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Thursday, 19 Ottobre 2017
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Fornitori di valore aggiunto, ovviamente laser

Come tradizione, chi ha approfittato dell’open house organizzata a metà giugno per visitare l’avveniristica sede Sisma di Piovene Rocchette, in provincia di Vicenza, e vedere così da vicino lo stato dell’arte tecnologico raggiunto dall’azienda, è sicuramente rimasto soddisfatto. La manifestazione ricca di contenuti e di significati, è espressione concreta di una filosofia aziendale che mira a fornire vere a proprie soluzioni tecnologiche “LASER” in grado di dare un concreto valore aggiunto a quei clienti che scelgono l’azienda vicentina come partner.

di Fabrizio Garnero

Settembre-Ottobre 2014

Sisma è in costante crescita: a dirlo sono i numeri e quindi il fatturato, ma anche una serie di interventi e investimenti fatti in capitale umano, in organizzazione aziendale e in strategia, volti ad ampliare il business in ambito laser e a rendere sempre più solida una realtà che, senza dubbio, è una delle più belle a livello europeo. Il fatturato in crescita è quindi “solo” la conseguenza di una filosofia aziendale ben delineata che pone il cliente e i suoi reali bisogni al centro dell’interesse ma anche in grado di mantenere vivi i valori che storicamente rappresentano la base fondamentale del successo aziendale. “Stiamo inserendo uomini di qualità in ruoli chiave, sia in progettazione, che di sviluppo processo, in area commerciale e di sviluppo prodotto,  con l’obiettivo di diventare leader di settore, anche in quegli ambiti dove non lo siamo, mantenendo però le posizioni di vertice che invece già occupiamo in campi per noi storici come quello delle microlavorazioni laser” spiega Antonio Venezia, responsabile commerciale di Sisma. “Come? Aggiungendo valore ai prodotti e ai processi piuttosto che adeguarci alla tendenza ormai diffusa sul mercato di immettere prodotti “poveri”, a basso costo, strategia che non porta lontano. Ci prefiggiamo invece uno sviluppo fatto di investimenti mirati,  per creare valore insieme al cliente, fornire cioè ciò di cui ha realmente bisogno nei tempi e nei modo necessari. Questo vuol dire essere più focalizzati e precisi in quello che andiamo a fornire”. “Con ciò non intendiamo “semplicemente” una customizzazione del prodotto e delle macchine, per quella è attiva da anni la Divisone Sisma Lab che si occupa specificatamente di questi aspetti, con crescente successo, tra l’altro” bensì, precisa Venezia, “ci riferiamo a qualcosa che viene prima, ovvero a una ben più ampia capacità di comprendere esattamente quelle che possono essere le reali necessità per fornire ciò che serve davvero. È una competenza che abbiamo già, ma che stiamo ulteriormente sviluppando come plus che ci contraddistingua sempre più sul mercato. Ciò significa quindi, cogliere i segnali, soprattutto quelli deboli, da cui per partire per svilupparli ed integrarli nel contesto culturale di Sisma Group, con l’obiettivo di fornire sempre qualcosa di innovativo, inteso come tecnologia, come processo o come supporto, che rappresenti appunto il valore aggiunto cui mi riferivo in precedenza”.

Guardare al futuro con l’additive manufacturing
La recente joint venture stretta con Trumpf va proprio in questa direzione ed è stata una diretta conseguenza della logica aziendale ad ampio raggio che da alcuni anni costituisce la linea guida di sviluppo seguita da Sisma. “Arrivare a fare una società con il più grande costruttore di laser al mondo significa che si è lavorato bene in questo senso e che delle basi comuni e delle affinità sotto l’aspetto culturale e della mentalità, al di là delle ovvie differenze, ci sono” afferma nuovamente Antonio Venezia. “Diciamo che la joint venture con Trumpf è per Sisma una sorta di certificazione dell’ottimo lavoro fin qui svolto, e non mi riferisco solo all’additive manufacturing, che è l’ambito specifico di cooperazione, ma al contesto generale di attività della nostra azienda”. Sisma S.p.A. ha, infatti, stretto dal maggio di quest’anno una joint venture nel settore della fusione laser selettiva con il colosso tedesco che detiene il 55% nella nuova impresa, denominata Trumpf Sisma S.r.l., mentre il restante 45% è posseduto dall’azienda veneta. Entrambe collaborano con competenze, risorse umane e capitale per sviluppare insieme sistemi di ultima generazione per la stampa 3D di componenti metallici. “Attualmente, la collaborazione tra le due società è rivolta alla sola attività di ricerca e sviluppo, che comprende non solo lo sviluppo delle macchine ma tutto il processo che le ruota intorno” spiega Lisa Micheletto, New Business Development Manager di Sisma. Com’è noto, la produzione additiva consente di costruire qualsiasi componente direttamente da un file di disegno 3D. I componenti sono creati strato per strato attraverso la fusione selettiva laser di poveri metalliche. Questa tecnologia ha il potenziale per sostituire e/o affiancare le conosciute applicazioni di fresatura e fusione, poiché i componenti ottenuti hanno le stesse caratteristiche di quelli prodotti con metodi tradizionali. Oggi aziende dei settori più diversi stanno sviluppando componenti e prodotti adatti all’additive manufacturing, abbandonando progressivamente i metodi di produzione utilizzati fino ad ora. “A oggi, la tecnologia dell’additive manufacturing non ha la pretesa assoluta di sostituire le tecnologie tradizionali, bensì di affiancarle in maniera complementare”, spiega Fausto Riva, Technical Department Sisma. “Ora la produzione additiva risulta particolarmente efficace nella realizzazione di prototipi e campionature nonché nella produzione di piccole serie. Tenendo presente però lo sviluppo esponenziale che sta caratterizzando questa tecnologia, probabilmente nei prossimi dieci anni anche la produzione industriale di serie subirà l’impatto positivo dell’additive manufacturing“.
“Il punto di forza della produzione additiva - interviene nuovamente Lisa Micheletto - è la possibilità di ridurre drasticamente i costi e i tempi nella realizzazione di prototipi per ridurre il time to market e quindi rendere le aziende sempre più competitive che nella nostra ottica aziendale significa darle valore aggiunto”.

