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Saturday, 16 Dicembre 2017
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Il riferimento per le tecnologie additive italiane

Le definiscono le macchine utensili del terzo tipo poiché integrano l’azione delle macchine utensili e di altre tipologie di beni strumentali; parliamo delle tecnologie additive, una vera e propria rivoluzione tecnologica che in molti indicano come fattore chiave di sviluppo per la crescita dell’industria manifatturiera meccanica del nostro Paese. Ecco spiegate le ragioni alla base del successo di AITA-Associazione Italiana Tecnologie Additive che in pochi mesi dalla sua fondazione ha già raggiunto quota 70 associati.

di Fabrizio Garnero

Maggio-Giugno 2015

Dopo pochi mesi dalla sua nascita e soli tre mesi di operatività, AITA-Associazione Italiana Tecnologie Additive si propone come la realtà di riferimento per il settore industriale italiano delle tecnologie additive e della stampa 3D. In occasione dell’Assemblea dei Soci e del Consiglio Direttivo dello scorso 31 marzo 2015, l’Associazione ha raggiunto e superato il traguardo dei 70 soci, dando così vita a una realtà che, in maniera trasversale, raggruppa produttori/venditori di macchine, aziende di software per la progettazione, centri di servizio, grandi aziende e PMI che utilizzano le tecnologie additive per la produzione manifatturiera. A questi si affiancano importanti università e centri di ricerca che assicurano il “serbatoio” di conoscenza e innovazione necessario per far affermare e crescere il settore. Completano la compagine alcuni associati a livello personale che intendono ampliare il proprio bagaglio culturale sul tema o lanciare nuove iniziative imprenditoriali.

Le macchine utensili del “terzo tipo”
“Con il raggiungimento del traguardo dei cinquanta soci - dichiara Alfredo Mariotti, Segretario Generale di AITA - abbiamo avuto la conferma che il settore delle tecnologie additive rappresenta uno dei fattori chiave per la crescita dell’industria manifatturiera meccanica del nostro Paese. Questo grazie al fatto che le macchine basate sui processi additivi consentono di realizzare prodotti sofisticati e customizzati, assumendo così il ruolo di macchine utensili del “terzo tipo”, poiché integrano l’azione delle macchine utensili (asportazione e deformazione) e di altre tipologie di beni strumentali. Questo permetterà alle nostre aziende manifatturiere di concepire e produrre beni/servizi ad alta innovazione, vincenti sul mercato domestico ed estero, favorendo così il rilancio del settore”. AITA-Associazione Italiana Tecnologie Additive intende rappresentare gli interessi dei player del settore (aziende produttrici e utilizzatrici, fornitori di tecnologie abilitanti, centri di servizio, università e centri di ricerca, ecc…), favorendone il dialogo con enti, istituzioni e altre associazioni industriali, al fine di fare conoscere e sviluppare le tecnologie additive e la stampa 3D. L’Associazione nasce dall’iniziativa dei suoi soci fondatori, supportata e sostenuta operativamente da UCIMU-Sistemi per Produrre, che ha messo a disposizione dell’iniziativa le risorse necessarie e la sede associativa.

