che li ha fatti incontrare. Un ruolo che richiede competenza, professionalità e curiosità, doti di cui un consulente tecnico commerciale non deve difettare e di cui Francesco Auletta incarna il prototipo. “È la convinzione che ogni tecnologia e applicazione possa avere un’alternativa laser a muovere il mio lavoro e la ricerca di nuovi ambiti applicativi. Certo, la curiosità è una dote che non mi manca e dopo più di vent’anni che “mastico laser” il mio bagaglio di competenze ed esperienza è senza dubbio un valore aggiunto” afferma appunto Francesco Auletta che mi accompagna nella visita agli stabilimenti produttivi del Lasertech Chemical Machining Group. Un valore aggiunto che nel caso di questo importante gruppo industriale ha avuto un ruolo determinante nel rapporto instauratosi con il signor Maurizio Binelli, titolare della società che, assieme alla moglie Gabriella e ai due figli Eric e Cristian guida questa importante realtà produttiva alle porte di Milano. Una realtà familiare che per fatturato (oltre 12 milioni di euro) e numeri, intesi come dimensione degli stabilimenti, numero di macchine e di personale addetto (85 persone), è ormai la seconda azienda a livello europeo nel campo del taglio e dell’incisione conto terzi del metallo e degli altri materiali.

Non più amici nemici
Visitiamo i due stabilimenti del Gruppo, Lasertech di Cernusco sul Naviglio e Chemical Machining di San Donato Milanese, in un momento storico di transizione. È, infatti, in corso una fusione tra le due società, ma solo dal punto di vista amministrativo poiché rimarranno comunque due unità produttive similari ma distinte come specializzazione. Ciononostante, è corretto parlare di gruppo a tutti gli effetti con un unico titolare e un’unica guida, quella della famiglia Binelli per l’appunto che tre anni or sono ha acquisito Chemical Machining, all’epoca il loro maggior competitors. “Per motivi generazionali l’allora titolare della Chemical Machiningha ha deciso di cedere la società e noi, pur essendo stati per anni i loro maggiori concorrenti, eravamo la scelta più logica dal punto di vista della continuità” racconta Maurizio Binelli. “È stata una bellissima operazione che ci ha permesso di diventare i leader indiscussi in vari settori, dall’occhialeria al modellismo, dal medicale alla meccanica di precisione, dall’automotive agli accessori per moda. Uno dei nostri punti di forza è proprio la diversificazione dei settori cui ci rivolgiamo con i nostri servizi di lavorazione conto terzi che eseguiamo su disegno del cliente. A volte ci occupiamo solo di una parte della lavorazione dei pezzi che poi il cliente finisce, anche se la tendenza è ormai sempre più legata alla fornitura completa dei pezzi finiti per i quali fungiamo da capi commessa. Siamo in grado di coprire le esigenze più varie, dal singolo componente del modellista alla lama chirurgica più complessa”.

Dalla fototranciatura chimica al taglio laser
Il loro ambito di attività è il micro taglio, massimo 3 mm di spessore, dove garantiscono qualità e precisione dei pezzi assolute. “Queste sono le peculiarità che ci hanno spalancato le porte del mondo dell’occhialeria e del medicale, per esempio, dove le tolleranze richieste sono strettissime.” Racconta Binelli. “A seconda dei casi, sfruttiamo al massimo le possibilità offerte da tecnologie come la fototranciatura chimica e il micro taglio laser per garantire dei risultati ottimali e direi paritetici. La discriminante per la scelta di una o dell’altra tecnologia sono i quantitativi e il tipo di oggetto da produrre. Dico questo perché, nonostante sulla carta il taglio laser sia il processo più veloce, in alcuni ambiti per noi importanti come quello dell’hobbistica e del modellismo, è ancora troppo lento rispetto alla produttività che dobbiamo invece avere visto che parliamo di lastre con centinaia di migliaia di piccoli pezzi (a volte piccolissimi) tutti uguali”. La Fototranciatura Chimica è una sofisticata tecnologia, dedicata alla realizzazione di oggetti e componenti metallici ad alta complessità, che richiedono minime tolleranze dimensionali. Questo procedimento è basato sull’asportazione controllata del metallo mediante azione chimico-fisica. La flessibilità della tecnologia permette di realizzare oggetti di ogni forma e dimensione, su un’ampia gamma di materiali e spessori, a partire da un’immagine fornita dal cliente. Rispetto all’incisione meccanica, questo processo evita stress e schiacciamenti del materiale. Ciò permette di mantenere inalterate le proprietà molecolari del materiale, ottenendo quindi una definizione dell’incisione infinitamente superiore, particolarmente adatta a componentistica di alta precisione e a oggetti di alto valore estetico. “Oggi, però, il nostro motto è “dalla fototranciatura chimica al taglio laser” - racconta ancora il signor Maurizio - perché abbiamo abbinato queste due tecnologie generando un processo “ibrido” in cui, in pratica, andiamo a fare, da prima, la lavorazione chimica superficiale del metallo, qualunque esso sia per eseguire la parte di “ricamo” e disegno (scritte comprese) richieste per quel pezzo, per poi andare a finirlo tagliandone la forma con il laser. La combinazione delle due tecnologie assicura risultati eccezionali dal punto di vista qualitativo e della precisione che, oggi, solamente noi siamo in grado di dare e lo dico senza paura di smentita”. “Loro hanno spinto entrambe le tecnologie a livelli altissimi e questo gli è valso il quasi monopolio a livello europeo di un certo tipo di produzioni legate per esempio al mondo dell’occhialeria e del modellismo industriale” precisa Francesco Auletta.