La microlavorazione si allea con la visione industriale
“Come Sisma abbiamo cominciato le attività di ricerca e sviluppo sulla tecnologia della fusione selettiva di polveri metalliche (Additive Manufacturing) più di tre anni fa in autonomia e questo ci ha portato oggi ad avere un prodotto con performances tecniche molto interessanti” racconta nuovamente Antonio Venezia. “Tuttavia, la volontà di trovare e incontrare anche partner esterni con cui collaborare è una strada che vogliamo continuare a seguire e sviluppare in ambiti come per esempio quello a noi molto affine dei sistemi di visione. Abbiamo, infatti, iniziato a combinare la visione artificiale con i processi laser. Ci sono segmenti di mercato importanti in cui , i lotti stanno via via diminuendo, per contro aumenta la variabilità dei pezzi da produrre e quindi l’investimento in attrezzature di montaggio e posizionamento. La domanda è quindi: Perché investire in attrezzaggi quando con una telecamera è possibile riconosce in automatico i pezzi da marcare. Perché usare dei posaggi multifunzione quando con un banale contenitore sono in grado di realizzare la mia marcatura garantendo, tra l’altro, che sia stata eseguita correttamente e in modo coerente con quanto previsto. Anche questo è un modo per dare valore aggiunto”. A conferma di quanto detto, in mostra all’open house vi era un sistema per microlavorazioni BigSmark 400F abbianto all’Horus Position, ovvero un nastro di alimentazione automatica dei pezzi a 26 posizioni con centratura automatica tramite telecamera da 5 Megapixel abbinabile a vari sistemi di marcatura quali BigSmarky e/o BigSmark appunto. Si tratta di un accessorio che va in contro alle esigenze presentate da Venezia caratterizzato da un ingombro in larghezza di soli 1.800 mm, con 26 pallet facilmente intercambiabili in grado di trasportare particolari differenti con una dimensione massima di 68 x 52 mm e questo permette di processare pezzi di forma e spessore diversi. Il BigSmark 400F dotato di Horus Position diventa quindi un vero e proprio centro di lavoro laser in grado di eseguire processi di incisione, marcatura e microtaglio allineati con i più alti standard che le ampliate possibilità della sorgente laser in fibra Sisma permette.

Il valore aggiunto della combinata
Il valore aggiunto dato attraverso collaborazioni e partnership è argomento valido anche per le macchine Sisma con processi combinati della serie Twin-E dove la combinazione non è più esclusivamente legata alla fresatura e all’incisione, ma può vedere abbinate operazioni di fresatura e taglio, oppure ancora taglio e incisone. “Abbiamo un mix di proposte su processi combinati assolutamente interessanti che però hanno bisogno anche di competenze che non necessariamente devono essere interne all’azienda” afferma nuovamente Antonio Venezia. “Attraverso le collaborazioni e le partnership siamo quindi in grado di allargare e ampliare la nostra proposta senza diventare, offrendo valore e mantenendo la flessibilità che il mercato richiede ”. Dopo il primo modello base FRX300 per lavorazioni CNC su metalli preziosi, oggi la combinata TWIN-E rappresenta la sintesi tra la meccanica di precisione e la tecnologia laser di Sisma. Il processo combinato offre opportunità importanti anche in applicazioni industriali per esempio nella realizzazione di elettrodi, che possono oggi essere realizzati con egual precisione ma in tempi e costi decisamente appetibili. Grazie alla precisione degli assi controllati, la macchina trasferisce sul metallo esattamente la sequenza di effetti disegnati con il software grafico per la produzione in larga scala di oggetti unici in ciclo automatico.

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