Primo appuntamento, primo successo
AITA è un’Associazione di tipo culturale e come tale è molto attiva dal punto di vista dell’organizzazione di eventi dedicati e della partecipazione a manifestazioni in cui promuovere e divulgare “il verbo” delle tecnologie additive. Lo testimonia un primo convegno targato AITA svoltosi lo scorso 29 gennaio in cui, oltre 90 persone, esponenti del settore industriale e della ricerca e sviluppo, hanno partecipato al convegno “Tecnologie Additive: produzione innovativa a portata di PMI”. Nel corso dell’evento, sono state evidenziate le potenzialità delle tecnologie additive in ambito industriale, sottolineandone:
• le capacità di lavorare materiali metallici o polimerici in maniera estremamente flessibile, a partire dal modello CAD tridimensionale, permettendo una quasi assoluta libertà di forme e la possibilità di apportare modifiche ai prodotti senza significativi tempi e costi di set-up della macchina;
• l’adattabilità ai contesti industriali tipici delle PMI grazie alla disponibilità sul mercato di macchine con vari livelli di complessità operativa e di costo di acquisizione/operativo;
• la vasta gamma di produzioni su cui possono essere applicati, che spazia dalla componentistica per il racing, l’automotive/aerospace alla realizzazione di attrezzature/maschere per la produzione di dolciumi o schede elettroniche, alla realizzazione di componenti destinati all’industria alimentare, alla produzione di articoli sportivi ad alte prestazioni e basso peso;
• l’integrazione con le macchine utensili, necessarie per raggiungere i livelli di precisione e tolleranze dimensionali o geometriche che servono per dare funzionalità a componenti geometrici sofisticati;
• la disponibilità di sistemi di monitoraggio e di processo in grado di gestire il processo in maniera ottimale.
Le presentazioni svolte sono state integrate da un interessante dibattito finale, dove i presenti hanno potuto porre domande ai relatori, tutti veri e propri “guru” del settore, ricevendo risposte alle loro esigenze specifiche. Inoltre, è stato possibile “toccare con mano” i risultati di alcune lavorazioni additive, grazie ad alcuni pezzi messi a disposizione dalle aziende presenti.

Il ruolo cardine dei centri servizio
Proseguendo nella sua campagna di disseminazione e promozione, AITA ha svolto in collaborazione con Probest Service SpA e 3DZ Group un workshop che il 22 maggio ha affrontato il tema dal titolo “Dal modello al prodotto, reverse engineering e stampa 3D”. Il workshop è stato l’occasione per approfondire la conoscenza delle tematiche e delle opportunità offerte dal Reverse Engineering e dalla Tecnologia Additiva - Stampa 3D attraverso il confronto con l’esperienza di operatori del settore (dalla Modellazione Solida al reverse engineering fino alla stampa 3D) e per esplorare le possibilità aperte da queste tecnologie e dalla loro integrazione. L’incontro si è rivolto a tutti coloro che si occupano di dar forma alle idee, dalla progettazione alla prototipazione, per giungere all’industrializzazione del prodotto. Ma nell’ottica delle attività di promozione che vedono impegnata AIDA nel medio/breve periodo, ha un ruolo molto importante il convegno programmato per il prossimo 18 giugno sul tema “Centri di servizio: gli “access point” alle tecnologie additive”. Nel corso del convegno, a partecipazione gratuita, alcuni dei principali centri di servizio, operanti in Italia e soci AITA, presenteranno le loro attività e illustreranno casi di successo relativi al mondo dell’aerospazio, del racing, dell’automotive e della produzione meccanica in generale. Le tecnologie additive rappresentano, infatti, una delle maggiori innovazioni radicali che il settore manifatturiero ha visto nel corso degli ultimi anni. Tuttavia, una siffatta innovazione richiede, per essere pienamente sfruttata, investimenti e, soprattutto, la creazione di un background di progettazione e operativo di non sempre facile implementazione. Per supportare, in maniera graduale l’adattamento di prodotti e procedure alle tecnologie additive, apprezzando anche i “gradi di libertà” progettuali e costruttivi che esse permettono, risulta di grande importanza il ruolo dei “centri di servizio”. Essi consentono alle PMI e, più in generale alle aziende che approcciano la tecnologia o che, per motivi di volumi produttivi o di ammortamento non ritengono ancora di dotarsi di macchine proprie, di realizzare i propri prodotti secondo i nuovi paradigmi produttivi e, al contempo, di sfruttare la conoscenza che i centri di servizio hanno precedentemente acquisito in termini di capacità di design, progettazione e ingegnerizzazione del prodotto. Ecco quindi spiegate le ragioni di un convegno a essi dedicato e l’importanza che assume nel contesto dei prossimi eventi AITA.

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