Lavoriamo conto terzi, ma facciamo ricerca e sviluppo
Ma come, il laser, considerata la tecnologia per eccellenza, la più versatile e flessibile a livello industriale, non è in grado di soddisfare a pieno i requisiti richiesti da questa azienda? Non ci credo! “Già! Almeno per noi è così!” risponde il signor Maurizio con l’espressione di chi sa cosa sta dicendo. “Usiamo la fototranciatura chimica poiché, a oggi, l’incisione laser non è ancora in grado di assicurarci lo stesso risultato qualitativo del dettaglio e del particolare. Ci si avvicina ma non è ancora equiparabile; e questa è la sfida che abbiamo lanciato a Francesco affinché, dall’alto della sua profonda conoscenza dei processi laser si adoperi a trovare una soluzione che, tra l’altro, sarebbe anche più economica e facile vista l’assenza degli agenti chimici da gestire e smaltire”. “In questo momento - continua Binelli - stiamo cercando di fare un ulteriore passo avanti che sarebbe per noi fondamentale trasferendo quella che è la tecnologia laser che applichiamo nel campo del circuito stampato, con tutto ciò che di positivo si porta dietro, all’ambito della fototranciatura chimica proprio per andare a compensare quel gap esistente oggi tra le due metodologie. La tecnologia di taglio laser adottata per i circuiti SMT è, infatti, per caratteristiche dimensionali dei pezzi, qualità e precisione assolutamente in linea come risultati ottenibili ma ha il “grosso” limite della produttività, non ancora adeguata. A ciò si accompagna anche un costo molto alto delle macchine che impiegano una sorgente laser UV che ne fa lievitare il prezzo e anche i costi di gestione e manutenzione. Di fatto, siamo ancora in una fase di sperimentazione applicativa molto importante che potrebbe essere la giusta risposta alla sua domanda”. “In pratica stanno trasferendo la tecnologia del circuito stampato che usano nello stabilimento di Cernusco per il taglio delle lamine per il montaggio dei componenti in SMT alla produzione di pezzi metallici e vi assicuro che farlo non è come dirlo” afferma Auletta. “Innanzitutto per un discorso economico, poiché parliamo di un costo macchina molto alto che loro possono sostenere forti della leadership di mercato ma ci vuole comunque coraggio a investire tali cifre senza avere una certezza del risultato. Il signor Binelli ha quindi dimostrato ancora una volta di non aver paura di investire con lungimiranza, fiducioso che una volta messo a punto e ottimizzato, questo processo permetterà di rafforzare ulteriormente la loro posizione dominante sul mercato. Non male per una realtà che pur lavorando conto terzi fa ricerca e sviluppo a questi livelli, per poter proporre al mercato nuove lavorazioni”. “Questo è un aspetto molto importante del nostro lavoro - precisa nuovamente Binelli - poiché il cliente generalmente ha le idee chiare sul progetto da realizzare, dal punto di vista dei materiali, delle quote dimensionali e del disegno, ma non ha le stesse certezze sul come concretizzarle dal punto di vista pratico e con quale tecnologia. È quindi fondamentale poter consigliare e indirizzare su un processo piuttosto che su un altro, oppure su entrambi combinati perché permette di istaurare dei rapporti di partnership interessanti”.

Il connubio vincente
Chi butta quindi giù dalla torre? La fototranciatura chimica o la tecnologia laser? Una quesito all’apparenza sciocco che però genera altre considerazioni interessanti come tutte quelle fatte dal signor Binelli nel corso della nostra chiacchierata: “Se oggi dovessi dirle quale delle due tecnologie si è rivelata più importante e strategica direi la fototranciatura chimica per le ragioni che ho detto pocanzi, anche se ammetto che è stata la tecnologia laser, e in particolare l’ultimo sistema di taglio installato della Sei Laser con sorgente laser in fibra, ad averci permesso di portare la fototranciatura a un livello superiore e arrivare a dare dei risultati qualitativi e di precisione così importanti. Nell’ultimo anno, in particolare, l’abbinamento dei due processi ha avuto una crescita esponenziale e sono convinto sarà così anche per il prossimo futuro. Direi quindi che se mi rifacesse la domanda risponderei che per noi hanno pari importanza e che la loro combinazione è stata strategicamente determinante per la nostra crescita”.

Una macchina “fibra” per noi ideale
Look da “Harleysta” e un’innata passione per il proprio lavoro, Binelli si dimostra ancora una volta Imprenditore con la “I” maiuscola con le idee ben chiare sul come condurre la propria impresa; sinceramente una specie da proteggere essendo in via di estinzione dopo gli ultimi anni di crisi. Anche la scelta di provare a trasferire l’uso della tecnologia laser UV dall’elettronica pura agli altri ambiti di attività non è frutto dell’improvvisazione ma poggia su basi solide di competenza ed esperienza. In origine, Lasertech Chemical Machining nasce infatti per lavorare con il mondo dell’elettronica e del circuito stampato, attività che tuttora costituisce una parte importante del fatturato di gruppo, per la quale esiste un reparto dedicato presso lo stabilimento di Cernusco. I due stabilimenti sono complementari, eccezion fatta per il mondo dell’elettronica, concentrato in Lasertech, e il taglio laser del metallo cui è dedicato un reparto a San Donato in cui sono installati diversi sistemi di taglio tra cui il più recente è il Mercury Fiber della Sei Laser impegnato nel taglio dei metalli, compresi quelli altamente riflettenti. “La Mercury Fiber è una macchina che rompe gli schemi e le idee convenzionali per taglio laser dei metalli che qui in Lasertech Chemical Machining hanno saputo esaltare al meglio” spiega Francesco Auletta. “Motori lineari, alta velocità, manutenzione ridottissima e una lunga durata della sorgente laser, unite alla varietà di formati processabili con un ingombro di occupazione al suolo notevolmente ridotto rispetto all’area di lavoro utile prescelta per adattarsi a qualsiasi ambiente di produzione, sono le caratteristiche peculiari di questo sistema di taglio con indice di sicurezza in classe1 in grado di garantire un ambiente di lavoro sicuro e pulito”. “Il Mercury Fiber è però solo l’ultimo tassello del nutrito novero di sistemi Sei Laser che gravitano nell’orbita Laseterch in cui figurano anche una Mercury CO2, un sistema NRG CO2 e sistemi Galvo come il Flexy CO2 e il sistema G8 con laser YAG per marcatura” prosegue Auletta. Dispongono quindi di una gamma di possibilità di lavorazione completa, ma di fronte all’eterna domanda “CO2 o fibra?” la risposta di Binelli non lascia adito a interpretazioni: “il futuro è senza dubbio fibra, soprattutto pensando al tipo di taglio che facciamo e agli assoluti livelli di precisione richiesti. Per non parlare poi dei costi di gestione e manutenzione del fibra che sono decisamente più bassi della sorgente CO2. Con la Mercury Fiber siamo arrivati a ottenere degli ottimi risultati che fino a qualche mese fa non raggiungevamo pur usando macchinari di nomi forse più blasonati e altisonanti rispetto a quello di Sei Laser. Per contro, la loro macchina si abbina e si sposa in maniera ottimale con la nostra tecnologia e in questo discorso Auletta è stato ancora una volta un buon consigliere. Sulla Mercury fibra sono ormai stati dirottati gran parte dei lavori, soprattutto quelli abbinati alla fototranciatura chimica, al punto che siamo prossimi a una sua completa saturazione che presumibilmente ci costringerà a prevederne il raddoppio. Detto della macchina, ci tengo a spendere una considerazione sul suo costruttore che credo sia il miglior riconoscimento: in ogni ambito della nostra attività in cui è coinvolto il laser, abbiamo impegnata una soluzione Sei Laser propostaci da Auletta, cartotecnico compreso. Qualcosa significherà?”

Lascia un commento

Torna in alto

Mercato

Comunicazione tecnica per l'industria